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Psicoradio, la radio della mente Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus. Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati: un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana). una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale. I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria. Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.

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Psicoradio di venerdì 25/11/2022
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Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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Psicoradio di venerdì 18/11/2022
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Psicoradio, la radio della mente

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I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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Psicoradio di venerdì 04/11/2022
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Genitore, un mestiere impossibile
Quando un membro della famiglia soffre di un disturbo
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Psicoradio di venerdì 28/10/2022
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Si può fare
Prima parte dell’intervista al direttore del DSM di Bologna e, a seguire, scopriamo l’equipe di Psicoradio
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Psicoradio di venerdì 21/10/2022
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Viaggio nell’outsider art -
Un’indagine sull’arte irregolare attraverso punti di vista diversi
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Psicoradio di venerdì 14/10/2022
Psicoradio di venerdì 14/10/2022
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Quando tutti parlano di salute mentale -
Una rassegna stampa sulla scia della Giornata Mondiale della Salute Mentale ma prima scopriamo i nuovi redattori di Psicoradio
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Psicoradio di venerdì 07/10/2022
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Marco Bellavia è uscito dal gruppo - Parliamo di depressione e bullismo al Grande Fratello VIP ma nella seconda parte andiamo alla scoperta dei nuovi redattori di Psicoradio
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Psicoradio di venerdì 30/09/2022
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Una mente inquieta -
Il disturbo bipolare nel testo di Kay Redfield Jamison
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Psicoradio di venerdì 23/09/2022
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Promesse, lapsus inquietanti e vaghezze - La salute mentale nei programmi elettorali
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Psicoradio di venerdì 16/09/2022
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I segreti di Carl Gustav Jung - Intervista alla psicanalista junghiana Laura Maria Delfina Becatti
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Psicoradio di venerdì 01/07/2022
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Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

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I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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Psicoradio di venerdì 17/06/2022
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Raccontare (bene) lo star male
Una rassegna stampa su fatti di cronaca che hanno attirato la nostra attenzione
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Psicoradio di venerdì 10/06/2022
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Saper riconoscere chi e cosa non è inferno
Intervista a Lella Costa
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Psicoradio di venerdì 03/06/2022
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Noi, seducenti sedicenti di sedici anni
Sedicesimo compleanno per Psicoradio. E se-dicessimo Alessandro Bergonzoni?
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Psicoradio di venerdì 27/05/2022
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Difendo la mia fragilità (nella serie TV come nel libro e nella vita)
Da un (reale) TSO sta nascendo una serie di Netflix
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Psicoradio di venerdì 20/05/2022
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Làbascolta
Lo sportello di supporto psicologico del “municipio sociale” bolognese
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Psicoradio di venerdì 13/05/2022
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La Classe - Teatro e lavoro sono i due temi della puntata
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Psicoradio di venerdì 06/05/2022
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calendar_today 06/05/2022 11:45
La cultura fa stare bene - Parliamo di un interessante progetto europeo ma anche di disturbo bipolare
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psicoradio di venerdì 29/04/2022
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Il lavoro è un guardrail, l’importante è non sbatterci contro..Il progetto Job Station e le esperienze dei redattori di Psicoradio
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psicoradio di venerdì 22/04/2022
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Salute mentale, non solo psichiatria..Quando abbiamo davvero bisogno di uno psicologo, e quando invece per stare meglio basterebbe parlare con un amico?
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psicoradio di venerdì 15/04/2022
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Arte: un lavoro sulla fragilità del vivere..Parliamo inoltre di un piano di supporto psicologico per chi fugge dalla guerra
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psicoradio di venerdì 08/04/2022
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Un’intervista interiore a Claudio..Un redattore parla della sua esperienza con il disturbo bipolare
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psicoradio di venerdì 01/04/2022
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Attrattiva. Folle. Di classica bellezza...Parliamo di arte e disturbo bipolare con Veronica Marangoni, figlia dell’artista Vittorio
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psicoradio di venerdì 25/03/2022
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Putin è pazzo o solo pericoloso? Una riflessione sul termine che talvolta viene utilizzato per qualificare il presidente russo
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psicoradio di venerdì 18/03/2022
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Figlia di Luna - Intervista a Greta Xella
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psicoradio di venerdì 11/03/2022
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La guerra non scoppia! Anzi, sì. I danni che la guerra provoca nella psiche delle persone.
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psicoradio di venerdì 04/03/2022
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La guerra che c’è già - ..Poesie e canzoni contro la guerra
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psicoradio di venerdì 25/02/2022
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Viaggio fantastico nel dolore di un padre - Una graphic novel che parla di salute mentale ai più piccoli
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psicoradio di venerdì 18/02/2022
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Curare chi non sa cosa è il bene e il male..Parliamo di Residenze per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza (REMS) ma anche di “bonus psicologo”
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psicoradio di venerdì 11/02/2022
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Vogliamo lo psicologo di base!..Il disagio psichico non si vede e non si sente, ma c’è (e costa)
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psicoradio di venerdì 04/02/2022
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Non Sola Mente - Trieste ieri e oggi, l’Accademia della follia, le conquiste da difendere
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Psicoradio di venerdì 28/01/2022
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Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

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una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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psicoradio di venerdì 21/01/2022
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calendar_today 21/01/2022 09:00
Lo “Psicodizionario” dalla A alla Z..Per finire il 2021 e iniziare il 2022 vi regaliamo uno speciale dizionario dei termini usati e abusati del mondo della salute mentale. Oggi UVZ
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psicoradio di venerdì 14/01/2022
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calendar_today 14/01/2022 09:00
Lo "Psicodizionario" dalla A alla Z - Per finire il 2021 e iniziare il 2022 vi regaliamo uno speciale dizionario dei termini usati e abusati del mondo della salute mentale. Oggi R-S-T
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psicoradio di venerdì 07/01/2022
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Lo "Psicodizionario" dalla A alla Z - Per finire il 2021 e iniziare il 2022 vi regaliamo uno speciale dizionario dei termini usati e abusati del mondo della salute mentale. Oggi O-P-Q
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psicoradio di venerdì 24/12/2021
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Lo "Psicodizionario" dalla A alla Z - Per finire il 2021 e iniziare il 2022 vi regaliamo uno speciale dizionario dei termini usati e abusati del mondo della salute mentale. Oggi G-H-I
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psicoradio di venerdì 17/12/2021
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psicoradio di venerdì 03/12/2021
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Salute mentale? Riscriviamo il copione - Lo confermano studi e ricerche: le arti, il teatro, i lavori creativi possono aiutare le persone a stare meglio
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psicoradio di venerdì 26/11/2021
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Lavoro e dignità - Quanto è importante per una persona parzialmente invalida avere un’occupazione lavorativa. Intervista ad Alice Cavicchioli.
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psicoradio di venerdì 19/11/2021
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calendar_today 19/11/2021 09:00
Tra palco, psiche e realtà - “È cambiato tutto intorno a me; mi sono sentito più accettato dagli altri, più integrato nella società. In un termine solo: normalità, fuori da quei pregiudizi che tutti dicono di non avere. Qui ho avuto la possibilità di sentirmi nuovamente normale, una cosa semplice ma bellissima”. Questo “miracolo” è stato realizzato in un luogo di lavoro: il teatro. In Emilia Romagna infatti opera di diversi anni una rete di compagnie teatrali (più di 20) promosse dai Dipartimenti di salute mentale, e i cui attori sono persone con disturbi psichici. Ne parliamo in occasione del convegno-webinar “Teatro per la salute mentale fra cura, cultura, diritti e società. Non siamo mai scesi da Marco Cavallo” (19 e 23 novembre), organizzato dai Dipartimenti di salute mentale dell'Emilia Romagna, dall'Istituto Minguzzi e tra gli altri anche da Arte e Salute aps - che ha fatto nascere Psicoradio, media partner del convegno.....“Frequentavo un centro diurno ed è stato proprio lì che un'operatrice mi ha fatto conoscere questo mondo. Questa esperienza la sento mia”, racconta una delle attrici delle compagnie “Tabù?" e "Tambù” di Imola. “Il nostro è un magazzino di idee, dove scriviamo e recitiamo quello che scriviamo” spiega invece il regista della compagnia “Jolly” di Parma. Questa è l’unica compagnia che opera dentro una REMS – Residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza - dove sono internate le persone che hanno commesso reati, ma incapaci di intendere e di volere. Non è sempre facile, racconta, perché “a volte il teatro, come la vita, ci pone sfide e ostacoli e non sempre si è pronti o si ha voglia di mettersi in gioco. Allora nel nostro magazzino di idee facciamo una pausa e anche questo è importante”.....Tra le tante voci che sentirete - attori, registi e chi lavora fra teatro e mondo della psiche - Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna, spiega che “quando parliamo di salute mentale intendiamo la promozione del potenziale umano. Anche le persone che hanno una malattia mentale possono godere di ottima salute. Quindi questo ci porta a investire in salute, attività sportive, espressive, di comunicazione, teatrale... ed è un investimento per la salute”. Inoltre, alcuni studi che verranno presentati durante il webinar, dimostreranno che facendo teatro “si acquisisce la capacità di mettersi nei panni degli altri, giocare ruoli diversi nella vita reale... con rimandi positivi anche per chi assiste agli spettacoli. Perché si sviluppa una comprensione diversa verso chi ha un disturbo mentale”.....Il nostro viaggio col teatro della salute mentale continuerà anche nelle successive puntate. Tra attori e registi, sentirete la psichiatra Ivonne Donegani; le abbiamo chiesto a cosa serve, per un Dipartimento, investire nel teatro. E poi, la domanda che in tanti (soprattutto gli scettici) si fanno: ci sono prove “scientifiche”, ricerche, che hanno indagato gli effetti del teatro per chi soffre di un disturbo psichico? Bruna Zani, ex preside della facoltà di psicologia di Bologna e oggi direttrice dell’Istituto Minguzzi ci parla, appunto di ricerche fatte dall’Università e dall’OMS.
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psicoradio di venerdì 12/11/2021
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Dietro ogni scemo c’è un villaggio: la redazione analizza la canzone Un matto di Fabrizio De André
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Il più piccolo teatro al mondo - Alla scoperta del Teatrì di Alghero con il fondatore Ignazio Chessa
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Si scrive contenzione, si legge legare..La contenzione è superabile? Ne parliamo con Angelo Fioritti e Massimiliano Nocera
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Genitore, un mestiere impossibile: Sì, parliamo ancora di famiglia - “Freud diceva che il mestiere dei genitori è un mestiere impossibile. Quei pochi che ci riescono, sono quelli consapevoli di questa impossibilità. Io faccio un mestiere impossibile”. Ce lo dice il padre di Ilaria, una ragazza uditrice di voci; qualche tempo fa sono venuti in redazione a parlare con noi. Questa settimana vi parliamo di quello che accade quando si scopre che un membro della famiglia soffre di un disturbo psichico. Lo raccontano Vincenzo e Barbara, redattori di Psicoradio, e di famiglia parlano anche spezzoni di film molto acuti: La Famiglia Addams di Barry Sonnenfeld e Parenti serpenti di Mario Monicelli.
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Essere genitori, essere figli - “Che io non sia un inquieto fantasma che segua ossessivo l’andare dei tuoi passi […] Tu devi essere libera di prendere un sentiero la cui fine io non senta il bisogno di conoscere”. Sono alcuni versi della poesia che l’antropologa Margaret Mead (1901 – 1978) ha dedicato alla figlia Catherine. La poesia è stata pubblicata nella sua autobiografia “L’inverno delle more”. In questa puntata Psicoradio riflette sul rapporto tra genitori e figli: nella prima parte sulla difficoltà di essere genitori, nella seconda soprattutto su quella di essere figli. Quale deve essere il ruolo di madri e padri rispetto ai figli? Fino a che punto una madre può erigere muri per proteggerli? I redattori di Psicoradio si sono interrogati sul senso dei versi di Margaret Mead e hanno raccontato alcuni vissuti personali rievocati dalla lettura della poesia. Nella seconda parte il rapporto genitori figli viene rovesciato e analizzato a partire dal punto di vista dell’esperienza di una figlia adottiva. Nel suo racconto Brenda spiega con dovizia di particolari le paure che un figlio adottivo può sviluppare nel corso del tempo ed offre tutta una serie di consigli pratici, rivolti tanto ai figli quanto ai genitori, per affrontare meglio la vita di tutti i giorni e costruire un rapporto solido.
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psicoradio di venerdì 08/10/2021
psicoradio di venerdì 08/10/2021
calendar_today 08/10/2021 09:00
Salute mentale e famiglia - ..Cosa succede quando una famiglia scopre che un membro soffre di un disturbo psichico? “L’effetto che produce può essere devastante…” Claudio, un redattore di Psicoradio, sta parlando degli effetti che può scatenare la scoperta che un membro della famiglia soffre di un disturbo psichico. È il tema della puntata, nella quale redattori e redattrici raccontano le loro esperienze.
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psicoradio di venerdì 01/10/2021
psicoradio di venerdì 01/10/2021
calendar_today 01/10/2021 09:00
La situazione delle Residenze per l’Esecuzione della Misura di Sicurezza -..A sei anni dalla loro istituzione uno sguardo sulle REMS con un’intervista a Michele Miravalle dell’Università di Torino
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psicoradio di venerdì 24/09/2021
psicoradio di venerdì 24/09/2021
calendar_today 24/09/2021 09:00
La salute mentale dei minorenni prima, durante e dopo la pandemia. Intervista a Simona Chiodo che dirige l’unità complessa di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza dell’Ausl di Bologna
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psicoradio di venerdì 17/09/2021
psicoradio di venerdì 17/09/2021
calendar_today 17/09/2021 09:00
PENSIERI COME TARLI è una puntata selezionata da un nostro redattore, Gianmaria, che l'ha scelta nel nostro ampio archivio sulla base del suo interesse personale per l'argomento. È un'intervista dedicata al disturbo ossessivo compulsivo realizzata circa quattro anni fa con la dott.ssa Teresa Cosentino, psicologa e psicoterapeuta ad indirizzo comportamentale e cognitivo. Cos’è questo disturbo? Come si manifesta? Sono solo alcune delle domande che i redattori e le redattrici di Psicoradio hanno rivolto alla dottoressa. “Può presentarsi in vari modi e avere anche definizioni cliniche differenti, potremmo però semplificare e riassumere il sintomo principale come un pensiero indesiderato che s’impossessa della mente della persona”, spiega Cosentino e continua “ad esempio esiste il disturbo ossessivo compulsivo da controllo e la persona che ne soffre spesso teme di aver dimenticato qualcosa o di aver compiuto un errore molto grave, e a causa di questo verifica più volte di aver chiuso bene il gas, la porta o riapre continuamente la mail per controllare cosa ha scritto. Questa è ciò che potremmo definire compulsione”. La psicologa sottolinea che tra le persone che chiedono aiuto più della metà ha buona possibilità di guarigione e che, come nella maggior parte delle malattie psicofisiche, è molto importante la diagnosi precoce. Per quanto riguarda, invece, le diverse terapie esistenti, la dottoressa Cosentino sostiene che le linee guida internazionali sulla cura del disturbo ossessivo compulsivo affermano che la terapia cognitivo comportamentale ha lo stesso effetto, in alcuni casi, di quella farmacologica, perché lavora sui sensi di colpa che generano l’ossessione.
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psicoradio di martedì 29/06/2021
psicoradio di martedì 29/06/2021
calendar_today 29/06/2021 09:00
Jung, la riflessione richiede tempo..Seconda parte dell’intervista alla psicanalista junghiana Laura Maria Delfina Becatti
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psicoradio di martedì 22/06/2021
psicoradio di martedì 22/06/2021
calendar_today 22/06/2021 09:00
I segreti di Jung - Edizione Bollati Boringhieri del Libro rosso - “Gli anni più importanti della mia vita furono quelli in cui inseguivo le mie immagini interiori...La mia vita intera è consistita nell’elaborazione di quanto era scaturito dell’inconscio, sommergendomi come una corrente magmatica e minacciando di travolgermi. Tutta la mia opera successiva non è stato altro che classificazione, formulazione scientifica e integrazione di quanto avevo visto.”..Sono parole dello psichiatra, psicanalista e filosofo Carl Gustav Jung, nel suo celebre Libro rosso. Il volume, scritto a caratteri gotici e appunto rilegato in pelle rossa, contiene tantissimi disegni e dipinti realizzati dallo psicanalista; frutto delle visioni, e forse anche delle voci che popolavano la sua mente, e che lui ha continuato ad appuntarsi una ad una. Si tratta di un libro misterioso, segreto, straordinariamente vitale e creativo, e ancora oggi alcuni passaggi rimangono incomprensibili. D’altra parte Jung stesso diceva che il mistero è importante: non tutto può essere spiegato. “È importante avere un segreto, una premonizione di cose sconosciute, dove l’uomo deve sentire che vive in un mondo e che in esso avvengono e si manifestano cose che restano inesplicabili. Solo allora la vita è completa.” Abbiamo indagato il pensiero e la vita di Jung in due puntate; a farci da guida è la psicanalista junghiana Laura Maria Delfina Becatti, laureata in Psicologia Clinica e di Comunità e specializzata in Psicoterapia e Psicologia Analitica presso la scuola LISTA di Milano ad indirizzo junghiano. Becatti ha integrato la sua formazione con lunghe esperienze di teatro di improvvisazione, di danza terapia, di arte terapia, di Tai Chi Chuan, Meditazione e giardinaggio: “Credo nei momenti di crisi vada riattivata la creatività”, ci dice. Nella prima puntata, Becatti ripercorre la vita di Jung e le differenze tra il suo percorso e quello di Sigmund Freud, di venti anni più vecchio. Entrambi hanno vissuto in tempo fecondo, che ha rivoluzionato i paradigmi e i modi di vedere la scienza e l’uomo, ed entrambi erano alla ricerca dei sintomi psichiatrici, soprattutto quelli difficilmente comprensibili, al limite tra il fisico e lo psichico. Jung scelse di dedicarsi alla psichiatria perché riteneva fosse un ambito in cui potevano convergere i suoi interessi nei confronti della filosofia e quelli per le scienze umane. E infatti lo psicanalista è andato poi alla ricerca del senso che si cela dietro il disagio mentale. La relazione tra Freud e Jung inizia nel 1900 - spiega Becatti - quando viene pubblicata L’Interpretazione dei sogni di Freud. Jung la legge e decide di mettersi in contatto con l’autore; gli manda un suo scritto e i due si incontrano; ne nasce in uno scambio intenso dove per 13 ore parlano senza fermarsi di ricerche e passioni comuni. L’amicizia continua per diversi anni, finché nel 1912 Jung pubblica uno scritto (La libido: simboli e trasformazioni). E qui emerge il loro primo contrasto: la rottura riguarda appunto il tema della libido, che Jung definisce “energia psichica”, desiderio indefinito che muove l’individuo, mentre secondo Freud si tratta di pura pulsione sessuale. Anche su un secondo tema i due pensieri differiscono, quello dell’inconscio: per Freud è il luogo dove si nasconde il rimosso, mentre per Jung è il luogo in cui nasce la coscienza...L’intervista con Laura Maria Becatti prosegue entrando nel vivo del pensiero di Jung, tra definizione di inconscio collettivo e interpretazione dei sogni, ma continueremo a parlarne anche nella prossima puntata!..“In ognuno di noi c’è un altro essere che non conosciamo, egli ci parla attraverso i sogni e ci fa sapere che vede le cose in modo ben diverso da ciò che crediamo di essere.”
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Psicoradio di martedì 15/06/2021
Psicoradio di martedì 15/06/2021
calendar_today 15/06/2021 09:00
Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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psicoradio di martedì 08/06/2021
psicoradio di martedì 08/06/2021
calendar_today 08/06/2021 09:00
Santa collera e rabbia da domare - Di recente, le nostre trasmissioni hanno trattato la rabbia nei bambini. Nell'ultima puntata, due di interviste con protagoniste, angolazioni e punti di vista differenti affrontano la rabbia degli adulti. La psicanalista Marina Valcarenghi è autrice di molti libri, spesso su temi “scomodi” e con titoli come Mamma non farmi male, Ho paura di me, L’aggressività femminile, Senza di te non esisto… Valcarenghi considera il proprio lavoro indissolubilmente legato al tessuto sociale, e a partire dal 1994, per prima volta in Italia, ha introdotto in carceri milanesi la cura psicoanalitica rivolta a uomini in reparti di isolamento - ovviamente per libera scelta dei detenuti - prima a Opera e poi a Bollate. Questo intervento ha fra l’altro quasi azzerato la recidiva fra i pazienti, sia in carcere che fuori. “La rabbia è un'energia potente, bisogna vedere che uso se ne fa e chi lo fa” ha spiegato. La rabbia può essere autodifensiva e regressiva, o può invece essere motore di cambiamento, la benzina di una rivoluzione sociale. “La rabbia è un sentimento fondamentale che uso tantissimo in analisi, quando la trovo. Jung la chiamava 'santa collera'. Per esempio, la rabbia dei migranti è evolutiva, se è consapevolezza dell'ingiustizia, se quest'energia si trasforma in lotta per rimediare all'ingiustizia”. Un altro esempio di rabbia evolutiva fornito dalla psicoanalista è quanto accaduto nel Sessantotto, quando le giovani generazioni reagirono in modo rabbioso ma anche creativo e fantasioso a quello che era un tentativo di “fregare il futuro agli studenti e agli operai”. Il senso dell'ingiustizia è quello che “ti fa tenere duro e andare avanti, sennò crolli. Ecco perché la rabbia mi sembra importante.” Se da un lato la rabbia può essere “santa”, dall'altro occorre anche imparare a gestirla. Ne abbiamo parlato con Linda Degli Esposti, facilitatrice del gruppo “Arrabbiarsi che fatica!” organizzato dall’associazione bolognese “L'Arco”. “La rabbia è un'emozione”, racconta ai microfoni di Psicoradio, “non è né giusta né sbagliata”. Ci sono tante sfumature di rabbia quante sono le persone, “ciascuno la prova in modo e per ragioni diverse: ci sono rabbie più esplosive, altre più interiorizzate, altre ancora più passive” e così via...Come si può gestire? Anche in questo caso varia molto da persona a persona. “Molte persone hanno bisogno di sfogare fisicamente la rabbia ma ciò deve naturalmente avvenire sempre nel rispetto di sé stessi e dell'altro: uscire a camminare oppure sfogarsi su un sacco da boxe può essere un modo per sfogare la componente fisica ma poi c'è anche tutta la componente della comunicazione.”..“La rabbia è sempre un campanello d'allarme che merita una riflessione: può essere qualcosa che devo imparare a smussare oppure un grande motore che serve a reagire ad un'ingiustizia.” Discriminare tra le due è dunque un lavoro complesso e talvolta lungo...“Non tutte le persone che si arrabbiano sono violente. La rabbia può sfociare in violenza oppure no. La violenza è un atto, non un'emozione, e quindi non vanno sovrapposte le due cose”, spiega Linda Degli Esposti. E dopo che una persona ha espresso la propria rabbia che sentimenti prevalgono? “Ci sono persone che si sentono molto in pace con sé stesse e con gli altri, altre che si sentono mortalmente in colpa. La gestione del dopo diventa quindi in alcuni casi spesso più complicata di quella del durante.”
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psicoradio di martedì 01/06/2021
psicoradio di martedì 01/06/2021
calendar_today 01/06/2021 09:00
La città del disordine..Il musicista Nicola Manzan è noto soprattutto per il progetto Bologna Violenta; adesso, nel suo ultimo album La città del disordine racconta in musica le storie di otto persone che furono ricoverate nell’ex-manicomio San Lazzaro di Reggio Emilia.....Isabella, ossessionata dalla scrittura e convinta di essersi sposata di nascosto con un medico; Arcangelo, venditore di cappelli con intense crisi mistiche; Adele, tredicenne, certa di aver visto la madonna in un ginepro; Arturo, caduto in depressione in seguito a un brutto scherzo dei suoi "amici"… Sono alcune delle tragiche vite scelte da Manzan per il disco, nato dalla collaborazione con il Museo della Storia della Psichiatria di Reggio Emilia....."Inizialmente la necessità era quella di fare un'audioguida per il museo", ci racconta Manzan. "L'idea di Giorgia Cantoni, Responsabile della Comunicazione, è stata quella di ampliare il progetto e fare un disco partendo dalle cartelle cliniche che mi sarebbero state fornite e poi da questo ricavare un' audioguida". Di solito la sua musica molto è molto più estrema e sperimentale; le sonorità con le quali ha composto La città del disordine sono invece più vicine a quelle dei suoi studi classici. In accordo con la direzione del Museo della Psichiatria ha scelto infatti di esprimere soprattutto il lato umano di questi internati, rispetto alla violenza della reclusione forzata.....Per riuscirci, ha dovuto approfondire lo studio di ciascun caso: "Ho cercato di capire la storia che c'era dietro a ogni personaggio e di raccontarla in musica, anche attraverso dettagli che magari conosco solo io. Nella storia di Adele, per esempio, ho usato un pianoforte giocattolo per dare il senso dell'infanzia, oppure ho cercato di sottolineare lei che corre per i prati con l'amica mentre il padre le sgrida. Quindi, da un lato c'è stato il tentativo di caratterizzare ogni persona creando un tema apposito, dall'altro la mia intenzione era quella di creare ambienti sonori che potessero rendere giustizia alle loro storie".....Manzan ci racconta che non aveva mai avuto esperienza diretta con i temi della salute mentale; dover studiare le cartelle cliniche gli ha fornito un'idea molto più reale dei malati e della vita nei manicomi, trasformando quella sicuramente più superficiale che aveva in precedenza....."Certe storie vanno raccontate perché altrimenti vengono dimenticate o insabbiate, come per la vicenda della Uno Bianca; mi piace pensare che con la mia musica possa raccontare a chi viene ai miei concerti o compra i miei dischi storie che altrimenti non avrebbe conosciuto. Avere l'opportunità di fare un disco che racconta com'erano gli ospedali psichiatrici è stato importante: sono testimonianze che fanno riflettere e che possono cambiare anche la visione che si ha della propria vita".
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psicoradio di martedì 25/05/2021
psicoradio di martedì 25/05/2021
calendar_today 25/05/2021 09:00
Dare voce agli uditori di voci!..Daniele ha iniziato a sentire le voci quando aveva 12 anni, dopo che la mamma è venuta a mancare. All'inizio erano voci cattive, di ragazze che gli dicevano di uccidere. Poi le cose sono cambiate molto. Oggi Daniele Natali è il presidente dell'Associazione di promozione sociale “Rete italiana Noi e le Voci”.....Quando si parla di “sentire le voci”, ci si riferisce a qualcuno che sente (e a volte anche vede o percepisce) qualcosa che altri attorno a lui/lei le altre persoe non sentono/vedono/percepiscono. Le voci possono essere amichevoli o minacciose, possono diventare interlocutrici con cui dialogare, o invece parlare di continuo, disturbando e rendendo difficile se non impossibile dedicare attenzione ad altre cose. ....Una premessa importante: mentre per la psichiatria tradizionale occidentale, sentire le voci è considerato una allucinazione, il segno di una perdita di contatto con la realtà, un episodio psicotico, la "Rete italiana Noi e le voci" considera “l'udire le voci” come una “esperienza umana” e non come un sintomo di una grave malattia mentale. ....Qualche tempo fa la “Rete italiana Noi e le Voci” aveva chiesto a Psicoradio di poter fare nei nostri studi, a Bologna, la loro assemblea per eleggere il presidente. Ed è stato eletto Daniele Natali, che avevamo già conosciuto. Potevamo quindi non intervistarlo?....Daniele racconta che la gente spesso lo considera “un matto”. Anche con suo padre non è stato facile: “Non è stato facile dire certe cose a mio padre, cose di cui mi vergognavo”. Per questo si ritiene fortunato ad aver trovato una grande famiglia nel Centro di Salute Mentale. Con il tempo Daniele e suo padre sono riusciti ad andati avanti, "l’importante è farlo insieme ad altri, non soli, e crederci”. ....Dopo aver iniziato un percorso di “affrontamento delle voci” con una psicologa e con una psichiatra, Daniele è entrato a far parte del gruppo di uditori di voci. Poco a poco le voci sono diventate sempre meno cattive. “Già al secondo mese le sentivo meno arrabbiate e anche io ero meno arrabbiato”, ci racconta.....La musica è stata molto importante: con quella poteva “convocare” le voci: “Pian piano mi son reso conto che venivano in me... ascoltavo musica circa 4-5 ore al giorno". All'inizio le voci erano cattive perché lui stesso si odiava, per non aver potuto passare più tempo con la madre. Per questo, dice, “volevo uccidere. Perché volevo morire io e non mia madre”. Daniele ha continuato ad ascoltare musica come metodo per far fronte alle voci, e spiega così come siano diventate voci buone: “Secondo me le voci che sento adesso son quelle di mia madre”. Per Daniele la madre “è scesa dal cielo sotto forma di voci e visioni”, per aiutarlo. “Devo dire la verità, con loro sto meglio che con una persona vivente, e sono molto felice”. ....In definitiva, il consiglio di Daniele per chi sente le voci è di ascoltare ciò che si ha dentro e soprattutto di iniziare un percorso nei gruppi di auto-muto aiuto, fondamentali per andare avanti “perché ci si confronta fra tutti e tutti insieme ci si dà la grande forza.
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psicoradio di martedì 18/05/2021
psicoradio di martedì 18/05/2021
calendar_today 18/05/2021 09:00
Il quindicesimo anno e la dodicesima notte ..Psicoradio compie 15 anni e festeggiamo lottando. La puntata inizia con la nostra campagna "io so cosa mi manca", perché in questi anni abbiamo imparato a prendere parola e vogliamo continuare a raccontare com'è e come dovrebbe essere la cura della salute mentale. ....Ci trasferiamo poi in teatro, tra sabbie mobili, una nuvola nera, un quadro surrealista, un fermo immagine, il vulcano sul punto di eruttare, nervosismo, un uomo sdraiato sul divano: questo è un elenco di immagini suscitate dal ricordo di questo ultimo anno di pandemia negli attori e nelle attrici della compagnia teatrale di Arte e Salute. Un anno in cui gli spettacoli sono stati sospesi, così come le attività dal vivo dell’associazione che lavora in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Bologna nel progetto “Teatro e Salute Mentale”. Immagini che – si spera – la compagnia si lascerà alle spalle, perché questo maggio torna finalmente a calpestare il palco dell’Arena del Sole di Bologna portando in scena La dodicesima notte di William Shakespeare. Con la regia di Nanni Garella e la partecipazione di Stefano Bicocchi (in arte Vito), lo spettacolo è basato su una poetica di equivoci e malintesi, travestimento e follia. Dove i cosiddetti “matti” (Feste, un classico buffone di corte, e Malvolio, il puritano che impazzisce perché vilipeso e beffato) alla fine sono le uniche persone a vivere in un mondo reale, privo di finzioni. In programma all’Arena del Sole dal 12 al 16 maggio, La dodicesima notte è la circostanza giusta per gli attori e le attrici di gridare: “Siamo ancora in piedi e ce l’abbiamo fatta!”
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psicoradio di martedì 11/05/2021
psicoradio di martedì 11/05/2021
calendar_today 11/05/2021 09:00
Altrimenti ci arrabbiamo.....“Quando i bambini non vengono coinvolti in eventi significativi loro li sentono, li assorbono e si fanno tutta una serie di fantasie a volte anche angoscianti o colpevolizzanti, perché nessuno magari gli ha spiegato che cosa stava succedendo.”..Chiara Borgia, pedagogista e vice-direttrice della rivista Uppa - Un Pediatra Per Amico, torna a parlarci di rabbia e del suo manifestarsi tra infanzia e adolescenza. La rabbia nei bambini è un'emozione che può risultare spiazzante e complicata da gestire. Per alcuni è incontrollabile, per altri invece difficile da esprimere, come poi accade anche agli adulti, che però, con l’esperienza, possono imparare a verbalizzarla...“Il bambino parla tantissimo attraverso il suo corpo, è lì che trattiene, finché non esplodono emozioni negate. A volte avere mal di pancia, mal di testa o fare pipì a letto, sono espressioni che ci dicono che sta succedendo qualcosa. Il corpo del bambino ci racconta la sua emozione perché lui fa fatica a nominarla: imparare a prenderci cura delle nostre emozioni, e quindi avere un lessico emotivo, saperlo usare, saper riconoscere le emozioni dell'altro sono competenze che si imparano durante lo sviluppo.”..Del resto la rabbia, sia la propria che quella altrui, può insegnare molto a un bambino. Proprio per questo quando si manifesta in lui, magari anche con prepotenza, il bimbo ha bisogno di essere rassicurato dalle persone che se ne prendono cura. A queste la dottoressa Borgia consiglia:..“Ad un bambino possiamo insegnare che va bene essere arrabbiati, però quando sono arrabbiato posso avere due regole: non faccio male agli altri e non faccio male a me stesso. Già imparare queste cose sicuramente comporta un apprendimento: ma in quel momento gli stiamo anche dicendo 'la tua rabbia va bene, quindi tu vai bene', e contribuiamo così alla costruzione di una sana autostima.”
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psicoradio di martedì 04/05/2021
psicoradio di martedì 04/05/2021
calendar_today 04/05/2021 09:00
La rabbia dei piccoli non è una piccola rabbia - ..“Le emozioni di solito sono classificate come negative e positive, ma sarebbe meglio parlare di emozioni piacevoli ed emozioni spiacevoli. Non è giusto dare una connotazione, soprattutto in negativo, che può bloccare una normale manifestazione delle emozioni, può far vivere sentimenti di inadeguatezza ed incomprensione...Tutte le emozioni sono necessarie e hanno una funzione."..La rabbia nei bambini a volte è spiazzante. A parlarcene è Chiara Borgia, Pedagogista e vice-direttrice della rivista Uppa - Un Pediatra Per Amico...E’ capitato a tutti di vedere un bimbo riverso a terra che piange e urla sbattendo i piedi, e spesso liquidiamo quell’atteggiamento con la frase: “guarda che capricci!”. Ma “dietro quei capricci - continua Borgia - spesso ci sono dei bisogni che il bambino non sa riconoscere, e li esprime in maniera paradossale: può urlare, ad esempio, perchè ha bisogno di affetto, di un abbraccio”. ..La rabbia è un’emozione complicata da gestire. Per alcuni è incontrollabile, per altri al contrario difficile da manifestare; anche da adulti, a volte, si ha difficoltà a riconoscere il sentimento di rabbia che cresce dentro di noi. Si tratta di un’emozione innata, presente già nei bambini di 8-10 mesi, che però cominciano ad averne consapevolezza solo negli anni successivi: “il bambino attraverso l’esempio dei genitori e le relazioni sociali comincia a riconoscere la rabbia nell’altro e in se stesso. Verso i 2-3 anni il bambino comincia a dire di essere arrabbiato, dopo aver fatto questi passaggi di riconoscimento. Passaggi complicatissimi, che non si possono dare per scontati”...Continua la pedagogista: “Ci sono tre tipi di rabbia: quella realistica, la più facile da gestire, la più più diretta. Poi c’è la rabbia narcisistica, che tocca il nostro intimo, che tocca il SE’ del bambino o del ragazzo. Una rabbia più violenta e travolgente, ma comunque una rabbia evolutiva, che aiuta a crescere e conoscere i limiti. Poi c’è la rabbia impotente, la più pericolosa: sentirsi impotenti rispetto ad una situazione ci provoca disagio, si arriva ad arrabbiarsi senza sapere con chi o con cosa arrabbiarsi”. L’adulto può essere un ottimo alleato nella scoperta, accettazione e gestione della rabbia; sono importanti attenzione, uno sguardo non giudicante, l’esempio, e anche alcuni strumenti, in particolare la narrazione, la lettura, il teatro, e la capacità di lasciare libertà di espressione attraverso il gioco: “ è nel gioco che il bambino esprime se stesso nella maniera più libera”.
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psicoradio di martedì 27/04/2021
psicoradio di martedì 27/04/2021
calendar_today 27/04/2021 09:00
Vite recluse scritte in pochi fogli. Le cartelle cliniche del manicomio S. Lazzaro di Reggio Emilia. Quando Dorina arriva all’ex manicomio San Lazzaro di Reggio Emilia ha 14 anni, il suo rendimento a scuola è scarso, oggi si direbbe che “è una bambina difficile”. Apparentemente viene “corretta” durante il suo primo ricovero, poi però dopo due anni ritorna e solo a quel punto si scopre che il padre la costringeva a prostituirsi. Storie come questa e come quelle di tutte le persone che hanno vissuto in un manicomio, le incontriamo ogni giorno: sono storie di depressione, di persone con disabilità fisiche che non si riusciva a gestire in casa, di bambini orfani o anziani colpiti dal Parkison, di coppie omosessuali che manifestavano il loro amore provocando “pubblico scandalo”...Se i manicomi non fossero stati chiusi nel 1978, queste persone oggi sarebbero ancora recluse. Se oggi le possiamo conoscere, è anche grazie al lavoro di documentazione promosso da realtà come la biblioteca scientifica Carlo Livi e dell’archivio dell’ex ospedale psichiatrico San Lazzaro di Reggio-Emilia, uno dei più grandi in Italia. “Dobbiamo immaginarci – dice Chiara Bombardieri, responsabile della biblioteca dell’archivio dal 2009, intervistata dalla redazione – che nella società di cento anni fa era un attimo finire in un ospedale psichiatrico. Guardandole con gli occhi di oggi certe storie ci fanno sorridere, ma chissà poi cosa diranno di noi tra 200 anni”.
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psicoradio di martedì 20/04/2021
psicoradio di martedì 20/04/2021
calendar_today 20/04/2021 09:00
Ultrablu e l'autismo...Le differenze sono un valore...Torniamo a parlare con Virgilio Mollicone un amico di Psicoradio fondatore dell’atelier d’arte e casa editrice “Ultrablu” di Roma. L’atelier è un luogo in cui artisti neurodiversi, in particolare persone nello spettro autistico, realizzano le loro opere in uno spazio di libertà creativa in contatto anche con artisti normotipici...Avevamo incontrato Virgilio Mollicone nel 2019 al Festival dell'Arte Irregolare di Verona; recentemente Ultrablu ha vinto due bandi della Regione Lazio per la realizzazione di Arte Pubblica, nell'ambito di Lazio Street Art...L'artista Andrea Calcagno - già autore del bellissimo e fantasioso libro “La parata degli animali”, sta realizzando assieme ad altri sei compagni un'opera imponente di 700 metri quadri sui muri di una scuola dell'infanzia a Frascati, un lavoro che si basa sull'integrazione dei linguaggi. Prima era un luogo triste, una colata di cemento che stiamo letteralmente trasformando” ci dice Mollicone. E prosegue: “Speriamo di riuscire a rendere evidente che le differenze sono un valore e non un limite: tutta la nostra missione si basa sul dimostrare questo.”..In che modo la neurodiversità può essere una risorsa artistica? “Lo dice la parola stessa: è la diversità che è una ricchezza. tutto ciò che è scontato e prevedibile non fa per niente bene all'arte. Le difficoltà neuropsichiche non impediscono a queste persone di raggiungere delle profondità espressive straordinarie”...La creatività e i risultati di questi artisti sono sufficienti a mettere in discussione molti stereotipi; con la psichiatra e neurologa Rita Di Sarro cerchiamo dunque una definizione non scontata di cosa sia l’autismo: “L’autismo è un altro modo di stare al mondo. Un modo condizionato da una sensorialità atipica. La persona che ne soffre ha un problema di comunicazione e di socializzazione con un mondo che per lei è abbastanza incomprensibile”. Le persone autistiche hanno un modo di percepire la realtà differente dagli altri, e forse anche per questo sono diffuse molte false credenze su questo fenomeno. La redazione ha tempestato di domande la neurologa, per fare un po’ di chiarezza su temi che vanno dall’amore ai vaccini...Tra le “leggende” da sfatare affidandoci all’esperienza scientifica della neurologa, una molto attuale: è vero che i vaccini antinfluenzali o contro il morbillo possono provocare l’autismo? “Assolutamente no,” sostiene Di Sarro, “i vaccini sono stati per tanti anni demonizzati e c’è ancora gente che pensa che facciano male; ma questo accade perché si verifica una specie di coincidenza tra il periodo delle prime vaccinazioni di un bambino e il periodo in cui compaiono i sintomi dell’autismo.”
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psicoradio di martedì 13/04/2021
psicoradio di martedì 13/04/2021
calendar_today 13/04/2021 09:00
Aggrapparsi alle canzoni - Durante la settimana di Pasqua, la redazione di Psicoradio fa una pausa, una boccata di disconnessione dal lavoro che in questo periodo tiene noi redattori incollati agli schermi, per continuare a realizzare insieme le trasmissioni... ..Ma voi potete ascoltarci lo stesso!..Abbiamo preparato una puntata musicale: un viaggio tra parole e musiche di due artiste che hanno entrambe attraversato una vita piena di emozioni: Mia Martini, di cui rimane viva la grande sensibilità interpretativa e la malinconia, e Diamanda Galas, cantautrice che ha conosciuto la sofferenza psichica e il manicomio.....Però, la cosa più bella è che, pensando a loro, le prime cose che vengono in mente sono la meraviglia delle loro voci e la loro potenza espressiva!....E voi, care psicoascoltatrici, cari psicoascoltatori, quali brani o artisti sentite più affini alle vostre emozioni, in questi giorni?
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Psicoradio di martedì 06/04/2021
Psicoradio di martedì 06/04/2021
calendar_today 06/04/2021 09:00
Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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psicoradio di martedì 30/03/2021
psicoradio di martedì 30/03/2021
calendar_today 30/03/2021 09:00
"Il manicomio è una grande cassa di risonanza e il delirio diventa eco,..l’anonimità misura, il manicomio è il monte Sinai, maledetto,..su cui tu ricevi le tavole di una legge..agli uomini sconosciuta". Alda Merini. Guidati dallo psichiatra Gaddomaria Grassi vi raccontiamo la storia di uno dei più grandi manicomi d'Italia: il manicomio San Lazzaro di Reggio Emilia. Creato al di fuori della città nel 1100 come lebbrosario, già a partire dalla prima metà del 1500 accoglieva anche «invalidi, decrepiti, storpi, epilettici, sordomuti, ciechi, paralitici»; dal 1820 si trasforma in «Stabilimento Generale delle Case de' Pazzi degli Stati Estensi», un luogo in cui curare (e rinchiudere) solo i malati curabili e “quelli specialmente la cui pazzia riesca più incomoda e dannosa alla società». Negli anni il manicomio di San Lazzaro cresce sempre di più, fino ad accogliere anche 2000 persone; ma questo luogo nato per "curare il cervello" si trasforma: le persone, una volta entrate, si ritrovavano imbrigliate in una istituzione totale dalla quale era molto difficile uscire, e uscirne migliorati. Il dottor Grassi, presidente del Centro di storia della psichiatria San Lazzaro di Reggio Emilia, studioso appassionato della storia delle istituzioni manicomiali, ci racconta caratteristiche e segreti del San Lazzaro, dall’ organizzazione dei padiglioni, alle cure che si sono succedute negli anni, dalla “trattamento morale” che ricorre anche a villeggiature, visite a teatro, all'edificazione religiosa e all'attività fisica, fino agli psicofarmaci, passando da droghe e terapie di shock. Ma Grassi ha anche una conoscenza diretta di quell’Istituto. Giovane psichiatra negli anni 90, è stato medico di guardia a servizio degli ultimi ricoverati all'interno del manicomio, che, ormai chiuso ai nuovi ingressi dalla legge 180, ospitava ancora pazienti che non avevano trovato altra sistemazione. Di quel periodo Grassi ricorda la quantità dei farmaci che venivano prescritti: “Era impressionante, io ho lavorato nella medicina d'urgenza, nei TSO, so che a volte possono essere date dosi alte di farmaci, ma nel manicomio mi sono ritrovato davanti a persone evidentemente assuefatte da decine di anni di uso massiccio di psicofarmaci. Avevo l'impressione che tutto ciò che sapevo lì fosse messo in discussione". ....Grazie alla cosiddetta “legge Basaglia” del 1978 il manicomio San Lazzaro poi è stato chiuso, come tutti gli altri in Italia, ma la cultura manicomiale non è scomparsa affatto. La si può riconoscere in tante situazioni: tutte le volte che gli psicofarmaci vengono prescritti in quantità eccessive, e “per sempre”; quando la cura rischia di essere funzionale più al controllo che al miglioramento delle condizioni di vita; tutte le volte che la dignità e i diritti di un paziente vengono in qualche modo negati.
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psicoradio di martedì 23/03/2021
psicoradio di martedì 23/03/2021
calendar_today 23/03/2021 09:00
Psicosi:..una storia verosimile, ma non vera, costruita partendo da dati reali. Avete mai sentito parlare di persone che si possono credere coinvolte in situazioni che vedono in televisione? Oppure di chi si sente minacciato o perseguitato come se fosse la vittima di un complotto o di un attentato? “Con il termine psicosi – racconta la psichiatra Angela Tomelli del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna – si fa riferimento a una serie di malattie psichiche caratterizzate da alcuni elementi comuni. Uno di questi, forse il più importante, è l’alterazione dell’esame di realtà”. Molti sono i sintomi e i segnali da osservare, per sospettare il nascere di un disturbo psicotico: eccessivo ritiro sociale, sensazioni di panico, scene di mutismo, insonnia, ansia molto forte. “È importante essere pronti all'ascolto di chi comincia ad avere segnali disturbo psicotico – sostiene la dottoressa Tomelli – e chiedere un aiuto, anche solo al medico di base". Infatti, a differenza di quanto si pensa, guarire da un disturbo psicotico è possibile: servono cure farmacologiche che possono alleviare i sintomi, ma sono necessarie anche cure relazionali, per cercare di fare emergere quelle capacità emozionali e affettive che la malattia ha momentaneamente nascosto...E chi ci ascolta da Milano, martedi 23 marzo potrà ascoltare una intera puntata dedicata alla PSICOSI, che riprende questo psicodizionario e lo approfondisce con l'intera intervista alla dott.ssa Angela Tomelli
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psicoradio di martedì 16/03/2021
psicoradio di martedì 16/03/2021
calendar_today 16/03/2021 09:00
L'esodo dall'Africa. Cosa pagheremo?..Cosa pagheremo per non voler vedere il dolore delle persone che fuggono dall’Africa, dalla fame, dalle guerre, dalla mancanza di un futuro? Cosa pagheremo per non renderci conto pienamente del fatto che chiudiamo gli occhi, ignorando immense tragedie a pochi chilometri dalle nostre coste?..“Loro e noi: intorno all'esodo e all'accoglienza” è un corso di tre incontri, dal 18 marzo al 3 aprile, per riflettere sull’esodo dei migranti dall’Africa incrociando sguardi insoliti e competenze diverse...A parlarne Nicola Valcarenghi Scognamiglio, ricercatore con lunga esperienza in Africa, e la psicoanalista junghiana Marina Valcarenghi...L'evento è organizzato in collaborazione con le associazioni: Tao, crescita interiore di Udine; Ayini, di Brescia, Il Canto della terra di Treviso e l'Oceano del KI, presente in Toscana...Il corso rifletterà sui modi con cui il tema delle migrazioni viene affrontato sia a livello pubblico che individuale, e metterà a fuoco i problemi psichici e le reazioni - consce e inconsce - che questa situazione traumatica causa sia chi viene ma anche a chi vive nei paesi di accoglienza. Marina Valcarenghi ha parlato a Psicoradio dello sradicamento, del senso di impotenza, dei sogni dei migranti, e Nicola si chiede “come sia possibile questa inconsapevolezza” nei confronti delle situazioni da cui fugge chi giunge in Europa; e ricorda di aver visto spesso, negli occhi dei migranti, “l’incredulità rispetto al fatto che loro sono approdati in un posto che sembra non sapere che al di là del mare, a pochi centinaia di metri dalla nostre coste avvengono eventi drammatici”. E continua domandandosi “E' possibile davvero che le persone non sappiano? Davvero non c'è una parte di noi che invece lo sa perfettamente e che confligge?”..Marina Valcarenghi aggiunge che anche in chi si occupa della psiche questo tema sembra non interessare. “Ma come si fa a pensare che non ci siano conseguenze psichiche gravi per noi e per loro, da questo incontro forzato e mal condotto?” E il ricordo va alla Germania dei campi di concentramento, ai figli che hanno chiesto conto ai genitori dell’orrore inflitto, e al rischio che domani, in Europa, in Italia, i figli chiedano ai genitori: davvero non sapevate? Come avete fatto ad ignorare?..Anche a chi governa oggi il problema dell’esodo sembra porre un solo problema: chi li prende? Dove li mettiamo? Marina Valcarenghi ipotizza che il rifiuto diffuso ed i problemi psicologici “nascano anche da questo completo disordine e incertezza della situazione, per noi e per loro..”..Un redattore, Gian Maria, chiede alla psicoanalista quali sono i problemi psichici prodotti dall’immigrazione su di noi, su chi vive in una nazione in cui i migranti approdano. “Faccio solo qualche esempio, perchè il discorso sarebbe molto complesso. – risponde la psicoanalista - La diffidenza; l'ostilità; la paura della diversità. La diversità fa paura - di orientamenti sessuali, di etnia, religione, abitudini… e la diversità immediata di un africano fa ancora più paura, invece originare curiosità , interesse, attrazione, come è per loro, perché se si va in Africa si avvicinano in tanti per sapere chi sei, cosa fai , da dove vieni…”..Secondo Marina Valcarenghi il problema è che la gente pensa che questa diffidenza sia un atteggiamento normale, mentre “la paura del diverso è un problema psichico, e con i pazienti italiani che la mostrano io affronto il problema come se fosse una patologia, un sintomo.”..Gian Maria domanda se per facilitare l’integrazione, e visto che lingua “è il mezzo di trasmissione culturale più importante”, non sarebbe utile fare come in Germania, ed istituire corsi di italiano gratuiti e obbligatori per i migranti. Ma Nicola Valcarenghi non è assolutamente d’accordo: “ il concetto di integrazione non mi appartiene, integrazione significa facciamoli diventare come noi! E lo studio obbligatorio mi sembra un percorso d'integrazione forzato e controproducente!”...E Marina Valcarenghi ricorda: “ la cosa che più preoccupa i migranti è la paura di dimenticare: il proprio paese, la paura di non ritornare più, di non vedere più quei paesi, quegli alberi, quelle persone… uno dei nostri compiti è aiutarli a non dimenticare.”
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psicoradio di martedì 09/03/2021
psicoradio di martedì 09/03/2021
calendar_today 09/03/2021 09:00
Ministero della disabilità. Serve oppure no? ..Nella prima parte della puntata di questa settimana, facciamo una prima ricognizione sul dibattito in corso. ..Come ricorderete, nel primo governo Conte c'era un ministero per la famiglia e la disabilità che era presieduto dal leghista Lorenzo Fontana. Adesso, nel nuovo governo Draghi è stato istituito un nuovo ministero ad hoc per le disabilità, che è stato affidato ad Erika Stefani, anche lei della Lega. Alla notizia dell'istituzione del nuovo ministero, le reazioni delle associazioni e delle persone che a vario titolo si occupano di disabilità sono state diverse...La FAND, la Federazione tra le Associazioni Nazionali delle persone con Disabilità ha già avviato un dialogo con il nuovo ministro ma chiede miglioramenti rispetto a quanto fatto da Fontana. Il presidente Nazaro Pagano ha dichiarato ( al fattoquotidiano.it) che “rispetto alla prima esperienza bisogna sicuramente fare meglio, con il potenziamento delle risorse da destinare alle politiche sociali, di cura e assistenza, di sostegno attivo alle persone disabili e le loro famiglie”...Altri, come Fortunato Nicoletti, presidente del Comitato famiglie disabili lombarde, invece, sono critici sia nei confronti della nomina della ministra Stefani, perché non si è mai occupata di disabilità, sia perché la disabilità non dovrebbe avere un ministero ad hoc ma dovrebbe “entrare in ogni ministero con le sue tante sfumature e particolari bisogni.” Rincara ancor più la dose il consigliere regionale PD della Toscana Iacopo Melio, lui stesso disabile, che in una lettera a Repubblica scrive che “basterebbe sfruttare ciò che già esiste e funziona benissimo in un'ottica di uguaglianza: il ministero per le Pari Opportunità, ad esempio, perché di questo stiamo parlando, di persone che chiedono stessi diritti e non di specie in via d'estinzione da salvaguardare. Siamo persone e non dei panda.” Insomma, il dibattito sull'argomento è molto acceso e sfaccettato, e Psicoradio continuerà a rifletterci nelle prossime settimane. ..Aiutami Freud!..La puntata continua con episodi dello Psicodizioradio, il dizionario per parlare in modo corretto di salute mentale, che ogni settimana realizziamo per l’agenzia di stampa Redattore Sociale. ..Ne abbiamo scelti tre di carattere psicanalitico, come omaggio al nume tutelare della nostra testata Sigmund Freud: dalla A di atto mancato (dimenticanze, lapsus, “errori” di memoria che sono alla base dei quotidiani piccoli slittamenti della ragione) alla I di invidia del pene, che secondo Freud sarebbe un elemento determinante, ineliminabile, della vita psichica della donna, teoria che che a partire dagli anni Sessanta del Novecento è stata duramente contestata da alcune psicanaliste e dal movimento femminista, fino alla N di negazione, il meccanismo di difesa – inconscio – con il quale una persona gestisce propri atti, pensieri, idee disturbanti o angosciose.
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psicoradio di martedì 02/03/2021
psicoradio di martedì 02/03/2021
calendar_today 02/03/2021 09:00
Aggiungi i tortellini a tavola..Lorenzo Casarini è un Tortellante: fa infatti parte di una associazione, il Tortellante, attiva a Modena dal 2016 e formata da persone con autismo e familiari. Il nome viene dal laboratorio di cucina ideato dall’associazione, dove si prepara e vende la pasta ripiena più famosa dell'Emilia- Romagna. ..Il Tortellante è una palestra di autonomia per i 25 ragazzi con autismo che ci lavorano. I più piccoli hanno 16 anni e partecipano con progetti di alternanza scuola-lavoro, i più grandi oggi hanno 25 anni ma, come ci ha detto la presidentessa dell'Associazione Erica Coppelli, "l'età crescerà perchè non c'è un limite in uscita". I Tortellanti hanno già preparato la loro pasta per il Papa, per il presidente della Repubblica Mattarella e per l'ex Presidente del Consiglio Conte, ma la loro forza è nell'attività quotidiana...La psicologa Martina Rossetti ci racconta che all’inizio le nonne dei ragazzi partecipavano al progetto, ma la passione per la pasta ha ampliato i confini, e oggi (Covid permettendo) tante donne di tutta la zona fanno i turni per aiutare in laboratorio, in un continuo incontro tra generazioni e sensibilità diverse...L'idea di conoscere i Tortellanti è nata da una redattrice di Psicoradio, Barbara, che, da vera appassionata di cucina, ha sempre sostenuto che tenere le mani in pasta la fa stare bene. Forse per questo, e per i consigli culinari che ci siamo scambiati, il dialogo tra Lorenzo Casarini, suo padre Gianluca, Erica Coppelli, Martina Rossetti e la redazione di Psicoradio si è svolto a distanza, ma sembrava di essere in una cucina, in attesa che il brodo fosse pronto per mangiare finalmente i tortellini di cui tanto abbiamo parlato. Tutto il progetto è sostenuto da una salda equipe scientifica, formata da Martina Rossetti e Alessandro Rebuttini e guidata dal neuropsichiatra Franco Nardocci, che studia per ogni ragazzo i progetti di autonomia più indicati. Questo, per Erica Coppelli, il punto forte dell'associazione, che sostiene da un punto di vista psicologico anche i genitori che sono parte integrante del processo di autonomia dei propri figli. Il cibo ha anche il grande pregio di far respirare aria di famiglia. Come spiega Gianluca Casarini, i genitori sanno di affidare i loro figli a una famiglia allargata in cui la chef, che non ha figli propri, si trasforma ogni giovedi, giorno di laboratorio, in madre di 25 giovani cuochi. ..I Tortellanti nascono dall’associazione Aut aut, nell'ambito dei progetti "dopo di Noi".
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psicoradio di martedì 23/02/2021
psicoradio di martedì 23/02/2021
calendar_today 23/02/2021 09:00
..Sleghiamoli subito (anche gli anziani)..Intervista a Giovanna Del Giudice, portavoce della campagna nazionale per l'abolizione della contenzione “... e tu Slegalo Subito”..Sabato 13 febbraio, l'evento “Città libere da contenzione – per non dimenticare”, ha ricordato la morte di Elena Casetto, avvenuta un anno e mezzo fa mentre Elena era legata nel reparto di psichiatria dell'ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo. Psicoradio ha intervistato Giovanna Del Giudice, portavoce della campagna nazionale per l'abolizione della contenzione nei luoghi di cura “... e tu Slegalo Subito”. La discussione prende spunto da una riflessione della redazione di Psicoradio sulla contenzione in ambito geriatrico; la prima domanda a Del Giudice riguarda il termine: cosa si intende nello specifico per contenzione? “Quando parliamo di contenzione, e in particolare di contenzione meccanica, ci riferiamo all'impedimento al libero movimento della persona in cura”, spiega Del Giudice, sostenendo che questo impedimento configuri una vera e propria “violazione dell'articolo 13 della Costituzione, che dice che la libertà personale è inviolabile e che non può essere tolta se non per disposizione di legge.” Legare le persone è la forma di contenzione meccanica più utilizzata, ma per limitare i movimenti si usano anche bandine, spondine, tavolini, tende a rete intorno al letto… Inoltre esiste anche la contenzione ambientale, per esempio quando le porte e le finestre sono sbarrate...Ma allora cosa si deve fare per curare una persona agitata, o scarsamente cosciente, senza legarla o contenerla in altri modi? “Fa parte del nostro lavoro di operatori della psichiatria e della salute mentale avere la capacità di confrontarci con una persona che sta male” sostiene Giovanna Del Giudice, che continua: “Certamente non possiamo rispondere al dolore con una violenza come quella del legare. Dobbiamo invece mettere in moto capacità relazionali, per impedire che la persona si faccia del male o che faccia del male agli altri. E questo è alla portata di qualsiasi operatore che vede nell'altro una persona e non un corpo da domare. Noi dobbiamo rassicurare le persone e farci riconoscere come portatori di aiuto.”..E rispetto agli anziani la portavoce di “... e tu Slegalo Subito” spiega che “vengono legati quando sono in un'istituzione totale, nelle case di riposo, nelle RSA. Questa è una condizione che dipende da come si lavora in quei luoghi, e in particolare da quanti operatori devono seguire un certo numero di pazienti.”..In prospettiva, il post Covid offre opportunità di cambiamento, “per non tornare alla normalità: la casa di riposo non può essere l'unica risposta, è possibile dare appoggi domiciliari, forme di cohousing, fornendo badanti di condominio, lavorando su una assistenza domiciliare integrata. Se la contenzione nasce in psichiatria, le persone che oggi hanno più bisogno di essere slegate sono gli anziani.” conclude Giovanna Del Giudice.
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psicoradio di martedì 16/02/2021
psicoradio di martedì 16/02/2021
calendar_today 16/02/2021 09:00
Che faccia ha il Covid? ..Intervista al regista Paolo Muran, autore del film “L'ospite”, dedicato al Coronavirus..Se doveste girare un film sul Covid come lo rappresentereste? Nel film intitolato “L'ospite” il regista Paolo Muran ha attribuito al Coronavirus le sembianze di un ometto grassoccio e barbuto che un giorno si presenta suonando il campanello. E a casa di Paolo Muran, che è anche uno dei due..protagonisti del film, questo ometto beffardo impersonato dall'attore Orfeo Orlando si installa per un lungo periodo, vivendoci notte e giorno, discutendo e condividendo ogni cosa con lui...“Durante la quarantena sono rimasto in casa da solo per due mesi e dunque questo film, tra scriverlo, idearlo e girarlo, mi ha fatto compagnia.” racconta il regista a Psicoradio. In uno dei momenti più significativi il Coronavirus dice a Paolo Muran di stare tranquillo, che “andrà tutto bene”, la frase non troppo rassicurante che abbiamo sentito pronunciare mille volte durante il lockdown. Lui gli risponde per le rime: “Non la sopporto quella frase lì. Hai visto quei film americani dove c’è il soldato che si rivolge al moribondo con le budella in mano e gli dice di stare tranquillo, che andrà tutto bene?”..Le immagini di Bologna deserta sono molto belle, ma anche molto inquietanti. Perché allora il documentarista ha scelto di rappresentare il virus in modo grottesco, quasi comico? “Mettermi a fare un film sul Coronavirus credo sia stato una specie di effetto collaterale” spiega,..“quando mi è arrivata questa idea, parlandone con il giornalista Emilio Marrese, con cui ho fatto anche altri film, ci è balzato agli occhi che nel periodo orribile del lockdown c’erano anche aspetti grotteschi, se pensate che il Papa citava Fabio Fazio!”..“Io volevo fare una fotografia: tu sei in questa situazione irreale che non ti è mai successa, ragioni su questo momento e poi, pensandoci, viene fuori che l'essere umano è causa di tante rovine.” Infatti il virus nel film dice candidamente che lui, semplicemente, “fa il suo mestiere”. “L'essere più..temuto e odiato al mondo è lì seduto sulla mia poltrona che mangia a sbafo e parla come un post su facebook. Non ci si crede.”, chiosa il regista...Paolo Muran è autore di molti lavori, tra cui ricordiamo “La vita come un viaggio aziendale” ( con la sceneggiatura di Gianni Celati e Ermanno Cavazzoni); e “Felix Pedro – Se solo si potesse immaginare”, del 2018, in cui narra la straordinaria vicenda dell'emigrato italiano Felice Pedroni in..Alaska, nella terra dei cercatori d’oro, tra fine Ottocento e i primi anni del Novecento.
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psicoradio di martedì 09/02/2021
psicoradio di martedì 09/02/2021
calendar_today 09/02/2021 09:00
Gianluca Lalli, il Cantafavole
Radio Popolare
psicoradio di martedì 02/02/2021
psicoradio di martedì 02/02/2021
calendar_today 02/02/2021 09:00
Come Giulietta e Romeo..Alla casa degli artisti ci si parla dal balcone - "Per cercare di mantenere le relazioni con le persone care anche durante la pandemia, le abbiamo pensate tutte. Ad esempio, finchè il tempo lo ha permesso abbiamo usato spesso quella che chiamiamo "tecnica Romeo e Giulietta": un parente sta giù in cortile, l'anziano dalla finestra lo vede e parla con lui attraverso il cellulare”. Silvia Bartolini, direttrice della Casa di Riposo per artisti Lyda Borrelli ci racconta idee, tecnologie ed arti messe in campo per superare la solitudine del Lockdown e mantenere le relazioni con il mondo esterno...Casa Lyda Borrelli è una struttura privata gestita da un ente no profit, nata per accogliere (a costi accessibili) persone del mondo dello spettacolo che si ritrovavano a fine carriera indigenti e senza sostegni familiari. Oggi la casa ospita 35 camere singole o doppie su richiesta. Le persone che hanno sofferto di più per la chiusura imposta dal Covid sono quelle con maggiori capacità fisiche e intellettive. La struttura infatti è sempre stata a porte aperte: fino allo scorso febbraio gli ospiti in condizioni di farlo potevano andare da soli o con amici e parenti a teatro, al cinema o a cena fuori. “In questo periodo ci sono stati momenti molto emozionanti. Ad esempio quando la decana tra i nostri ospiti, una signora di 104 anni, ha finalmente parlato con i suoi nipoti via Skype; loro si schiacciavano alla telecamera e sul nostro televisore grandissimo sembravano giganti”. ..Altri episodi invece hanno fatto sorridere con tenerezza: come quando una vecchietta che parlando per la prima volta con la figlia via Skype attraverso un grande schermo, le ha chiesto come mai fosse TV ! E poi canti in gruppo, musica, letture e molto tempo a chiacchierare, per superare insieme questo periodo che, dicono gli anziani che hanno già vissuto tanti periodi difficili "non potrà essere peggio della spagnola".
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psicoradio di martedì 26/01/2021
psicoradio di martedì 26/01/2021
calendar_today 26/01/2021 09:00
Ritrovare l'affetto in RSA - C’era una signora molto apprensiva che spesso videochiamava la madre con skype. Alla madre appariva sul monitor il volto della figlia e tutte le volte guardando lo schermo commentava soddisfatta: “ma come sono bella oggi, son tutta bella pettinata!”. E tutte le volte la figlia replicava: “no, mamma. Sono io, tua figlia”. ....E’ successo anche questo durante gli incontri virtuali tra gli ospiti di Villa Rusconi, casa protetta di Minerbio (Bo), e i loro parenti. Gli ospiti sono 49 anziani, molti dei quali gravemente non autosufficienti; e ci sono anche persone con difficoltà cognitive. ....Massimo Savigno è il coordinatore della struttura, Susanna è un’animatrice e cura anche il rapporto con i parenti. Ci hanno raccontato come hanno vissuto e stanno vivendo questo periodo di pandemia. ....Susanna racconta che all’inizio gli incontri con i parenti avvenivano solo attraverso le vetrate; poi si è passati agli incontri in presenza, e poi nuovamente attraverso le vetrate; ogni incontro dura 30 minuti. Gli ospiti comunque si sono adeguati bene alle videochiamate con skype, e grazie alla..disponibilità del parroco seguono via skype anche la messa. ....Prima dell’emergenza le attività di laboratorio erano tante: micro-nido, corso di ceramica, pittura, teatro, e poi feste e visite all’esterno. Dopo l’inizio della pandemia è stato possibile mantenere solo corso di teatro, non in presenza. Però si sono organizzati viaggi virtuali con Google Earth, iniziando a visitare le vie di Bologna e spingendosi fino alle case di origine di alcuni ospiti; poi la voglia di viaggiare è aumentata, e sempre grazie alla tecnologia, i degenti sono volati a Parigi e Las Vegas. ....Insomma, per star bene è fondamentale l’affetto, la cura e la normalità, ma anche la fantasia è necessaria!
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psicoradio di martedì 19/01/2021
psicoradio di martedì 19/01/2021
calendar_today 19/01/2021 09:00
Cosa succede quando una persona che dovrebbe prendersi cura di te, che dovrebbe accoglierti, ti tratta con estrema freddezza? Umberto Galimberti, nel Dizionario di psicologia, descrive l'empatia come la “capacità di immedesimarsi in un'altra persona fino a coglierne i pensieri e gli stati d'animo”. Ma quanto è difficile mettersi nei panni di qualcun altro? Comprenderne il dolore? ..Per alcuni l'empatia che si è creata con alcune persone era solo illusoria: è successo a Vincenzo, con un suo ex professore di università, e a Gian Maria nel suo rapporto con una psicologa. Barbara, ha invece avuto la fortuna di incontrare un’infermiera empatica e comprensiva, che l'ha aiutata in un momento molto difficile. Coltivare l’empatia dovrebbe essere al centro del rapporto tra paziente e curante. Per lo psichiatra e psicanalista Eugenio Borgna, la relazione tra i due non si può trovare nella diagnosi né nella cura in sé, ma nell’atteggiamento di ascolto della sofferenza, un’esperienza che accomuna tutti gli esseri umani.
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psicoradio di martedì 05/01/2021
psicoradio di martedì 05/01/2021
calendar_today 05/01/2021 09:00
E’ la storia di un uomo che, con un bel po' di coraggio e molta ironia, lotta per cambiare la sua vita e quella di altre persone nelle sue condizioni. Maximiliano Ulivieri è il fondatore dell’associazione Love Giver, che forma operatori esperti nell’aiutare le persone disabili a conquistarsi autonomia in campi complessi come l’emotività, l’affettività e la sessualità. Lui oggi ha una moglie e una piccola bambina, ma, come racconta ai nostri microfoni, avrebbe potuto stare fermo, prigioniero del suo corpo, piegato da una rara forma di disabilità che gli impedisce moltissimi movimenti. Invece quel corpo, così diverso dai corpi che siamo abituati a vedere, è diventato strumento di rinascita continua e di conoscenza, alla ricerca della gioia e della..vitalità. Oggi Max passerà il suo primo Natale con la moglie e la figlia di 8 mesi.
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psicoradio di martedì 22/12/2020
psicoradio di martedì 22/12/2020
calendar_today 22/12/2020 09:00
Dialogo con Daniele Mencarelli, autore del libro "Tutto chiede salvezza" e vincitore del Premio Strega Giovani 2020....La sofferenza e la speranza. Il dramma del trattamento sanitario obbligatorio di chi a vent'anni è "passato dai banchi a questo bianco lettino", incontrando psichiatri talmente distratti da confondere un paziente con l'altro...Ma anche la consapevolezza che malessere e malattia non sono affatto la stessa cosa e che le persone sono molto più delle diagnosi che, inevitabilmente, quando stanno male, incontrano nella propria storia di cura.....Psicoradio propone la primaparte di una conversazione che abbiamo fatto con Daniele Mencarelli, vincitore del Premio Strega Giovani 2020 con il romanzo autobiografico "Tutto chiede salvezza", edito da Mondadori...Con sagacia e limpidità insieme, Mencarelli ci racconta: "Nella fase di preparazione di scrittura ero spaventato di poter dare giudizi negativi sugli psichiatri. Di giudizi su di me nella mia vita ne ho avuti moltissimi e non voglio essere proprio io a darne. Ci sono psichiatri ed operatori straordinari, ma che possono sbagliare in buona fede. Sono umani come noi e, come noi, fanno errori, hanno momenti di stanchezza e mal di testa. La maledizione dei medici è che un loro errore coincide spesso con i momenti più drammatici della vita di una persona e questo può far fallire tutto, 'bruciare' il lavoro fatto"....."Quello che mi spaventa - continua Mencarelli - è che mentre la ricerca e la scienza sono ormai concordi a vedere un individuo a 360 gradi e non solo come un 'depresso' o un 'bipolare', nelle grandi università italiane si privilegia ancora l'approccio biochimico. Lì si formano i medici del futuro e c'è il rischio che un giovane psichiatra fresco di studi possa dirmi che la mia depressione è dovuta soltanto ad una mancanza di serotonina. Ecco, questo ridurre la ricchezza di una persona alla sua diagnosi proprio non lo accetto".
Radio Popolare
psicoradio di martedì 15/12/2020
psicoradio di martedì 15/12/2020
calendar_today 15/12/2020 09:00
Dietro le righe i pregiudizi scompaiono. A nostro agio fra le righe ovvero: dietro alle righe i pregiudizi svaniscono..“Quando scrivo sono finalmente libero, anche di sbagliare”..Cosa fanno cinque scrittori esordienti - tra le altre cose utenti dei CSM, Centri Salute Mentale di Bologna e Casalecchio di Reno – con lo scrittore Wu Ming 2, ovvero Giovanni Cattabriga, membro del collettivo di scrittori Wu Ming**..Parlano di scrittura, di se stessi, della fatica e bellezza di vivere, nell’incontro - “A nostro agio fra le righe” – ideato da Federico Mascagni e Concetta Pietrobattista, del sito Sogni e Bisogni, sito realizzato dal Dipartimento di Salute Mentale di Bologna e dalle tante Associazioni di utenti e familiari che con la salute mentale lavorano (e anche da Psicoradio!)...Luca Gioacchino De Sandoli, Simone Piscitelli, Fabio Tolomelli, Francesco Valgimigli e Paolo Veronesi si sono raccontati, hanno descritto la loro esperienza di pazienti, persone con una sofferenza psichica, che però non li definisce, perché ci sono anche molte altre cose nella loro vita, anche la scrittura; e hanno chiesto consigli ad uno scrittore professionista come Wu Ming 2..Durante l'incontro gli attori della compagnia teatrale Arte e Salute ragazzi, diretti dalla regista Daniela Micioni, hanno letto racconti, brani di libri e poesie dei cinque scrittori. Per esempio, il bizzarro caso del Dottor Gechi, una rivisitazione del Dottor Jekill e Mister Hyde ideata da Fabio Tolomelli, ex redattore e amico di Psicoradio: “Il mio nome è Enrico Gechi, sono un bravo medico. Cerco sempre di essere premuroso, attento, preparato e aggiornato, in due parole perfettamente empatico. Ma tra impegno e realtà c'è molta differenza.” Racconta Fabio: “Quando mi sono ammalato era come se nel cervello, anziché le strutture nervose, ci fosse acqua. Era molto difficile per me contenere questi pensieri liquidi. La fase acuta è terribile; fino all'episodio clou grossi problemi non ne avevo, ma dopo che mi sono ammalato non riuscivo più a capire chi ero io.”..Simone Piscitelli scrive racconti, ma soprattutto poesie. Simone ora ha una casa, una ragazza, un lavoro. Non è sempre stato così, però. “Fino a diciotto anni ho avuto una vita normale, anche se esageravo con alcool e sostanze stupefacenti. Tutto questo un giorno è scaturito in un'esplosione che viene chiamata psicosi: da un minuto all'altro tutto è cambiato, ho perso il filo della mia vita per circa tre anni. Solo grazie alla scrittura ho capito chi ero: scrivo perché è bello farlo, mi arricchisce culturalmente ed è anche una grandissima valvola di sfogo”...Giovanni Cattabriga, in arte Wu Ming 2, dopo un lungo dialogo con ciascuno dei cinque scrittori, ha chiuso A nostro agio fra le righe con qualche considerazione: “La scrittura è uno strumento utile proprio per superare lo stigma. L'autore viene conosciuto dietro e attraverso le righe, e la scrittura garantisce quella sorta di anonimato che non è però l'anonimato delle idee; in qualche modo dietro le righe i pregiudizi svaniscono. Questo è un aspetto della scrittura che la rende insostituibile nel creare un rapporto con le persone.” ..A nostro agio fra le righe è visibile integralmente sul canale YouTube della Casa della Conoscenza di Casalecchio di Reno.
Radio Popolare
Psicoradio di martedì 08/12/2020
Psicoradio di martedì 08/12/2020
calendar_today 08/12/2020 09:00
Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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Psicoradio di martedì 01/12/2020
Psicoradio di martedì 01/12/2020
calendar_today 01/12/2020 09:00
Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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psicoradio di martedì 24/11/2020
psicoradio di martedì 24/11/2020
calendar_today 24/11/2020 09:00
Alice si risveglia dal paese delle meraviglie. Alice Cavicchioli,“esperta per esperienza” di problemi della psiche, racconta su Facebook il suo rapporto con la salute mentale. Nella puntata in onda questa settimana, la prima parte dell’intervista che Psicoradio le ha fatto. Alice è una influencer molto particolare. Nei suoi post su Facebook affronta, con grande schiettezza e spontaneità, questioni legate alla salute mentale, ai disagi psichici e alle esperienze che lei stessa vive. ..Un redattore, Claudio, aveva letto alcuni suoi post; ne sono nate tante riflessioni. E così l’intervista che le abbiamo fatto è diventata una conversazione fra Alice e alcuni redattori, un confronto su vissuti comuni e su temi molto delicati, come il tentato suicidio e le emozioni al risveglio da questa esperienza così dura...Come i redattori di Psicoradio, anche Alice è infatti un' “esperta per esperienza” del mondo psi. Dopo diversi ricoveri per tentato suicidio che l’hanno portata a rompere con la sua vita di giornalista, oggi lavora come U.F.E. (acronimo di Utenti Famigliari Esperti), una sorta di facilitatrice in ambito psichiatrico che, all'interno del servizio di salute mentale di Trento, ha contatti con moltissime persone in cura...Con Alice abbiamo parlato di molti dei problemi della psichiatria, per lei: “Nelle istituzioni lo spirito basagliano è stato completamente rimosso e soprattutto mancano i finanziamenti per una riprogettazione della vita dei pazienti delle strutture”. ..Ma una gran parte della chiacchierata è basata proprio sui suoi post sui social. In uno in particolare Alice scrive “la mia testardaggine mi ha portato a coronare questo ambito lavorativo (diventare U.F.E. ndr)”, ma alla domanda di Claudio “Quindi la testardaggine può supplire alle mancanze delle istituzioni nell’ambito della salute mentale?” risponde “Su questo ti devo smentire, perché spesso è lo stesso requisito che può portare a convincerti di essere sbagliata. E ognuno di noi, con qualsiasi carattere, ha diritto a una cura che sia almeno sufficiente, cosa che a volte, nella mia esperienza, non ho avuto”.
Radio Popolare
psicoradio di martedì 17/11/2020
psicoradio di martedì 17/11/2020
calendar_today 17/11/2020 09:00
Mackenzie artista patafisico,..si è inventato un antenato ..Alcuni redattori di Psicoradio sono andati in Via Fondazza, nel centro di Bologna, ad incontrare un artista molto particolare...Abbiamo visitato la bottega di Mackenzie, luogo di lavoro e di vita, e ci siamo immersi nel suo mondo, discutendo di arte irregolare e un po’ di tutto. Tra le più disparate opere abbiamo riconosciuto gli “scarabattoli”, sculture con le ruote che spesso si vedono in giro per la città.....Mackenzie, anzi Mackenzie 102% Junk Dealer, ci ha raccontato di aver scelto di chiamarsi così in onore di un antenato, figlio illegittimo di una donna nativa americana e di un avventuriero scozzese, che non ha ricevuto nulla dal padre, se non il nome. Questo antico parente che in realtà non è mai esistito, di certo ha generato l’artista che abbiamo incontrato. Un artista che vuole essere se stesso oltre il possibile, al 102%.....Ai nostri microfoni Mackenzie ha raccontato il suo essere artista e il suo innato amore per la creazione; e che fin dai tempi della scuola si rifiutava di imparare la matematica, ritenendola molto meno utile della sua passione: disegnare, dipingere, creare. Crescendo, ha curato sempre più l’arte, è riuscito a realizzare l'atelier di via Fondazza e ha animato, insieme ad altri artisti, rassegne di street art.....Lui, che fin dalla fondazione fa parte del Collettivo Artisti Irregolari bolognesi, dice di seguire la patafisica, la “nonna del surrealismo”, avere come..unica musa ispiratrice la libertà e trovare il suo spazio di creazione tra la denuncia sociale e la provocazione...Insomma, senza dover dare conto a nessuno, non si preoccupa se quello che fa “piacerà o non piacerà”, perché ha “qualcosa dentro che come la lava di un vulcano deve uscire”.
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psicoradio di martedì 10/11/2020
psicoradio di martedì 10/11/2020
calendar_today 10/11/2020 09:00
Il potere maschile è una gabbia. Prosegue il viaggio tra gli uomini che si interrogano sul loro ruolo e identità...intervista a Stefano Ciccone di Maschile Plurale... ..“L'idea di Maschile Plurale – racconta Stefano Ciccone – mi è nata da ragazzo. A Roma, dalle parti di Piazza Navona, ci fu uno stupro nei confronti di una ragazza da parte di un gruppo di studenti come me, che non potevo dire essere dei mostri diversi da me. Allora iniziai a interrogarmi e cominciai a dirmi che la violenza sulle donne mi riguardava ed era dentro quella miseria maschile.”..L’Associazione nazionale Maschile Plurale nasce a Roma nel 2007. E’ una rete di uomini, un insieme di gruppi che si confrontano per mettere in discussione i modelli patriarcali e gli stereotipi sul maschile e femminile. Una attenzione particolare è dedicata al problema della violenza degli uomini sulle donne..."I motivi della violenza sono tanti – sostiene Ciccone - ma tutti riconducibili ana visione, un immaginario culturalmente molto radicato; è quello che porta ad esempio l'uomo a confondere la passione per la propria compagna con il possesso e il controllo. Noi tendiamo a semplificare la distinzione tra psicologico e culturale; in realtà, nelle relazioni tra i sessi gli stereotipi, le rappresentazioni del corpo e della sessualità strutturano in modo profondo la costruzione psichica dell'individuo. Quindi non c'è una dimensione psichica che io posso distinguere dalla costruzione sociale e culturale.”.. ..Stefano Ciccone cita un concetto del sociologo Carmine Ventimiglia "la violenza maschile non è una forma di trasgressione ma una conferma esasperata di un ordine"...Cosa significa? Che la violenza maschile, il famigerato raptus di follia non è una pulsione improvvisa, (come abbiamo detto tante volte anche noi a Psicoradio) ma è “l'esasperazione del “modello di uomo virile, è gerarchia anche simbolica tra maschile e femminile”...E quali sono gli stereotipi più comuni che sono rimasti nella vita di tutti i giorni? “Nel campo della paternità e della genitorialità ci sono ancora stereotipi molto forti. Ancora oggi i padri che si occupano dei figli vengono chiamati “mammi”. Oggi molti uomini cercano di conquistare uno spazio nella cura dei figli ,ma non disponiamo ancora delle risorse culturali. Dovremmo disporre delle parole per dare conto di un mutamento già avvenuto nelle relazioni.”
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psicoradio di martedì 27/10/2020
psicoradio di martedì 27/10/2020
calendar_today 27/10/2020 09:00
La puntata della settimana è dedicata a questa seconda ondata di Covid-19. Ci siamo domandati se e come i Dipartimenti di salute mentale siano preparati e ne abbiamo discusso con Gisella Trincas, presidentessa di Unasam. .. R-estate in casa!..Ma pretendete le cure migliori Filastrocca vola e va.. del bambino rimasto in città. Chi va al mare ha vita serena e fa i castelli con la rena,..chi va ai monti fa le scalate..e prende la doccia alle cascate…..E chi i quattrini non ce li ha? Gianni Rodari..L’estate non sempre è un periodo facile; lo è stato ancora meno in questo anno così duro e particolare. I redattori di Psicoradio ricordano la loro estate, tra momenti di solitudine, passeggiate in Appennino, e appuntamenti in uffici semideserti. ..E Gisella Trincas, presidente di Unasam (Unione Nazionale Associazioni Salute Mentale) ci parla di come si sono organizzati i servizi di salute mentale sul territorio e delle difficoltà incontrate tra lockdown ed estate. “Ci sono persone che anche nel lock down sono riuscite ad avere un contatto importante e continuativo con il servizio di salute mentale, pur con le difficoltà che abbiamo vissuto tutti quanti noi. Però’ in tanta parte del territorio, dove i servizi sono in maggiore difficoltà, che hanno criticità, che hanno scarsità di personale, non ci sono state certo le condizioni per mantenere un rapporto continuativo con le persone. La sofferenza maggiore c’è stata dove i servizi hanno interrotto le attività riabilitative, i gruppi di automutuo aiuto, le borse lavoro, i tirocinii. Tutto questo è stato sospeso e fatica ancora oggi ad essere ripreso, anche se da molti mesi non siamo più nella fase di lock down. Gisella Trincas evidenzia i problemi strutturali del sistema di cura dovuti a “scelte politiche istituzionali che hanno danneggiato il sistema sanitario pubblico e il sistema di salute mentale di comunità... noi chiediamo che vengano ovunque garantiti servizi che abbiano prima di tutto le risorse professionali per garantire la multi-disciplinarietà dell’intervento, e anche numericamente adeguati”. Insomma, serve investire molto in salute mentale...... solo, solo resta in città:..si sdraia al sole sul marciapiede,..se non c’è un vigile che lo vede, ..e sui battelli sottomarini fanno vela nei tombini...Quando divento presidente..faccio un decreto a tutta la gente;..“Ordinanza numero uno:..in città non resta nessuno;..ordinanza che viene poi, tutti al mare, paghiamo noi, inotre le alpi e gli appennini..son donati a tutti i bambini...Chi non rispetta il decretato va in prigione difilato”.
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psicoradio di martedì 20/10/2020
psicoradio di martedì 20/10/2020
calendar_today 20/10/2020 09:00
La vera follia è rimpiangere i manicomi.. ..I redattori di Psicoradio commentano l’articolo di Massimo Fini sul Fatto Quotidiano. Anche se non è più il 10 ottobre, giornata mondiale della salute mentale, Psicoradio continua a tenere accesa la fiamma del rinnovamento che ha portato alla cosiddetta “legge Basaglia”, più di 40 anni fa.....Lo facciamo commentando un articolo che qualche tempo fa ha fatto molto arrabbiare la redazione. E’ di Massimo Fini, pubblicato sul “Il Fatto quotidiano” il 29 agosto scorso, e intitolato “La vera follia fu far tornare i folli a casa: vittime due volte – A distanza di 40 anni contiamo solo i disastri”... “Un articolo arrogante e offensivo per i “pazzi”, come li chiama Fini, ironizzando e fingendo di non capire che non è ipocrisia, o un problema di politically correct, chiamarli con correttezza: persone con una sofferenza psichica” dice Cristina Lasagni, direttrice di Psicoradio.....E Barbara conferma: "Certo che per me non è la stessa cosa essere chiamata pazza o persona con un disturbo. Pazza fa venire in mente pericolo, e i film dell’orrore”.... Ecco uno stralcio dell’articolo: “E’ assolutamente vero che in Italia c'erano i manicomi, pardon ospedali psichiatrici, (…) in cui pazzi, pardon “i malati di mente”erano tenuti in condizioni disumane. (…) L’errore sta nel fatto che la legge fu applicata da Basaglia e soprattutto dai suoi discepoli, spesso teorici che un matto vero non l’avevano mai visto in faccia, con una coerenza omicida.” ....E poi continua elogiando alcuni ospedali psichiatrici del passato ( pardon, manicomi!) ed elencando situazioni critiche di oggi, come la mancanza di strutture. Che però le associazioni di pazienti e familiari denunciano da anni, consapevoli comunque che la soluzione non è certo tornare ai luoghi di segregazione delle persone...“Su questi temi deve scrivere chi vive questi disagi o li conosce bene, non giornalisti in cerca solo di audience” dice Giovanni...“Mi sembra intellettualmente disonesto” commenta Cristina “sottolineare quello che oggi non funziona perché la legge non è stata applicata, e dire che questo è il motivo per cui la legge non è giusta e va cambiata, o eliminata. Sarebbe come creare un nuovo reparto di maternità, senza dotarlo delle attrezzature che servono, e poi dire: “questo reparto non funziona, lo chiudiamo”. Ma no, dotiamolo di quello che serve per farlo funzionare!”.....Ma la vera risposta a Massimo Fini è di Claudio, un redattore di Psicoradio, che a fine puntata racconta la sua esperienza di paziente (im)paziente di guarire. Da più di un anno lontano da medicine e medici.
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psicoradio di martedì 13/10/2020
psicoradio di martedì 13/10/2020
calendar_today 13/10/2020 09:00
Dietro ogni scemo c'è un villaggio - Il 10 Ottobre è la giornata mondiale della salute mentale. Psicoradio di salute mentale ne parla ogni settimana da ormai una quindicina d’anni! Questa volta analizziamo la canzone dì Fabrizio De André “Un matto (Dietro ogni scemo c’è un villaggio)”, che il cantautore realizzò ispirandosi ai versi dell’“Antologia di Spoon River” di Edgar Lee Masters, ed inserì nello storico album del 1971, “Non al denaro non all’amore né al cielo”...In redazione è nata una discussione sui significati del testo, ma anche sul ruolo del “matto” all’interno di una comunità e sugli stereotipi che certe narrazioni possono portare con sé...A Vincenzo questa canzone piace perché “non si avverte la differenza tra i cosiddetti matti e i cosiddetti normali” mentre Giovanni sostiene che il brano di De Andrè “fa pensare che al mondo ci siano persone un po’ diverse, che per arrivare a comprendere determinate cose fanno un giro più lungo o un giro diverso rispetto ad altre.”..“Tu basta che fai qualcosa di diverso e la gente ti prende per scemo” commenta Gianmaria, ricordando il sottotitolo della canzone: Dietro ogni scemo c’è un villaggio. De Andrè quindi difende questo “scemo” suggerendo che dietro ad ogni scemo c’è un villaggio che è ancora più scemo e più pazzo di lui, perché è ignorante e non lo comprende”. E aggiunge che ”De André ha sempre difeso chi stava male, perché chi sta male è scomodo da difendere e da aiutare...Secondo Vincenzo però nella canzone affiora un luogo comune “che la vita del cosiddetto matto sia una vita sprecata. Ma emerge contemporaneamente anche il rimorso per non aver capito, accolto, il cosiddetto scemo del villaggio”. “Ma lo scemo” - chiosa Gianmaria - “da morto non ha bisogno della pietà di chi prima lo prendeva in giro.”
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psicoradio di martedì 06/10/2020
psicoradio di martedì 06/10/2020
calendar_today 06/10/2020 09:00
Questa puntata è dedicata al V Festival dell’arte irregolare, l’evento che celebra gli artisti dalla creatività "differente” e che si svolgerà a Bologna, dal 2 al 4 ottobre 2020. Il festival è organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale di Bologna e dal Comitato Nobel per i Disabili..A causa del Covid 19 l’edizione di quest’anno sarà interamente online, visitabile sul sito www.festivalarteirregolare.it , con film, interventi di critici, esperti d’arte e con la partecipazione di numerosi artisti, atelier e associazioni. Psicoradio è tra i partner promotori dell’evento, con una sezione sul sito del festival dedicata ai tanti programmi sull’arte che negli anni abbiamo realizzato....Nella puntata di questa settimana abbiamo intervistato Cinzia Lenzi, una delle ideatrici e organizzatrici del festival, Concetta Pietrobattista,..coordinatrice del Collettivo artisti irregolari bolognesi, e abbiamo incontrato nel suo atelier di Via Fondazza Mackenzie, artista irregolare che con oggetti di recupero, costruisce opere d'arte, "i suoi scarabattoli", che trasporta su ruote per le strade di Bologna.
Radio Popolare
Psicoradio di mercoledì 11/03/2020
Psicoradio di mercoledì 11/03/2020
calendar_today 11/03/2020 09:00
Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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Psicoradio 19/02/20: Paure e speranze a Casa Rupe
Psicoradio 19/02/20: Paure e speranze a Casa Rupe
calendar_today 19/02/2020 09:00
..Un viaggio attraverso l'Europa a piedi, la vista della morte, la voglia di riabbracciare la famiglia..Finisce il ciclo di puntate che Psicoradio dedica ad una modalità di accoglienza dei migranti chiamata SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Questo sistema prevede un’accoglienza diffusa sul territorio, su scelta volontaria dei comuni, destinata a poche persone per volta (percentualmente al numero di residentii nel comune), finalizzata all' inserimento attraverso formazione al lavoro, corsi di italiano di educazione civica...Due migranti ospiti allo SPRAR Casa Rupe raccontano a Psicoradio le loro paure e i loro sogni .“Ho avuto paura del viaggio. Ho visto tante persone morte, c'è chi è morto in mare, chi per il freddo, chi in treno perché toccava l'elettricità. Ho visto morire i miei compagni di viaggio nella foresta tra la Grecia e la Serbia. Ho avuto paura perché quando fai un viaggio tutto a piedi e senza documenti, il pensiero del suicidio è sempre presente “ racconta la voce dolce di un ragazzo marocchino di 21 anni scappato da Casablanca ancora minorenne. “Grazie allo SPRAR Casa Rupe ho imparato l'italiano, ottenuto la licenza media e imparato a fare il metalmeccanico per aiutare economicamente la mia famiglia che spero un giorno possa raggiungermi”. ..Anche l’ospite russo, un ragazzone arrivato in Italia tredici anni fa per raggiungere la madre, all’inizio ha avuto paura: “quando sono stato a Napoli a lavorare ho visto tante cose brutte; ero solo, avevo paura e mi mancava la mia famiglia ”...Oggi ha 34 anni e desidera portare in Italia la figlia di cinque anni rimasta in patria “per vivere finalmente insieme”. ..David Lovelock, coordinatore di Casa Rupe ci dice che, nonostante il clima difficile e le tristi realtà con cui si viene in contatto, è “un lavoro che mi dà la possibilità di fare qualcosa rispetto agli eventi di cui sono testimone; siamo in una fase storica in cui forgiamo la nostra mente rispetto ad un atteggiamento di chiusura o di apertura. Le prospettive non sono rosee; però mi piacerebbe poter dire, magari ai miei nipoti, che io stavo dalla parte giusta della barricata"... LA MUSICA DI PIERO..UNA PALESTRA EMOTIVA PER ESERCITARMI A LASCIARMI ANDARE..Nei “5 minuti d’aria”, Piero, redattore di Psicoradio, racconta il suo processo di ricerca creativa e interiore che da diversi anni svolge attraverso la musica nota come “ambient”...Il linguaggio musicale diventa una palestra mentale ed emotiva, per “esercitarmi a lasciare andare. Nella mia esperienza, alla base di ogni sensazione di tensione, ansia, rabbia, c’è il tentativo fallimentare di fuggire mentalmente dal momento presente, in favore di qualcosa che non c’è più o non c’è ancora. Improvvisare mi costringe a stare qui, lasciando che emerga quel che deve emergere senza giudicarlo.”..Piero utilizza chitarra elettrica e voce in modi non convenzionali per creare paesaggi sonori eterei e meditativi, all’insegna della sperimentazione e della libera improvvisazione.
Radio Popolare
Psicoradio 12/02/20: Voci da Casa Rupe
Psicoradio 12/02/20: Voci da Casa Rupe
calendar_today 12/02/2020 09:00
Due testimonianze da chi vive nello Sprar di Sasso Marconi...Continua il viaggio di Psicoradio all’interno di Casa Rupe, a Sasso Marconi sull’Appennino bolognese, un esempio del sistema di accoglienza per migranti vulnerabili, conosciuto con l’acronimo SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati)...Lo SPRAR è attualmente il metodo più interessante e efficace per integrare le persone che vengono da altri paesi. Qui infatti per legge vi entrano pochi migranti che risiedono in appartamenti nei comuni che si offrono volontariamente di accoglierli...In questa seconda puntata sentiremo le testimonianze di due dei sei ospiti di Casa Rupe, gestita dalla cooperativa sociale Open Group e li conosceremo attraverso le loro passioni e le loro aspettative...Il primo a parlare con Psicoradio è un ragazzo marocchino di 21 anni, che ha lasciato il suo paese d’origine per poter mantenere la sua famiglia. Appassionato di calcio dice: “Ho preso una coppa come miglior giocatore juniores in Marocco e qui continuo a giocare in prima squadra. C’è bella gente. Conosco l’Europa grazie al calcio internazionale”... L’altro ospite che abbiamo intervistato viene dalla Russia, ha 34 anni e da 13 vive in Italia. Alla domanda quali sono le differenze tra mentalità russa e italiana risponde: “gli italiani sono più di buon cuore, noi siamo diversi, in Russia se hai qualcosa in più degli altri le persone diventano invidiose e vogliono farti del male. Invece voi aiutate tutti”...L’intervista continuerà nella prossima puntata dove si parlerà delle paure e dei sogni di questi ragazzi per il loro futuro. ..Le tre puntate sullo SPRAR sono state realizzate da Psicoradio in collaborazione con il progetto del Comune di Bologna e Asp “Bologna Cares! Sprar Metropolitano”.
Radio Popolare
Psicoradio 05/02/20: "Casa loro" è Casa Rupe
Psicoradio 05/02/20: "Casa loro" è Casa Rupe
calendar_today 05/02/2020 09:00
Un'altra accoglienza è possibile. Questa è la prima di 3 puntate dedicate all’accoglienza dei migranti negli SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati). Partiamo con la visita di Psicoradio a Casa Rupe, una struttura Sprar Vulnerabili per rifugiati con sofferenza psichica o problemi di tossicodipendenza, gestita dalla cooperativa sociale Open Group...David Lovelock è il coordinatore di Casa Rupe. In cima a una delle prime colline dell’Appennino bolognese, a Sasso Marconi, convivono 6 ragazzi in un appartamento con tre camere, una sala e una cucina in comune, “Sono loro a prendersi cura della casa. – spiega David - Seguono anche un laboratorio dove fanno dei piccoli lavori di assemblaggio e cablaggio per alcune aziende del territorio”...Nello SPRAR vulnerabili gli ospiti vengono aiutati a superare le dipendenze, imparano l'italiano, qualcuno ha ripreso la scuola, fa corsi di formazione, e si avvicinano in vari modi al mondo del lavoro...Vivere in un contesto piccolo come quello di Sasso Marconi favorisce anche l’inserimento nel tessuto sociale locale: “Fanno la fila dal medico e chiacchierano con gli altri pazienti, fanno sport vanno a fare la spesa, instaurano delle relazioni reali con gli altri abitanti e tutti li conoscono. – sottolinea David, – Siamo fortunati perché questo paese e la sua amministrazione si sono dimostrati subito accoglienti e disponibili”...“La nostra Costituzione riconosce il diritto di una persona a una vita dignitosa, non a un italiano, ma a chiunque provenga da una situazione dove non può perseguire la dignità della propria esistenza.” ..Le tre puntate sullo SPRAR sono state realizzate da Psicoradio in collaborazione con il progetto del Comune di Bologna e Asp “Bologna Cares! Sprar Metropolitano”.
Radio Popolare
Psicoradio 29/01/20: Vite non degne di essere vissute
Psicoradio 29/01/20: Vite non degne di essere vissute
calendar_today 29/01/2020 09:00
Nel giorno della memoria ricordiamo anche pazienti psichiatrici, disabili, rom, sinti, omosessuali perseguitati e uccisi dai nazisti..Malati mentali, disabili, ebrei, rom, sinti, omosessuali: tutti gruppi di persone odiate, perseguitate e uccise in epoca nazista perché considerate diverse, pericolose, “vite non degne di essere vissute”. Tra il 1934 e il 1944, la scienza psichiatrica in Germania si rese corresponsabile della sterilizzazione di 350.000 persone, dell’uccisione di 72.000 pazienti psichiatrici, per non parlare di tutti quelli che nei manicomi morivano per infezioni, maltrattamenti e fame.....Tanti gli episodi di cronaca che dimostrano quanto sia, purtroppo, ancora attualissimo e necessario parlare di discriminazione. Circa un anno fa a Roma ben 20 pietre d'inciampo, targhe d'ottone sparse per la città che riportavano i nomi di uomini e donne deportati, venivano sistematicamente rimosse da ignoti. Molto recentemente invece, scritte violente che “denunciano” la presenza di ebrei sono ricomparse sulle case e sui portoni di alcuni italiani, in un caso specifico in occasione della stessa Giornata della Memoria...Psicoradio ha già trattato questi temi in passato in molte trasmissioni. Continuiamo a lottare contro chi pensa che la diversità sia un elemento di per sé colpevolizzante. Nella puntata di questa settimana vogliamo ricordare uno dei periodi più bui della storia attraverso estratti di interviste che abbiamo realizzato in questi anni. Se siete interessati ad ascoltare le interviste complete, vi ricordiamo che si possono trovare sul nostro sito www.psicoradio.it...Nel primo estratto avevamo parlato con lo psichiatra Luigi Benevelli del suo libro “Medici che uccisero i loro pazienti”. Tema del libro è Aktion T4, il progetto nazista di eliminazione dei disabili fisici e mentali. “Della corporazione dei medici, gli psichiatri furono quelli che aderirono in maggior numero al partito nazista fin dal 1933. […] Furono organizzati sei manicomi dove queste persone venivano inviate per essere soppresse. Qui si sperimentavano le modalità più efficienti per ammazzare la gente nel più breve tempo possibile, spendendo il meno possibile.”..Il secondo segmento viene da un'intervista con Tomas Fulli, della comunità rom e sinta bolognese, sul tema dello sterminio del suo popolo, chiamato in lingua romanes Porrajmos, ovvero “il grande divoramento”. “Quando mi sono trovato l'anno scorso per la terza volta nel campo di Auschwitz, mi immaginavo che sulla destra vedevo il mio popolo che era là che suonava e non sapeva dove si trovava, e sulla sinistra c'erano gli ebrei come li possiamo vedere in tante foto: magri, mal nutriti e sofferenti.”..Proseguiamo con l'intervista ad Angelo Amato De Serpis, autore del libro “Arpad ed Egri”, sugli allenatori ebrei Erno Erbstein e Arpad Weisz. Ad esempio racconta delle figlie di Erbstein, alle quali il padre non aveva voluto dire di essere ebree e che se ne sono accorte solo per via delle leggi razziali: “Dei bambini che da un giorno all'altro sono costretti a lasciare la scuola, ad andare a fare la pipì in un posto diverso perché non potevano andare negli stessi bagni dei bambini ariani.”..Concludiamo con don Luigi Ciotti di Libera Contro Le Mafie, che abbiamo incontrato l'anno scorso durante la Conferenza Nazionale per la Salute Mentale al quale abbiamo chiesto perché le persone fragili sembrano essere nel mirino della società e persino di chi essendo un politico dovrebbe aiutarli. “Questa è una società che si crede forte, ma in realtà è debole. […] Prendere coscienza della propria fragilità è un segno di libertà e di dignità e ci rende ancora più forti".
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Radio Grenouille: L'arte è una follia mentale
Radio Grenouille: L'arte è una follia mentale
calendar_today 22/01/2020 09:00
E’ venuto a trovarci in redazione Mario Bompart, uno dei responsabili del workshop Radio La, che va in onda su Radio Grenouille di Marsiglia. Cosa significa in francese “Grenouille”? Significa rana. E infatti la storia di Radio Grenouille nasce da una leggenda: “Il re di Francia durante la notte non voleva che il popolo facesse nessun rumore, ma solo le rane continuavano a fare rumore tutta la notte impedendo al re di dormire”. La radio, come quelle rane, impedisce ai potenti e ai governanti di dormire sonni tranquilli...Radio La è un workshop di espressione personale al quale partecipano liberamente, una volta a settimana, tra le venti e le trenta persone in cura presso i servizi di salute mentale. Questo lavoro si traduce in quattro trasmissioni radiofoniche l’anno, in cui la redazione parla di vari argomenti, non legati direttamente alla salute mentale, facendo ricorso spesso alla poesia, alla musica e all’arte in genere. Il progetto è una collaborazione tra Radio Grenouille e l'Agence Régionale de Santé, l’ente pubblico dipendente dal Ministero della Sanità francese...Parlando dell’attività che viene svolta durante il workshop Mario Bompart racconta che “si ride moltissimo, si ascoltano cose interessanti, ci sono amici. E’ uno spazio di creatività libera, senza forzature, è solo un piacere. L’aspetto più importante credo sia quello della poesia, creata collettivamente e individualmente, anche con performance sonore. Inoltre ascoltiamo molta musica”...Durante l’intervista Bompart non parla mai di pazienti o malati, bensì di semplici partecipanti. In questo e in altri aspetti ritroviamo delle affinità con Psicoradio, pur essendo un progetto con caratteristiche diverse. Nelle puntate, racconta ancora ai nostri microfoni, non si parla direttamente di malattia mentale ma il disagio mentale emerge nelle tematiche affrontate, come ad esempio il lavoro, la casa ed altri argomenti.
Radio Popolare
Lezioni di irregolarità
Lezioni di irregolarità
calendar_today 15/01/2020 09:00
..In questa puntata, realizzata al Festival dell’Outsider Art di Verona, lo psichiatra e psicoterapeuta Giorgio Bedoni approfondisce il tema dell’arte irregolare e racconta la sua esperienza con l' atelier che ha fondato...Chi ha inventato il concetto di outsider art? Chi decide cos’è arte irregolare e cosa no? Sono alcune delle domande abbiamo posto a Giorgio Bedoni. Partendo dalle origini del termine outsider art di Jean Dubuffet, passando per artisti come Adolf Wolfli e Aloise Corbaz, Bedoni approfondisce la storia di questa forma d’arte e distingue l’artista irregolare in quanto “più immediato, più libero da condizionamenti, meno dentro le vicende culturali e accademiche, che si esprime senza l’urgenza della prestazione”...Se per molto tempo l’opera creata da una persona con disagio era letta soprattutto come espressione della sua malattia, verso la metà del Novecento, anche grazie alla fenomenologia e a personaggi come Franco Basaglia, si è verificato un cambiamento di mentalità sia in ambito artistico che, soprattutto, psichiatrico. Si comincia finalmente a vedere l’opera del malato come “una modalità di essere al mondo, una forma di presenza altra e quindi a leggerla in termini empatici”...Lo psichiatra insiste sull’importanza che la creazione artistica ha per la persona in difficoltà, facendo riferimento anche alla sua esperienza personale e umana con gli artisti che ospita nel suo atelier. Non solo: secondo Giorgio Bedoni l’arte farebbe bene alla psichiatria stessa, che oggi si trova a fronteggiare una profonda crisi ideologica...“L’arte, oltre ad essere uno strumento per esprimersi e per cercare una propria identità, è una modalità diretta e immediata di inclusione sociale, di poter mettere a contatto con la società persone che soffrono di stigma”.
Radio Popolare
IN NOME DI SOLE
IN NOME DI SOLE
calendar_today 08/01/2020 09:00
Psicoradio vi accompagna in questi giorni del nuovo anno con la musica, con il Collettivo S.O.L.E. di Bologna. Per un pomeriggio la redazione di Psicoradio si è trasformata in un piccolo studio di registrazione grazie alla presenza dei ragazzi del Collettivo S.O.L.E (acronimo per Soul Original Love Experience), i quali ci hanno raccontato il loro progetto, e di una band di giovani musicisti che ha suonato alcuni brani che stanno realizzando proprio nell’ambito del progetto promosso dal Collettivo...“Il Collettivo S.O.L.E nasce in seguito alla scomparsa di una nostra amica, Sole, che era una grande amante della musica ed uditrice di voci. Abbiamo quindi deciso di fare questo progetto per ricordarla e per spostare l’attenzione riguardo le tematiche dei disturbi mentali e degli uditori di voci” ci racconta Simone Frabetti, vicepresidente del Collettivo S.O.L.E....L’obiettivo del gruppo è “incoraggiare i giovani musicisti a crearsi un futuro professionale con il nostro aiuto e sostegno”: attraverso una open call è nato il gruppo musicale Alinea che, seguendo un percorso formativo in ambito musicale, arriverà a produrre un album. Il Collettivo collabora nell'ambito di questo progetto con la Cooperativa Martin Pescatore di Casalecchio di Reno (BO), che ospita settimanalmente un gruppo di uditori di voci.
Radio Popolare
Lasciate che le mamme piangano
Lasciate che le mamme piangano
calendar_today 18/12/2019 09:00
Una puntata dedicata al post partum. La parte principale della trasmissione è un’intervista alla psicologa Silvana Quadrino sul periodo successivo al parto e su come viene affrontato dalla donna e dalla società...In conclusione, alcuni redattori offrono canzoni e pensieri come regalo di Natale.
Radio Popolare
Vivere insieme fa bene
Vivere insieme fa bene
calendar_today 11/12/2019 09:00
Accogliere in casa chi vive per strada o chi soffre di un disturbo psichico migliora la vita di chi ospita e di chi è ospitato. Storie di convivenze fuori dal comune... ..Buon compleanno IESA Bologna.. ..Avere una casa, un luogo dove vivere e sentirsi a proprio agio è fondamentale per stare bene. L’accoglienza, come condivisione di spazi e di tempo tra persone che hanno stili di vita e necessità differenti, ma decidono di incontrarsi e intrecciare le loro esistenze, è al centro della puntata di Psicoradio di questa settimana...Abbiamo partecipato alla conferenza organizzata dallo IESA (Inserimento Etero-familiare Supportato di Adulti) di Bologna in occasione del suo decimo anno di attività. Lì abbiamo conosciuto molti progetti che propongono diversi modi di accoglienza e abbiamo intervistato alcuni operatori...Lo IESA è un progetto che lavora per affidare a chi soffre di disturbi psichici, un luogo e una famiglia diversa da quella di origine. In alternativa ad una comunità’ psichiatrica, magari senza troppe prospettive, si trova una nuova casa a persone che sono considerate in grado di trarne giovamento...Nella maggior parte dei casi le convivenze danno grandi soddisfazioni, sia agli ospiti che agli ospitanti. A volte però alcune convivenze si interrompono. Ma per Carolina Conti, psicologa del Dipartimento salute mentale nel progetto IESA: “nessuna convivenza è stata un fallimento. Le convivenze concluse, non lo sono mai per uno strappo netto o per una chiusura delle relazioni. Spesso si tratta di una rivalutazione del percorso che può sfociare, ad esempio, in un percorso in autonomia”...Quando lo IESA è sbarcato in Italia..Psicoradio ha intervistato Gianfranco Aluffi, lo psicoterapeuta che ha portato per primo lo IESA in Italia, a fine anni 90...Raccontando successi e difficoltà del suo lavoro con IESA negli ultimi 20 anni, Aluffi si sofferma sullo stereotipo della pericolosità che, fortunatamente, non è presente nelle famiglie che decidono di offrire ospitalità. In ogni caso, il fatto che i media parlino di “pazzia” sempre collegata a episodi di cronaca nera di certo “non aiuta a fare il lavoro di inclusione sociale” che dovrebbe essere centrale per i servizi di salute mentale.....Niente è più importante della casa: Housing first.. ..L’importanza della casa per chi è costretto a vivere in strada è l’argomento che abbiamo affrontato con Sara Giusti, coordinatrice del programma Housing First Co. Bo. di Bologna, progetto gestito da ASP di Bologna affidato a Consorzio l’Arcolaio e la cooperativa sociale Piazza Grande. Ci racconta alcune delle storie di chi ha ottenuto una casa e da lì ha ricostruito la propria identità e la propria vita...“Il principio cardine dell’Housing first è il diritto alla casa come diritto imprescindibile per ogni persona. Al di la delle difficoltà che ognuno di noi può avere in un determinato momento della vita è importante avere un luogo stabile, sicuro e non transitorio in cui poter stare e da cui poter avere una sicurezza per riprogettare la propria vita.”
Radio Popolare
Il Corpo Rimosso
Il Corpo Rimosso
calendar_today 04/12/2019 09:00
“Alimentazione e salute mentale”, un libro con uno sguardo diverso su corpo e mente..In questa puntata parliamo dei corpi delle persone con un disturbo psichico; quel corpo che è quasi un rimosso, quando si parla di salute mentale. Corpi che troppo spesso sono vittima degli effetti collaterali di psicofarmaci e di cattivi stili di vita di cui ci si occupa troppo poco, come fossero conseguenze inevitabili del disturbo psichico. Un esempio: alcuni psicofarmaci provocano un forte acquisto di peso, anche 10 o 20 chili, che in breve tempo trasforma il corpo...Marie Francois Delatour, presidente del CUFO (Comitato Utenti, Familiari e Operatori), che riunisce 34 associazione della salute mentale, insieme alla nutrizionista Anna di Muzio, ha scritto un libro dal titolo “Alimentazione e salute mentale”, edito da Pendragon...“Lo spunto principale del libro è stata proprio la preoccupazione dei familiari e dei pazienti rispetto agli effetti collaterali di molti psicofarmaci. - racconta Delatour - Da qui nel 2015 è partito un percorso con l’Azienda USL di Bologna, per migliorare il benessere fisico delle persone con disagio psichico, attraverso piani alimentari, diete personalizzate, attività fisica e un continuo monitoraggio degli obiettivi raggiunti dai singoli pazienti...I risultati sono stati subito evidenti: riduzione del peso, migliore qualità del sonno, un’attività intestinale più regolare e in alcuni casi anche una riduzione delle quantità di farmaci assunti”. Il programma ha coinvolto famiglie, utenti accolti in gruppi appartamento o in altre strutture residenziali; molti all’inizio del progetto non cucinavano mai in casa e spesso non sapevano realizzare neanche le ricette più semplici. Poi “hanno scoperto il piacere di cucinare insieme e anche della convivialità della tavola. Il cibo è diventato lo strumento per stare con gli altri”...“Alimentazione e salute mentale” non insegna solo a mangiare meglio: una parte del libro è dedicata a teorie di cui oggi si sente parlare sempre più spesso, che collegano alcuni disturbi mentali con il sistema immunitario, lo stato di alcuni organi, primo tra tutti l’intestino, ed i livelli di infiammazione presenti nel corpo. Per esempio, viene ricordata la recente traduzione di un libro di Edward Bullmore - neuropsichiatra, neuroscienziato e dal 1999 professore di psichiatria all'università di Cambridge: La mente in fiamme – un nuovo approccio alla depressione, (Bollati-Boringhieri). Il testo inizia con spiegazioni sul funzionamento del sistema immunitario e con risultati di studi secondo i quali l’infiammazione del corpo puo’ rientrare tra le cause della depressione (per chi vuole approfondire)...Secondo questo approccio, curare un disturbo psichico non vuol dire solo attenuarne i sintomi, ma prendersi cura del paziente nel suo complesso, corpo e mente - che non sono ambiti così separati.
Radio Popolare
Cattive e buone cure
Cattive e buone cure
calendar_today 27/11/2019 09:00
Cibo per il corpo, cibo per la mente. ..Il cibo può far stare bene o male. Ce ne accorgiamo quotidianamente. Ma quanto influisce davvero sulla Salute Mentale?..Ne parla un libro di Marie Francoise Delatour, Edizioni Pendragon...Questo pomeriggio, Psicoradio ne discute con l'autrice, con Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell'Ausl di Bologna e Pietro Fusaroli, professore dell'Università di Bologna.
Radio Popolare
In Barca a vela o con i somarelli
In Barca a vela o con i somarelli
calendar_today 20/11/2019 09:00
Le attività all’aria aperta che fanno bene alla mente..Accettereste di stare su una barca a vela di 16 metri in compagnia di sei sconosciuti per 4 giorni? Perdere le staffe in spazi ristretti non è difficile e i momenti di tensione non mancano. Claudio, redattore di Psicoradio è salpato su questa barca partecipando a un viaggio organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale di Bologna e da P.R.I.S.M.A. (Promuovere Realizzare Insieme Salute Mentale Attivamente), realtà che riunisce associazioni di utenti, di familiari e di volontari della salute mentale...L’inizio del viaggio per Claudio è stato problematico, complice il vicino di letto che “russava come un trattore” e non lo lasciava riposare. La convivenza sulla barca a vela ha messo a dura prova più volte l’equipaggio composto da quattro persone in cura nei servizi di salute mentale, Giovanni, educatore, un volontario e lo skipper Massimo, proprietario della barca a vela. A complicare la vita sulla Foxy Lady (questo il nome della barca) ovviamente ci si è messa anche la forza del mare. Durante il viaggio ben due trombe d’aria hanno incrociato la rotta della barca. “Non ho mai visto un fenomeno così da vicino!” esclama elettrizzato lo skipper Massimo di fronte ai compagni spaventati. Per fortuna tra “alti e bassi” ci sono anche momenti da ricordare. Claudio ad esempio, una volta approdato a Levanzo, racconta di essere rimasto letteralmente rapito dallo spettacolo della luna che “rischiarava appena il mare nero”...Veleggiare è solo una delle attività che migliorano il benessere delle persone, in particolar modo di chi soffre di disturbi psichici. Tra le realtà che praticano velaterapia ci sono anche l’associazione “Mare Aperto” di Roma, “Matti per la vela” di Genova e “Capitani coraggiosi” a Otranto. Ma non esiste solo la vela, come racconta lo psichiatra cagliaritano Alessandro Montisci, tra le vie per stare meglio ci sono anche il calcio e il trekking...Per finire Psicoradio ha esplorato anche una forma originale di trekking, quello in compagnia dei somarelli. “Si crea un bel clima nel gruppo e nasce un amore per questi animali” racconta Rita Lambertini, educatrice dell’ Azienda USL di Bologna e referente del progetto.
Radio Popolare
Outsiderart - un tesoro nascosto
Outsiderart - un tesoro nascosto
calendar_today 13/11/2019 09:00
"Quando la mente si priva, più sinceri si piange"..“Ambrogio il maiale allungato..Bibo il coccodrillo arrotino..Piero l'orso bandieraio..Gigi il leopardo-mucca cantante..Flip il pettirosso con lo yo-yo..Jack il coniglio pirata e Pepito il pappagallo...”..Sono alcuni dei personaggi de “La Parata”: animali sopra le righe ed umanizzati sfilano su un lungo tappeto rosso. E’ il libro di Andrea Calcagno edito da Ultrablu, un atelier/casa editrice di artisti che a Roma “mette in contatto artisti normotipici con artisti neuroatipici con la convinzione che le ricchezze neurologiche siano un arricchimento per tutti”. ..“Appoggia la penna sulla carta in un punto che a me appare casuale… a poco a poco compare il disegno, senza ripensamenti, senza cancellature, senza staccare quasi mai la punta della penna dal foglio – scrive la mamma di Andrea in fondo al libro – Così piano piano davanti ai miei occhi prendono vita personaggi buffi, contenti o arrabbiati. Andrea apre la porta della sua fervida immaginazione; e io resto incantata”...Durante il IV Festival dell'Outsider Art e dell'Arte irregolare di Verona, Psicoradio ha incontrato Virgilio Mollicone, docente d’arte e fondatore dell’atelier/casa editrice, e si è lasciata trasportare in un mondo di poesia, animali marcianti, piante musicali e potenti, coloratissimi disegni. ..“Noi cerchiamo di far emergere il tesoro che è nascosto in questi artisti, di condividerlo e farlo conoscere, perché è una forma di ricchezza”, racconta Mollicone a Psicoradio. E la ricchezza poetica appare evidente anche in un altro, sorprendete, libro: “Sulla terra vieni”, di Tristano Monaca. Con disegni magnifici che evocano Schiele insieme alla grafic novel più contemporanea, e testi poetici: “Quando la mente si priva, più sinceri si piange”; Oppure: “Questo tuorlo è una promessa di piume, ma finché non caglia il sangue, resta una promessa”...E tutto questo in garage di Roma, dove i ragazzi coinvolti nel progetto hanno tutti i mezzi, tradizionali e digitali, per esprimersi fino in fondo.
Radio Popolare
La voce di un'ape furibonda
La voce di un'ape furibonda
calendar_today 06/11/2019 09:00
Alda Merini ci parla ancora:..“Io come voi sono stata sorpresa..mentre rubavo la vita..buttata fuori dal mio desiderio d’amore.”..Alda Merini..(Io come voi sono stata sorpresa, da “Ballate non pagate”)..A dieci anni dalla morte di Alda Merini, Psicoradio ricorda la poetessa milanese con una puntata del 2009 dal titolo “Io vorrei, superato ogni tremore”. Alda Merini è sempre stata molto amata da Psicoradio, infatti proprio con una sua poesia si apriva la nostra prima trasmissione nel lontano 2006...Abbiamo ascoltato direttamente dalla sua voce alcune poesie e letto pagine del suo diario nel quale racconta il suo ingresso in manicomio e le esperienze vissute tra quelle mura, lei che, come racconta, nemmeno sapeva dell’esistenza degli ospedali psichiatrici...Anche Milano celebra Alda Merini intitolandole un ponte sui Navigli, in seguito a una petizione lanciata nel 2017 da alcune associazioni. Tra queste "La Casa delle Artiste”, che dal 2013 si occupa di tenere viva la memoria della poetessa. Come ricorda ai nostri microfoni Diana Battaggia, che fa parte dell'associazione, la cerimonia di intitolazione avrà luogo la mattina del 6 novembre e sarà preceduta, il primo novembre, da una “Fiaccolata Poetica”, che alle 19 partirà da Casa Merini in direzione del ponte.
Radio Popolare
La risata di Joker risuona
La risata di Joker risuona
calendar_today 30/10/2019 09:00
“un film che viene capito da chi ha sofferto”..Ecco il riassunto fatto da qualche redattore: “Joker è la storia di una persona normale. Con dei problemi psichici. Che cerca di condurre un’esistenza normale. Accudisce amorevolmente la madre. Subisce aggressioni. Ad un certo punto gli regalano una pistola; da allora, reagisce in modo violento a chi gli fa del male. Scopre di non sentirsi colpevole” È un’artista di strada che vive con la madre. È vessato dai passanti. Ha una malattia mentale: ride non a tono. Verrà un momento in cui ci sarà un riscatto.” “È la storia di un uomo che soffre, in una società sofferente e cinica. Cerca con tutte le sue forze di stare a galla, di avere successo come comico; ma la gente lo tratta malissimo; la violenza contro chi gli fa del male gli sembra l’unica rivalsa possibile, per non essere sempre solo vittima”..Joker è la sua risata, la madre menzognera, la tristezza, la sua danza, la sua violenza disperata,..Secondo Lorenzo “è un film che viene capito da chi ha sofferto”..Ogni redattore ricorda in particolare una scena. Isaac: “quando comincia a cambiare prospettiva sul mondo, dopo tante cose subite, e tutte le rivelazioni sulla madre, il protagonista arriva a casa e si chiude nel frigo. Era arrivato ad un punto in cui stava scoppiando. Deve isolarsi da tutto. Forse anche farla finita” Claudio: “la scena in cui Joker prende coscienza del potere conquistato seguendo la via del male. E subito dopo va dalla vicina di casa, di cui è segretamente innamorato, bussa alla porta e trova il coraggio di baciarla appassionatamente. Il culmine del suo momento di potere”. Ma sarà vero che riesce a baciarla, o è solo la proiezione del suo desiderio, un sogno, un delirio?..“La scena che mi appare subito è quella del talk show, il dialogo con De Niro, il crescendo, la fine.”..Joker è anche una vita che si sgretola di colpo quando il mondo di menzogne in cui la madre lo ha avvolto si rivela. “L’aspetto che mi ha colpito è il capovolgimento di tutti i valori in cui Joker credeva. All’inizio lui accudisce la madre, la fa ballare, è affettuoso…poi scopre tante cose sulla madre che gli fanno cambiare radicalmente la sua visione. La madre era il suo valore, il suo unico punto di riferimento; quando lo perde, perde ogni connessione con il mondo. E’ un punto di non ritorno”..Ma qual è il senso di questo film? Una risposta sorprendente: tutti hanno una possibilità di riscattarsi, anche attraverso il male...E la politica? Molti leggono come politiche soprattutto scene di folla violenta...Ma è politico il cinismo del conduttore De Niro, che invita Joker solo perché una sua registrazione ha fatto ridere molti spettatori, e spera di poter continuare a sfruttarlo. È politica la chiusura dei servizi di psichiatria, di assistenza sociale, che abbandonano le persone al loro destino e li lasciano sprofondare nella solitudine; come mormora Joker: cosa pensate che succeda, se le persone con una malattia mentale sono abbandonate? E Piero: “Mi sono sentito vicino a questa persona” ..Su Facebook Franco Berardi Bifo scrive che “ non c’è nulla che racconti meglio di questo film quello che sta accadendo in tutto il mondo, ma prima di tutto negli Stati Uniti d’America di Trump, …punto di arrivo di un quarantennio di devastazione, di abbattimento delle infrastrutture che rendevano possibile la vita civile, di incitamento alla competizione, all’aggressione sociale, alla guerra di tutti contro tutti” Siamo al punto di arrivo della lunga predicazione del cinismo, l’umiliazione irridente, il sorriso obbligatorio, l’aspra solitudine il lento inesorabile sfracellamento di ogni empatia, affetto, cortese, solidarietà.” ..Al dubbio: “il film può far pensare che le persone con un disturbo psichico sono pericolose, potenziali assassini?” Piero riflette: Dal mio punto di vista no. Ti mostra un antieroe non per esaltare le sue azioni, ma per spiegare la genesi del male”..E Lorenzo, di nuovo: ma il film può essere capito da chi non ha sofferto? Tutti quelli che lo sono andati a vedere, cosa ci vedranno?”...Joker ha ricevuto molte recensioni negative, e - fatta salva l’interpretazione di … c’è chi l’ha definito “un brutto film molto furbo”..“Il film è brutto per chi ha paura di guardarsi dentro, di guardare la violenza, il cinismo della società e delle persone; e come il dolore provocato e non accolto può distruggere, devastare” ..Per me un film è bello se riesce a farmi provare le stesse sensazioni del protagonista. Joker ci riesce in pieno” – dice Isaac
Radio Popolare
Psicoradio di mercoledì 23/10/2019
Psicoradio di mercoledì 23/10/2019
calendar_today 23/10/2019 09:00
Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
Radio Popolare
Psicoradio di mercoledì 09/10/2019
Psicoradio di mercoledì 09/10/2019
calendar_today 09/10/2019 09:00
Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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Monica che è diventata Marco
Monica che è diventata Marco
calendar_today 02/10/2019 09:00
Cronaca di una transizione di genere- parte 2.. Proseguiamo l’intervista a Marco, che prima si chiamava Monica....Il cambiamento di genere è un percorso complesso, perché da una parte la persona sta diventando ciò che si sentiva di essere davvero, ma dall'altra parte comporta paura, scelte difficili, perdite…..E la transizione non è un percorso lineare, come si tende a pensare, non è fatto di tappe uguali per tutti: prima ormoni, poi chirurgia, poi cambio legale del nome. Non è così. ..“Ci sono persone che fanno la chirurgia ma non fanno gli ormoni. C’è chi non fa né ormoni né chirurgia, chi tenta di cambiare solo il nome, senza aver fatto nulla. Io ci ho ragionato, dopo gli ormoni la chirurgia non sento l’esigenza di farla, di cambiare ulteriormente il mio corpo. Non ricorrerò alla chirurgia perché sto bene cosi.” Questo apre le porte alla riflessione su cosa vuol dire essere donna, essere uomo. “Se leghiamo l’identità di genere solo ai genitali, è finita. Le persone trans non saranno mai chi dicono di essere, perché anche se hanno fatto le operazioni di chirurgia comunque i genitali sono diversi. È una condanna a morte. E invece, il genere non è solo una questione fisica, di ormoni o genitali. È anche altro: un fatto emozionale, sociale, culturale, psicologico… e allora dovremmo cominciare a pensare che la mascolinità e femminilità si declinano in tanti modi diversi, abitano corpi diversi …” ..Ma essere un uomo per Marco oggi vuol dire anche perdere parti della sua vita precedente:..“La transizione è un percorso che porta lutto. Io ho perso delle cose; ho anche pianto. Immagino i miei genitori che hanno vissuto il lutto di non avere più una figlia su cui avevano riposto delle aspettative.” ..Da vicino nessuno è normale..Il 20 settembre è morto a Trieste all’età di 65 anni Claudio Misculin, attore e regista teatrale. Psicoradio lo vuole salutare ricordando la frase che aveva scelto come sottotitolo per la sua “Accademia della follia”, la compagnia con cui produceva i suoi spettacoli: da vicino nessuno è normale!..A Verona con gli artisti irregolari..Per conoscere l’eccentrico mondo dell’arte irregolare Psicoradio sarà a Verona da venerdì 4 a domenica 6 ottobre 2019 per il Festival dell’Outsider Art. Titolo dell’edizione di quest’anno è “Memoria Futura”. In programma mostre, eventi, spettacoli, convegni e laboratori. Dai nostri microfoni ascolterete un racconto delle giornate.
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Monica che è diventata Marco
Monica che è diventata Marco
calendar_today 25/09/2019 09:00
Cronaca di una transizione di genere-parte 1. “La barba l’ho sempre avuta; mia mamma mi aveva insegnato a farla con la ceretta - che è dolorosissimo - perché la ceretta è da donna e il rasoio è da uomo”..Da circa sei anni Psicoradio accompagna con lunghe interviste il viaggio di Marco, che prima si chiamava Monica. Che ancora i documenti di identità chiamano Monica, mentre la fotografia mostra un inequivocabile Marco con tanto di barba e baffi. All’inizio della sua transizione Marco non si è rivolto ad associazioni o istituzioni: “ Ho cambiato il mio nome e ho cercato di riflettere sulla mia identità, di capire chi ero”.....Poi il livello di stress è diventato troppo alto, e allora Marco si è rivolto al consultorio pubblico che a Bologna aiuta le persone trans a compiere il percorso di transizione. “Io non credo di aver bisogno di esser curato, ma si parla di cura perché comunque noi trans abbiamo una diagnosi; prima eravamo nel gruppo delle psicopatologie sessuali – racconta sorridendo – adesso siamo stati derubricati a disforia di genere.....Credo di essere classificato come un ansioso, perché la mia identità di genere diversa mi crea stress. La famiglia, i colleghi di lavoro, gli amici, tutti partecipano in modo diverso a questo processo di transizione, che non finisce mai così come ogni persona evolve nel tempo. E un grande cambiamento come questo comporta anche necessariamente perdite: per esempio la famiglia perde la figlia che aveva, e il fatto di avere un “nuovo figlio” non è detto che elimini del tutto, il dolore della perdita, la nostalgia.....Ascoltate in questa e nella prossima puntata una riflessione spesso sorridente e per nulla scontata su cosa vuol dire essere uomini, donne, persone trans… in un momento storico in cui in tanti pensano di avere tutte le idee chiare e giuste in fatto di genere.
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Rappando il mio TSO
Rappando il mio TSO
calendar_today 18/09/2019 09:00
ntervista ad Alberto, in arte "Il Belga", che esprime la sua sofferenza psichica usando le rime del rap .. “Ho cominciato a scrivere i miei brani perchè avevo ed ho un disagio psichico, il disturbo bipolare. Avevo perso il lavoro e nel 2008 ho subito un trattamento sanitario obbligatorio; con il rap ho iniziato a parlare di come mi sentivo”...Alberto “Il Belga” vive a Brescia ed è un ascoltatore di Psicoradio. Qualche tempo fa ci ha scritto: voleva raccontare come la musica è stata importante nella sua vita e nell’affrontare la sua malattia. “Nei miei rap racconto come vivo l'insonnia, il disagio fisico e psicologico che ti da la malattia - ci racconta il Belga - Prima consideravo la mia malattia come una condanna che riguardava solo me stesso; invece mi ha aiutato moltissimo viverla in comunità, con persone che avevano problemi anche più gravi dei miei, e li vivevano meglio”...Anche il TSO che Alberto ha subito è diventato un rap. Il titolo “Dal 10 al 23” ricorda le date in cui è stato rinchiuso. “Non è possibile stare senza fare niente 24 ore al giorno come se fossimo nei manicomi, o peggio in centri di concentramento – ci dice - Sono entrato il dieci di dicembre e sono uscito il 23 che nevicava, ho dovuto pregare il medico di farmi rientrare almeno per Natale. Me lo ricordo come se fosse ieri. Mi ha aiutato scrivere la musica; e poi il rap mi ha aiutato a comunicare agli altri quello che mi stava succedendo, e che è ancora uno stigma (…) E’ stato un modo per farmi conoscere alle persone che non sapevano che cosa avessi”...“La musica mi ha aiutato profondamente anche in momenti in cui pensavo non dico di farla finita, ma ero giù di tono. anche Quando mi chiudevo in casa e non uscivo per settimane, mi attaccavo al microfono, alla scheda audio a un computer a una tastiera. La musica è la mia anima, la mia ragione di vita. Io sono figlio d'arte, mio padre è un jazzista autodidatta. Non è un mistero che sia malato di Alzhaimer, però suona ancora come se avesse 16 anni. E’ impressionante. Quando mi alleno al piano per una o due ore ci sono cose che non riesco a fare, e che lui fa ancora adesso a 76 anni, e questo rappresenta la potenza della musica. Ogni volta che lo sento suonare mi commuovo.”..UN PASSATO DA HIKIKOMORI..Intervista a Yuri Iwasaki, studentessa giapponese, che ai microfoni di Psicoradio ricorda di essere uscita dalla sua camera quando ha capito ed accettato questa condizione. ..“Non so spiegare perché sono diventata hikikomori. Il mio medico diceva che avevo una grande rabbia dentro e non sapevo come esprimerla, però il motivo preciso per cui sono diventata hikikomori non lo so, lo sto ancora cercando. Non avevo fiducia in me stessa e neppure negli altri”..PROFEZIA..Alì dagli Occhi Azzurri..uno dei tanti figli di figli,..scenderà da Algeri, su navi..a vela e a remi. Saranno..con lui migliaia di uomini..coi corpicini e gli occhi..di poveri cani dei padri..sulle barche varate nei Regni della Fame. Porteranno con sé i bambini,..e il pane e il formaggio, nelle carte gialle del Lunedì di Pasqua...Porteranno le nonne e gli asini, sulle triremi rubate ai porti coloniali...Sbarcheranno a Crotone o a Palmi,..a milioni, vestiti di stracci,..asiatici, e di camice americane..P. Paolo Pasolini, Profezia (1962)
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In viaggio con Alice
In viaggio con Alice
calendar_today 04/09/2019 09:00
Psicoradio entra nella tana del Bianconiglio (a teatro)..L’anno scorso ci siamo intrufolati al teatro Testoni di Bologna, durante le prove dello spettacolo “In cerca di Alice” della compagnia Arte e Salute ragazzi. I giovani attori, tutti in cura presso i centri di salute mentale di Bologna, ci fanno subito immergere nel meraviglioso mondo di Alice. Un mondo fantastico e complesso, fatto di sveglie tutte perennemente ferme all’ora del the...Il tempo al centro di tutto. Stefano ci dice: “Prima mi annoiavo, ora il tempo vola, mi sfugge. E’ qualcosa di molto prezioso, non lasciatevelo scappare”...“Se potessi tornare indietro alla mia infanzia – si confida Anna, una delle attrici, mentre sgrana i suoi occhioni – eviterei di fare molti degli errori che ho fatto”. Elisa invece si rivede completamente nella frase di Alice, che lei stessa interpreta: “Da piccola mi hanno sempre dato dei compiti da grande”...Secondo la regista Valeria Frabetti è “un viaggio fantastico nel sogno e nella follia” e spiega inoltre ai microfoni di Psicoradio che ha cercato “le similitudini tra la storia di Alice e le vite degli attori attraverso improvvisazioni ed esperienze”...Buon viaggio con Alice, seguite il Bianconiglio (e la Psicoradio).
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Matrimoni felici e dove trovarli
Matrimoni felici e dove trovarli
calendar_today 28/08/2019 09:00
Lezioni di manutenzione del matrimonio da parte di due persone che si sono conosciute in un centro di salute mentale..“Prima di conoscere Cristina ero sempre uguale a me stesso e ne soffrivo. Mi dicevo: la vita non cambia. Da quando vivo con Cristina è aumentato molto il mio senso di responsabilità: non devo pensare solo per me, devo pensare a noi.”..Nella puntata di questa settimana Psicoradio parla delle relazioni di coppia, nello specifico di come riuscire a mantenere nel tempo un matrimonio felice. Fabio Tolomelli è un ex redattore di Psicoradio che quest’anno festeggia il quarto anniversario di nozze con la sua compagna. Lo avevamo già intervistato quando si era fidanzato e successivamente sposato con la sua attuale moglie Cristina Cavicchi. Fabio e Cristina affermano di non aver mai litigato una volta da quando vivono insieme. Per capire come fanno li abbiamo intervistati, sviscerando, a distanza di quattro anni, le varie sfumature della loro vita a due...“Questa sintonia non è imposta da uno all’altro, ma viene dalla comprensione reciproca dei problemi interiori e dal prendere coscienza dei propri errori senza mai rinfacciare nulla su cose dette o fatte. Con garbo ci si dice tutto quello che si pensa”. L’importante è non idealizzare mai troppo l’altra persona, bisogna accettarla per ciò che è...Continua il viaggio di Psicoradio alla scoperta del Giappone. Nella seconda parte della puntata invece parliamo delle differenze tra Italia e Giappone attraverso il punto di vista di una ragazza giapponese che vive in Italia da diversi anni e che abbiamo intervistato: “In Italia parlano parlano e non si ascoltano! La cosa bella è che comunque la conversazione funziona e va avanti!” dice la ragazza in tono scherzoso, spiegando come in Giappone la comunicazione si basi più sull’ascolto. In generale nel Paese del Sol Levante predomina una cultura della riservatezza in cui ognuno rimane nella propria sfera, mentre “qui in Italia le persone si disturbano e si aiutano, e questa è una cosa bellissima.”..E per finire ascoltiamo le belle poesie che Andrea Cirotti, un ascoltatore di Psicoradio, ha voluto regalare alla redazione.
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Mare, ricordi verde acqua
Mare, ricordi verde acqua
calendar_today 21/08/2019 09:00
Fritto misto di emozioni in salsa Psicoradio..Gli psicoredattori hanno deciso di fare un tuffo nel passato e aprire il loro diario dei ricordi legati al mare. "Quando penso al mare penso a mia madre. Lei si e' trasferita in provincia di Rimini, lasciandomi solo - confessa Luca - Non mi ha detto il perché si sia trasferita e per questo sono abbastanza arrabbiato con lei. Ma il mare mi riporta alla mente anche i giochi e gli aperitivi con gli amici"..."Io sono nata in Sicilia. Per me il mare sono due donne che inventano una nuova realtà rispetto a quella che stai vivendo: la Fata Morgana e la lupa - racconta Angela, una tutor della radio - Sono due fenomeni rari ma quando si verificano tutti i bambini sognano e gli adulti si spaventano". Un altro tutor, Alarico, ripensa a quella notte d'estate del 1982 quando l'Italia si aggiudicò la coppa del mondo battendo la Germania. "Ero al mare con i miei genitori e camminavo per strada fiero e felice, prendendomi gioco dei tedeschi"...Vincenzo, Vanes, Claudio, Lorenzo, Morena e Annarosa ci aprono le porte su frammenti del loro passato al mare, accompagnando i ricordi con alcune canzoni scelte da loro...Lo psicodiario dei ricordi si chiude con Cristina Lasagni, direttrice della radio, che legge il diario di Dieter Baumann, nipote di Carl Gustav Jung, che svela il rapporto del celebre psicanalista con l'acqua. Per Jung l'acqua è metafora dell'inconscio umano, con i suoi abissi abitati da mostri, sirene e perle preziose "Chi guarda nello specchio dell’acqua - scrive Jung - vede, per prima cosa, la propria immagine. Chi va verso se stesso rischia l’incontro con se stesso".
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Carnevale degli animali
Carnevale degli animali
calendar_today 14/08/2019 09:00
Musiche, poesie e ricordi insieme a gatti, cani e piccioni..Questa settimana dalle onde di Psicoradio prenderanno vita tartarughe che ballano un lento can-can, elefanti “in marcia” e altri animali ballerini che, attraverso le note musicali del compositore Camille Saint-Saens, mettono in scena un simpatico ed eccentrico carnevale...“Il carnevale degli animali - racconta Cristina, la direttrice di Psicoradio - è una delle opere più famose del compositore francese. L’autore stesso ne proibì l’esecuzione completa fino a quando fosse stato in vita. Il motivo di questa decisione non è noto, alcuni lo attribuiscono al fatto che Saint-Saens scrisse l’opera come scherzo musicale, usando brani di colleghi famosi e che quindi temesse che ciò potesse nuocere al suo buon nome”...E poi ci sono i gatti di Charles Baudelaire che con la loro flessuosa eleganza ricordano al poeta la femminilità della sua donna e il gatto di Pablo Neruda, l'unico animale che ha il coraggio di voler essere solo se stesso. ..L’uomo..vuole essere pesce e uccello..il serpente vorrebbe avere ali..il cane è un leone spaesato..l’ingegnere vuol essere poeta..la mosca studia per rondine..il poeta..cerca di imitare la mosca..ma il gatto..vuol solo essere gatto..ed ogni gatto è gatto..dai baffi alla coda..dal fiuto al topo vivo..dalla notte..fino ai suoi occhi d’oro...La sfilata degli animali si conclude con i piccioni, che per Eugenio Montale rappresentano la solitudine, sentimento che è spesso parte della vita e che gli psicoredattori Claudio e Morena hanno vissuto e superato anche grazie agli amici animali.
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La bacchetta magica di Morena
La bacchetta magica di Morena
calendar_today 07/08/2019 09:00
I saluti della redazione ad una storica redattrice di Psicoradio..“Il primo giorno che sono entrata in Psicoradio io ero semplicemente Gregor lo scarafaggio, pensavo di non valere nulla. Piano piano, col tempo, grazie a questo giardino delle piante spezzate, questo giardino magico, io ho acquisito la posizione eretta e ora guardo verso il cielo, ora sono un essere umano, ora sono Morena.”..In questa puntata salutiamo Morena, storica redattrice di Psicoradio, che dopo dieci anni di attività radiofonica è pronta a concludere questa esperienza ed intraprenderne un’altra...Incalzata dalle domande e dai commenti della redazione, Morena ripercorre le tappe del suo percorso di crescita personale. Ciò che emerge è che spesso ha saputo trovare occasioni di arricchimento nell’incontro/scontro con le proprie difficoltà e sofferenze – per utilizzare il linguaggio di Morena, i suoi “demoni” - nel momento in cui è riuscita ad elaborarle ed accettarle come parte di sé: “per quanto male facciano sono un punto di forza e di luce, perché attraverso di loro conosci te stesso”...“A Psicoradio, essendo proprio come una famiglia, l’altro fa da specchio e quindi attraverso l’altro tu cresci, però l’altro ti può dare anche sensazioni, emozioni negative, può ricordarti il padre, la madre, la sorella, il fratello, magari persone che ti hanno fatto del male, ma nello stesso tempo se tu riesci a lavorare su te stesso riesci a evolvere, a capire, e riesci ad accettare l’altro, ad amarlo per come è, perché qui a Psicoradio si è amati per come si è.”..Una parte di sé che Morena ha imparato ad accettare è il suo esibizionismo, inteso non soltanto in termini negativi ma come mezzo di condivisione e conoscenza di sé: all’inizio della sua esperienza lo reprimeva ma poi, compiuta la sua “metamorfosi”, è diventato un elemento che le ha permesso di mettersi in gioco e contribuire moltissimo al programma...“Alla Morena del passato dico: ti perdono. Alla Morena del presente dico: ti amo. Alla Morena del futuro dico: vivi.”
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Pitbull
Pitbull
calendar_today 31/07/2019 09:00
Uno spettacolo teatrale per non dimenticare chi ha sofferto negli Ospedali Psichiatrici Giudiziari..“Viviamo in un posto che non si sa se è un carcere o un ospedale: veniamo doppiamente penalizzati come detenuti e come malati”...Sembra passato tanto tempo dalla chiusura degli Ospedali psichiatrici Giudiziari (OPG), in favore delle Residenze per l'esecuzione delle misure di sicurezza (REMS), invece è passato solo qualche anno. Nonostante questo passaggio, il dolore provato dagli ex internati rimane attuale e non può essere cancellato dalla semplice attuazione di una legge...Per questo motivo, vi riproponiamo la puntata che avevamo realizzato su "Pitbull", suggestiva piece teatrale allestita a fine 2014 dagli internati dell' OPG di Reggio Emilia presso il centro sociale XM24 di Bologna, uno spazio sociale che vive in questa estate 2019 una situazione molto delicata...In questo spettacolo gli internati raccontano le loro storie, riflettendo sul rapporto tra condizioni di vita e violenza. “Dicono che è cattivo ma poi il Pitbull non è un animale cattivo, è un animale come tutti gli altri, sono gli altri che lo fanno diventare cattivo“. L’addestramento per far diventare feroce questo tipo di cane è simbolo della vita delle persone che sono finite internate negli OPG...A margine dello spettacolo, Psicoradio ha intervistato uno degli attori-internati, Francesco, (nome di fantasia) che spiega com’è la vita negli OPG e racconta le condizioni nelle quali lui e gli altri internati sono costretti a vivere. Dalle parole di Francesco emerge una realtà dura; il suo auspicio è che il diritto alla cura venga prima di ogni altra considerazione...Monica Franzoni, responsabile del progetto teatro dell’OPG di Reggio Emilia e regista degli spettacoli realizzati al suo interno, racconta infine quanto sia importante il teatro per “dare voce alla sofferenza”, controllare rabbia, ansia e ricreare la relazione tra gli internati.
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Ritrovarsi con la scrittura
Ritrovarsi con la scrittura
calendar_today 24/07/2019 09:00
Consigli creativi per aspiranti scrittori..Per fare un prato bastano..Un trifoglio, un’ape..Un trifoglio, un’ape..E un sogno...Può bastare il sogno..Se le api sono poche...Emily Dickinson..L'attore Alessandro Bergonzoni, racconta come le parole che traboccano dalla sua mente, prendono corpo e riescono ad esprimere le sue emozioni. Ma creativi si nasce o si diventa? Si può insegnare la creatività? Psicoradio lo domanda a Marinette Pendola, insegnante di scrittura creativa e scrittrice..."Quali sono gli esercizi usati affinché le persone incomincino a scrivere? Fallo vedere ai nostri ascoltatori"- scherza la direttrice di Psicoradio, Cristina Lasagni nel corso dell'intervista...La scrittrice svela alla redazione la ragione per cui ha sentito, ad un tratto della sua vita il bisogno di scrivere: "Sono un' italiana nata in Tunisia dove ho vissuto fino ai tredici anni di età. Era la mia terra. Quando i miei genitori decisero di ritornare in Sicilia ebbi una grossa crisi. Mi sentivo frammentata. Scrivere mi ha aiutata a ritrovarmi e ricompormi"...La puntata si conclude con una presentazione musicale di Gigi che, racconta come, tornando a casa la sera dopo la radio, vede in autobus i volti sereni delle persone, sapendo però che ognuno ha dentro un proprio dolore da custodire, proprio come canta Fabio Concato nella sua "Ritornando a casa".
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Muri di versi: a cosa serve la poesia?
Muri di versi: a cosa serve la poesia?
calendar_today 17/07/2019 09:00
Su a vita fussi scritta..‘nda fogghiu ‘i carta..unni pi cangiari i cosi..bastassi ‘na gomma..lassassi sulu tannicchia..da mè vita...Quali?..Quannu era picciriddu..U restu ‘u scancellassi..(Dal laboratorio di scrittura creativa della Casa di reclusione Milano-Opera).. ..“La nebbia agli irti colli piovigginando sale e sotto il maestrale urla e biancheggia il mare”, “Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie”, “Sempre caro mi fu quest’ermo colle, questa siepe che da tanta parte nell'ultimo orizzonte il guardo esclude”...Sono le poesie imparate a memoria a scuola e ricordate dai partecipanti a ‘Muri di Versi”, manifestazione di poesie sbarcata in un torrido week-end di fine giugno sotto i portici di via Fondazza, a Bologna. Studenti, giovani, professionisti e pensionati hanno appese le loro creazioni sui muri della social street, citata persino oltreoceano dal New York Times come strada simbolo di socialità e condivisione...Anche Psicoradio ha partecipato a Muri di Versi con un gioco, una riflessione sul linguaggio dei quotidiani. Chi passava poteva leggere i titoli di giornale che Psicoradio aveva appeso ai muri. “Uccide il padre e tenta il suicidio: «Soffre di depressione»”, “Cala il Pil, aumentano i gay”, “E' un rumeno l'uomo che ha torturato e ucciso un gatto”. Cosa c'è di sbagliato in questi titoli? Le risposte preparate dalla redazione erano appese qualche numero civico più avanti. ..Gli psicoredattori si sono aggirati in via Fondazza per catturare umori e sensazioni su questi titoli o su poesie lette o scritte nei sempre più rari momenti di malinconia, gioia, euforia e tristezza che ci concediamo tra un tweet e una mail...Tra le poesie più emozionanti appese ai muri, quelle scritte dai carcerati durante il Laboratorio di scrittura creativa della Casa di reclusione Milano-Opera e quelle di tre redattori di Psicoradio. Le potrete ascoltare nella puntata. .. ..Se la vita fosse scritta ..su un foglio di carta..dove per cambiare le cose ..basta una gomma..lascerei solo un poco..della mia vita..Quale?..Quando ero bambino...Il resto lo cancellerei.
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Solitudini a confronto
Solitudini a confronto
calendar_today 10/07/2019 09:00
Intervista a Elena Carolei, presidente dell’associazione Hikikomori Genitori Italia..Questa settimana Psicoradio torna a parlare del fenomeno hikikomori con un’intervista a Elena Carolei, presidente dell’associazione Hikikomori Genitori Italia. Nato inizialmente come gruppo Facebook dove poter scambiare esperienze e consigli tra genitori di “persone che tendono a isolarsi” (questo il significato giapponese di hikikomori), Hikikomori Italia diventa associazione nel 2017 per fare luce su un fenomeno largamente ignorato nel nostro paese. Attualmente la community di Facebook ha oltre 1500 iscritti e l’associazione è presente in 15 regioni con 40 gruppi di auto mutuo aiuto...“Noi agiamo sui ragazzi indirettamente lavorando con i genitori, che sono le uniche persone che hanno modo di vedere questi ragazzi: attraverso una modifica della relazione genitore-figlio riusciamo infatti a ottenere dei risultati.”..Elena Carolei racconta di un mondo di ragazzi e ragazze con pochissime relazioni e lontani anche dai social network, ma spesso pieni di interessi e passioni, che scelgono di ritirarsi dagli studi e dalla vita lavorativa in risposta a una sofferenza psicologica inizialmente fraintesa o non capita dai genitori. Infatti, come spiega la presidente di Hikikomori Italia, questa sofferenza è in gran parte collegata a un senso di (op)pressione sociale: si “devono” completare determinate tappe “obbligatorie” per poter avere successo nella vita...“I ragazzi si ritirano in numero maggiore rispetto alle ragazze, che pure sono in aumento, ma le aspettative sia lavorative che di successo per poter stare al mondo sono sicuramente più forti sui giovani di sesso maschile.”..L’età dei figli dei genitori che chiedono aiuto all’associazione è varia: si parte dai 12 -13 anni, periodo in cui si hanno i primi campanelli d’allarme, per arrivare a ragazzi dai 30 anni in su. Ma cosa possono fare i genitori per aiutare i propri figli?..“Per aiutare i ragazzi noi genitori dobbiamo riconoscere il loro dolore, abbassare le nostre aspettative avvicinandoci a quelle che sono le loro tempistiche individuali. Dobbiamo rinunciare anche a degli obiettivi: se pretendiamo che recuperino gli anni che hanno vissuto chiusi in casa di certo li mettiamo in grande difficoltà.”.. ..Sul sito di Psicoradio potete trovare le altre puntate dedicate a questo tema e segnaliamo il ciclo di conferenze che l’Istituzione Gianfranco Minguzzi di Bologna ha fatto a riguardo. Potete trovare maggiori informazioni sul sito dell'Istituzione Gianfranco Minguzzi...Per la rubrica “5 minuti d’aria”, il nostro redattore Claudio parla della sua idea di viaggio, partendo con un estratto da “Sulla Strada” di Jack Kerouac e passando per il trailer del film “Il treno per il Darjeeling” di Wes Anderson. Racconta Claudio: “Per me l’idea del viaggiare, specie se da soli, è legata molto a un viaggio non solo fisico ma prima di tutto interiore, che ti porta a conoscere meglio te stesso e il tuo rapporto con le altre persone”. Claudio invita inoltre gli ascoltatori a scrivere via mail la loro idea di viaggio a psicoradio@gmail.com.
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Non restiamo soli, continuiamo a lottare
Non restiamo soli, continuiamo a lottare
calendar_today 03/07/2019 09:00
Voci dalla "Conferenza nazionale della salute mentale" di Roma..Il 14 e 15 giugno operatori, medici, associazioni, pazienti e familiari si sono riuniti alla Sapienza di Roma per discutere sullo stato della salute mentale in Italia alla “Conferenza Nazionale della salute mentale”. Psicoradio, promotrice di questo evento, era presente con una parte della redazione...- Aumentare i fondi per il servizio sanitario nazionale e destinare alla salute mentale il 5% del totale...- CSM aperto 24 ore su 24, 7 giorni su 7...- Abolizione delle cattive pratiche e degli strumenti di contenzione (TSO violenti, teaser, contenzione)..Queste sono solo alcune delle 10 proposte emerse durante la Conferenza e presentate il 26 giugno al Ministro della salute Giulia Grillo durante il tavolo tecnico sulla salute mentale...L’ultimo dei 10 punti esposti dall’ex senatrice Nerina Dirindin, che oggi si occupa di salute mentale in carcere come membro di Stop OPG, evidenzia la necessità di coinvolgere direttamente le persone con sofferenza mentale e i loro familiari per proporre e attuare nuovi provvedimenti (leggi, regolamenti, cure)...Fabrizio Starace, direttore del DSM di Modena e presidente SIEP, relatore al tavolo sulle diseguaglianze e il diritto all'uniformità della cura in Italia, afferma ai nostri microfoni: “Il budget (destinato alla salute mentale) non è assolutamente sufficiente. In Italia s’investe un terzo o addirittura un quarto rispetto a paesi come Inghilterra, Germania e Francia”...Qual è il problema principale nella cura della salute mentale oggi? Angelo Fioritti,direttore del DMS di Bologna, risponde: “Probabilmente quello dei giovanissimi. Come si affronta il disagio e la malattia mentale negli adolescenti e nei giovani adulti. Questo è uno dei temi a cui prestare la massima attenzione”...Durante la due giorni, oltre a partecipare ai panel, abbiamo conosciuto e raccolto le voci di parenti ed operatori nei corridoi, in questa puntata ve ne diamo un assaggio in un piccolo blob...Al termine dell’incontro Nerina Dirindin invita le associazioni e i protagonisti della salute mentale a continuare il confronto e a fare rete per attuare le 10 proposte emerse durante la conferenza. Secondo l'ex senatrice è fondamentale in questo momento verificare che siano attuate nel modo corretto su tutto il territorio nazionale...Concludiamo con le parole incoraggianti di Don Ciotti, che di fronte alla paura montante del diverso ci dice: “Non spaventiamoci, restiamo uniti e continuiamo a lottare”...In questi mesi in tante città si celebra il Gay Pride. Psicoradio lo festeggia andando in onda con una puntata speciale di un’ora venerdì 28 giugno dalle ore 14 alle 15 sulle frequenze di Radio Popolare Milano. Per l'occasione Marco racconta in “un’intervista interiore” racconta il suo percorso di transizione da donna a uomo.
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Pensieri per Noa
Pensieri per Noa
calendar_today 26/06/2019 09:00
In questa puntata la redazione di Psicoradio riflette sulla storia di Noa Pothoven, la 17enne olandese che si è lasciata morire di fame dopo anni di sofferenze psichiche seguite a diverse violenze sessuali. La notizia ha scosso molto redattori e redattrici e dopo una lunga discussione abbiamo raccolto i nostri diversi punti di vista in una tavola rotonda...Lorenzo, per esempio, dice di essersi rivisto nella sofferenza di Noa: “Penso che ci sia bisogno di un incontro e di forza di volontà, sono due fattori che devono andare di pari passo”...A Vincenzo invece il caso di Noa ha suscitato una riflessione sul disturbo post-traumatico da stress: “Molte volte una persona si rinchiude nel ruolo della vittima, da cui non è facile uscire, ma non potendolo raccontare a se stesso non lo può raccontare agli altri”...“Anche io come lei ho un trauma abbastanza recente alle spalle – rivela Sara. - Non abbiamo avuto tempo di elaborare la cosa e trovare aiuto. Da una parte la capisco ma fortunatamente ho trovato persone che mi hanno aiutato a fissare degli obiettivi”...Piero infine spiega ”A me quello che ha aiutato molto è trovare una psicoterapeuta con cui mi trovassi veramente bene, ma prima di trovarla ho dovuto fare il passo e decidere di fare le cose per bene”...Chiudiamo con le parole dello psichiatra Eugenio Borgna che su “La Repubblica”. pochi giorni dopo l’accaduto, ha commentato “Noa non era libera di decidere. Con una depressione provocata dalle terribili violenze, non era libera nelle sue scelte."
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Quando nasce una madre
Quando nasce una madre
calendar_today 19/06/2019 09:00
“Quando stavo male pensavo di essere la sola a stare male, mi sentivo matta. Ma non ero la sola e non ero matta. Se non avessi affrontato con qualcuno questi pensieri però lo sarei diventata (…) Il solo fatto che ci sia qualcuno che ti ascolta, che non ti giudica, e al quale tu possa raccontare quello che senti, ad esempio che non vuoi vedere il bambino o che odi il padre, ti fa stare meglio”. ....La nascita di un bambino è – praticamente sempre - descritta in termini idilliaci: come una benedizione, un momento magico e irripetibile.....Non si parla quasi mai, invece, delle difficoltà. E così ci sono madri che davanti alla realtà quotidiana possono trovarsi spiazzate, o con una grande sensazione di inadeguatezza. Donne che temono di non essere abbastanza capaci di essere madri, donne che si ritengono colpevoli di non essere all’altezza delle aspettative su gravidanza, parto e post parto. ....A Psicoradio, dopo la nascita di una bimba (che in questa puntata sentirete ridere e piangere), ci siamo interrogati sui cambiamenti che avvengono durante la maternità e la paternità, con l’arrivo di una terza piccola persona all’interno della coppia, e abbiamo realizzato una serie di trasmissioni.....Ci hanno raggiunto in redazione Silvia Zampieri e Silvia Tedeschi , due mamme che hanno vissuto un parto difficile. Negli anni hanno affrontato il trauma anche con specialisti e adesso hanno deciso di creare un gruppo di auto mutuo aiuto sul parto, per mettere la loro esperienza a disposizione di altre mamme.....Il gruppo, che si è incontrato per la prima volta l’8 giugno, è dedicato a quelle che le due Silvia descrivono come “le mamme di mezzo”, quelle mamme che sentono un disagio e che di questa loro difficoltà vogliono parlare con altre madri che hanno subito altri traumi, “diversi ma uguali”.....Per Silvia Tedeschi, mentre l’aspettativa è sempre di una bellissima emozione, tutti i parti possono invece tradursi in una brutta esperienza. Per esempio nel momento in cui l’aspettativa della madre non collima con la realtà dei fatti, o nel momento in cui una madre non ha la possibilità di capire cosa sta accadendo: “mentre mi facevano il cesareo non capivo cosa mi stava accadendo, urlavo, sentivo dolore. Ho avuto davvero paura di morire. Mi sarebbe stato utile avere delle informazioni: ad esempio sapere che in sala operatoria è normale che usino fasce per fermarti le braccia”... ..E poi ci sono luoghi comuni da sfatare. Per esempio quello per cui il parto naturale è sempre bello e il cesareo sempre traumatico. Può essere il contrario. E possono esserci anche parti fisiologicamente perfetti che non lo sono psicologicamente. “Mi dicevano, devi essere felice, è andato tutto bene e tu e il tuo bambino state bene. Si, potevo fingere di essere felice, ma quello che provavo era frustrazione per il cesareo”- sottolinea Silvia Zampieri.....E poi le due Silvie raccontano quella che per loro è stata la scoperta più importante: “Non posso capire che madre sono nei primi periodi passati insieme a mio figlio. Sembra che tutto si giochi in quei primi mesi, invece abbiamo tempo, e dobbiamo prenderci tempo, perché diventare mamme è una cosa che non finisce”... ..Info: Il gruppo di auto mutuo aiuto Parti Difficili si incontra nei mesi di giugno e luglio ogni sabato dalle 10 alle 11.30 a Bologna , presso la Asl, Aula Roncati di viale Pepoli 5. Tel. 349 7529271 - 347 4216362
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Italia: come sta la cura della salute mentale?
Italia: come sta la cura della salute mentale?
calendar_today 12/06/2019 09:00
Come forse sapete, oltre alle trasmissioni settimanali ogni fine mese Psicoradio realizza anche una trasmissione in diretta su Radio Città del Capo, che poi ripropone a tutte le altre radio che ci trasmettono...L’ultima diretta di maggio è stata una intervista a Gisella Trincas, presidente dell’UNASAM, l’Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale, che discute con la redazione sulla situazione delle cure in Italia ed i problemi che deve affrontare chi soffre di un disagio psichico...L’intervista è anche l’occasione per lanciare “La conferenza nazionale per la salute mentale”, promossa dall’Unasam, che si terrà all’Università La Sapienza di Roma il 14 e il 15 giugno 2019 alla quale sarà presente anche Psicoradio!..Perché è urgente continuare a parlare di salute mentale? Secondo Gisella Trincas : “ si sta tornando a luoghi segreganti e ad una residenzialità pesante, fatta di strutture che legano i pazienti. Siamo ancora distanti da condizioni uniformi in Italia, e ci sono ancora poche informazioni per chi ha bisogno dei servizi di salute mentale.”..La Conferenza Nazionale sarà la tappa conclusiva di un cammino iniziato nel dicembre 2018, con incontri in più di 20 città italiane, per valutare lo stato delle politiche e dei servizi per la salute mentale. Saranno presenti esperti, dirigenti dei dipartimenti di salute mentale ed esponenti del governo come il Ministro della Salute Giulia Grillo...La diseguaglianza tra servizi regionali, la contenzione fisica e meccanica, l’utilizzo eccessivo dei farmaci, la residenzialità prolungata anche fuori dalla propria regione, sono alcuni degli argomenti che verranno trattati, per arrivare alla creazione di un Nuovo Piano Nazionale, che rispetti i principi sanciti dalla legge Basaglia. ..Secondo Trincas l’obiettivo della conferenza di Roma è: “la restituzione dei diritti fondamentali alle persone che attraversano la salute mentale. Questo significa non solo cure adeguate ma soprattutto possibilità di avere casa, lavoro e relazioni affettive e sociali”. Per maggiori informazioni sulla conferenza: www.unasam.it
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Oltre le frontiere
Oltre le frontiere
calendar_today 05/06/2019 09:00
“Un viaggio nella psichiatria dell'Est Europa”..Ho un solo dor,..nel silenzio della notte..lasciatemi morire..Al margine del mare...Avrò un sonno dolce,..Il bosco vicino..Sulle distese acque..Mi sia il cielo sereno...Non voglio bandiere,..Nè una bara ricca,..Fatemi solo un letto..Di teneri ramicelli... ..“Mi am un singur dor”..trad.“Mi resta un solo desiderio”.. di Mihai Eminescu.. ..Riparte il viaggio di Psicoradio alla scoperta della psichiatria nel mondo con quattro nuove fermate: meta l'Europa dell'Est...Partiamo dalla Romania attraverso il reportage “Sindrome Italia, nella clinica delle nostre badanti”, di Francesco Battistini per il Corriere della Sera... ..“Sindrome Italia è un disagio dovuto alla lontananza da casa e dalla famiglia, alla fatica di occuparsi per 24 ore di un anziano con problemi di salute e alla mancanza di sonno”. E’ stata definita così da due psichiatri di Kiev, e causa ogni anno “il ricovero di almeno 200 badanti in istituti psichiatrici della Romania”... ..Psicoradio dà voce a storie ed esperienze di alcune ex badanti in Italia. “Mi davano poco da mangiare: ero diventata 50 chili, curavo un anziano che ne pesava cento […] E le parolacce, le mani addosso: romena figlia di puttana, siete tutti morti di fame! Mi sono venuti attacchi di panico, un dolore fisso alla gola” dice Elena Alexa, che ha fatto la badante a Verona ed è in cura da 5 anni presso la clinica psichiatrica di Iasi, in Romania...E la Sindrome Italia colpisce anche i figli lasciati nel paese d'origine. Dei 750 mila orfani bianchi rimasti in Romania senza le madri, molti non reggono il distacco e “ad oggi sono stati registrati circa un centinaio di casi di suicidio di bambini”... ..Il viaggio continua in Serbia e Slovenia, due paesi molto vicini all'Italia che hanno ancora strutture manicomiali. “Ci sono stati molti tentativi di deistituazionalizzare il sistema sanitario prendendo come modello quello italiano, ma molte cose non sono applicabili nel nostro paese. Attualmente abbiamo dei programmi di comunità, andiamo a rilento, ma penso che siamo sulla strada giusta” afferma Bodgan, dipendente di una struttura psichiatrica slovena... ..Ultima tappa è l’Ungheria. Zsusanna Szollar, direttore generale per gli affari sociali e la protezione dei diritti dell'infanzia, racconta ai nostri microfoni che nel suo paese sono state chiuse le strutture manicomiali e in caso di necessità ci si rivolge a “piccole strutture messe a disposizione dal governo in cui si può essere curati e trascorrere protetti il periodo di degenza”... ..Due o tre cose che so di Lei. Ricettario per la salute mentale.. ..E' il titolo dell'ultimo libro di Giovanni Rossi, psichiatra, psicoterapeuta e attivista della salute mentale. Il Ricettario ci accompagna in un percorso che porta al centro l'essere umano e le sue fragilità, sottolineando l'importanza della Salute Mentale come diritto accessibile a tutti...“Nel fare una ricetta in cucina il cuoco assaggia quello che prepara mentre invece quando gli psichiatri prescrivono i farmaci non li assaggiano mai, ma li prescrivono e basta. E questa è una differenza importante perchè si fa esperienza assaggiando e quindi si può continuamente migliorare la ricetta” afferma Giovanni Rossi ai nostri microfoni.
Radio Popolare
Gaza: arte, scuola, parkour per resistere
Gaza: arte, scuola, parkour per resistere
calendar_today 29/05/2019 09:00
..Potete legarmi mani e piedi..Togliermi il quaderno e le sigarette..Riempirmi la bocca di terra..La poesia è sangue del mio cuore vivo..sale del mio pane luce nei miei occhi. ..Sara’ scritta con le unghie lo sguardo e il ferro..la cantero’ nella cella della mia prigione..al bagno..nella stalla..sotto la sferza..tra i ceppi..nello spasimo delle catene...Ho dentro di me un milione d’usignoli..Per cantare la mia canzone di lotta.. ..“Potete legarmi mani e piedi” di Mahmood Darwish.. ..Anche la poesia può essere una forma di resistenza e succede che per la loro arte poeti e poetesse vengano privati della libertà. E’ il caso di Mahmood Darwish, più volte arrestato anche solo per aver letto le sue poesie in pubblico; o di Dareen Tatour, arrestata nell’ottobre del 2015 dopo aver pubblicato una delle sue poesie su Youtube e Facebook...Parliamo ancora del conflitto israelo-palestinese, che continua a seminare vittime e orrore. .. ..Cosa vuol dire abitare in una terra perennemente in guerra? “Nessuno sa come è difficile la situazione, solo chi ci vive, solo chi sta a Gaza e non può vedere il figlio, la figlia, il nipotino andare e venire dal paese. Queste sono le piccole cose; poi c’è la situazione finanziaria. La disoccupazione a Gaza è sopra il 50%...e arriva a volte fino al 65% degli abitanti” ci spiega Mohammed Abu Shala, direttore del programma per la salute mentale di Gaza (Gaza Community Mental Health Programme)...Nonostante tutto i Palestinesi non smettono di sognare e desiderare la libertà “Il nostro sogno è vedere Gaza libera come il resto del mondo. Ridateci la libertà”.....Quali possono essere le prospettive di futuro di giovani che vivono in una striscia di terra perennemente in guerra? Cosa dicono gli adulti palestinesi ai loro figli? “Quello che direbbe ogni padre, e cioè che si meritano un futuro, ma un futuro non c’è. La tentazione di andarsene è forte, ma lo è anche la resistenza quotidiana. Pur essendo prigionieri nella loro terra, i giovani continuano ad andare a scuola, a creare, a fare cinema, teatro, parkour, a dipingere… impedendo ad Israele di fare quello che vorrebbe, ovvero distruggere l’identità palestinese.” A parlare è Luisa Morgantini, presidente di “Asso Pace Palestina”, associazione impegnata a diffondere la cultura e la resistenza non violenta palestinese... ..ITALIA: COME STA LA CURA DELLA SALUTE MENTALE?.. ..L’UNASAM, l’Unione Nazionale delle Associazioni per la Salute Mentale, assieme a molte altre realtà del settore, ha organizzato “La conferenza nazionale per la salute mentale” che si terrà all’Università La Sapienza di Roma il 14 e il 15 giugno 2019...La due giorni sarà la tappa conclusiva di un cammino iniziato nel dicembre 2018, con incontri in più di 20 città italiane...La conferenza apre uno spazio di confronto per valutare lo stato delle politiche e dei servizi per la salute mentale, discutere di un possibile aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza (LEA) e della creazione di un Nuovo Piano Nazionale, nel rispetto dei principi sanciti dalla legge Basaglia... ..Abbiamo intervistato Gisella Trincas, presidente dell’UNASAM, che ci spiega quali sono i problemi principali che deve affrontare chi soffre di un disagio psichico... ..Disuguaglianze tra regioni, “Nella maggior parte del territorio nazionale i CSM si riducono ad essere degli ambulatori psichiatrici; non è sempre colpa dei CSM, ci sono carenze di risorse umane, culturali e finanziarie.”..Residenzialità pesante, “Le persone stanno in strutture residenziali per un tempo indefinito, oppure escono, non hanno risolto i problemi, e vengono rimandate nelle comunità terapeutiche. In alcuni luoghi le persone vengono inviate anche in strutture fuori dalla regione di appartenenza.”..Pratiche coercitive, “Come le porte chiuse negli SPDC (Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura), la pratica delle contenzione fisica e meccanica e un utilizzo eccessivo di psicofarmaci.
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Palestina: vivere nella malattia della guerra
Palestina: vivere nella malattia della guerra
calendar_today 22/05/2019 09:00
Apriamo questa puntata parlando di due fatti recenti di cronaca che raccontano di aggressioni, una mortale, a persone con disagio mentale avvenuti a Manduria e Bologna. A proposito della vicenda di Manduria che ha visto la morte di Antonio Stano, l’Unasam, l’unione nazionale delle associazioni per la salute mentale, ha anche scritto una lettera aperta chiedendo l’apertura di una inchiesta interna ai servizi di salute mentale e ai servizi sociali della Asl di Manduria. Psicoradio, si unisce a queste parole e tiene alta l’attenzione su questi casi per ribadire che le persone con disturbo mentale sono più spesso vittime che autori di azioni violente... .. Sarò felice di morire nel mio paese,..Di essere sepolta e sciolta sotto la mia terra...Un giorno risorgerò sotto forma di un erba...O di un fiore che verrà gentilmente carezzato..Dalle manine di un bambino del mio paese...Sarò felice e soddisfatta di rimanere,..Non importa se sotto forma di un erba o di un fiore,..Nel grembo benigno del mio paese... ..“Felice nel suo grembo” di Fadwa Tuqan.. ..Nella puntata di questa settimana parliamo della Palestina, dove recentemente è stata raggiunta una fragile tregua, e lo facciamo mettendo in luce danni che la guerra ha provocato e continua a provocare nelle menti di uomini, donne e bambini che crescono e vivono una situazione costante di terrore... ..“Il 70% della popolazione di Gaza è costituita da rifugiati. Quindi parliamo di 12 anni di blocco, durante i quali ci sono state tre operazioni militari su larga scala” è cosi che uno de fondatori di Gaza Mental Health, fondazione che sostiene il Programma di salute mentale nella comunità di Gaza, descrive la situazione in questo territorio ai microfoni di Psicoradio... ..La popolazione di queste zone vive situazioni molto dure. Tra i danni da mettere in conto ci sono la depressione, il lutto e la perdita di lavoro “e poi ci sono le persone che sono rimaste traumatizzate dalle aggressioni provocate dall'esercito israeliano”, continuano i referenti di Gaza Mental Health, Yasser Abu Jamei e Mohammed Abu Shala... ..“La Palestina è un luogo di grandi ingiustizie: è un popolo a cui sono state tolte la loro terra e le loro case” spiega Luisa Morgantini, presidente di Asso Pace Palestina, a proposito della situazione nella striscia di Gaza. Così le abbiamo chiesto come sia possibile che un popolo che ha subito secoli di persecuzioni, sia capace a sua volta di infliggerle ad altri... ..“Il popolo israeliano è diviso ormai in due: c’è chi dice persecuzione mai più a nessuno, e questi sono gli ebrei che vogliono vivere nella terra con i palestinesi senza cacciarli. Chi invece dice persecuzione mai più a me questi invece sono gli ebrei estremisti, dove l’altro non esiste più, ma esisto solo io. Questi non vogliono vivere con i palestinesi perché la terra promessa è solo loro” risponde la presidente di Asso Pace Palestina, ricordando le parole di un suo amico ebreo.....PSICOAPPUNTAMENTO..Mozart 14: un pianoforte silenzioso nella notte bolognese....Un pianoforte silenzioso suona nella notte bolognese. È quello che accadrà sabato 25 maggio alle 21, in piazza Santo Stefano a Bologna, dove l’associazione Mozart 14 organizza insieme a Yamaha Music Italia il “Yamaha Silent Wifi Concert” udibile solo attraverso cuffie speciali. L’ingresso è gratuito e le donazioni saranno devolute al progetto Tamino, con il quale l’associazione Mozart 14 porta la musica nei reparti pediatrici e neonatali degli ospedali.
Radio Popolare
Muri di Versi
Muri di Versi
calendar_today 15/05/2019 09:00
Un Festival di socialità poetica a Bologna..“Muri di versi è una strada che si popola di poesie, d’incontri, di confronti e di scoperte”...In questa puntata proseguiamo il discorso sull’importanza delle parole: Psicoradio parteciperà a “Muri di Versi” che si svolgerà a Bologna dal 17 al 19 maggio. Cos’è Muri di Versi? Un festival di poesia di strada e un esperimento comunitario di socialità poetica, giunto quest’anno alla quinta edizione. Spiega Anita Bianco, una delle organizzatrici: “socialità poetica vuol dire utilizzare la poesia associata ad altre forme d’arte e ritrovarsi tutti insieme in una strada di Bologna, che è via Fondazza, ormai da 5 anni, per dare vita ad un’incontro di socialità tra i partecipanti”...Venerdì 17 alla Biblioteca Italiana delle Donne verranno lette le poesie della poetessa femminista afroamericana Audre Lorde: tradotte dal collettivo Wit (Women in Traslation). “La poesia per Audre Lorde non è un lusso, scrivere per lei è una necessità.- ci dice l'organizzatrice del Festival - Tutte le sue poesie esprimono momenti particolari della sua esistenza: il rapporto con la madre e con il padre, il suo essere madre, moglie, ma anche lesbica, l’aver vissuto momenti molto forti sin da bambina legati al razzismo e l’incontro con i movimenti di lotta per la difesa dei diritti civili”...Il 18 e 19 maggio la poesia in varie forme e di tanti autori invaderà i portici di via Fondazza, nel centro della città. Ci sarà anche Psicoradio che invita tutti a fare un gioco: fermatevi a leggere sulle colonne di via Fondazza una serie di titoli di giornali. Chiedetevi se sono “giusti” o “sbagliati”. In piazzetta Morandi potrete confrontarvi con il parere della nostra redazione...Ad esempio cosa c’è di sbagliato in un titolo come “Raptus di follia. Uccide la fidanzata”?..Il titolo ha una funzione fondamentale: ci fa scegliere se continuare a leggere l’articolo o meno. Quasi nessuno infatti legge interamente un giornale. Questo significa che la maggior parte dei lettori si forma opinioni e credenze rispetto a temi che non approfondisce leggendo completamente gli articoli. E possiamo pensare che molte impressioni, sensazioni , paure, stereotipi possano essere alimentati non tanto da una lettura attenta dell’articolo, quanto dallo sguardo frettoloso su titolo, sottotitolo e occhiello...L’intenzione degli organizzatori è quella di portare dentro Muri di Versi realtà molto eterogenee: “I muri di Muri di Versi non rappresentano distanze, separazioni e confini. E poi c’è tutta una dimensione legata al muro di via Fondazza che è un sostegno, uno spazio che può diventare un quadro, una poesia e così via”...Il settimo senso ..Donne..Che costruiscono nazioni..Imparano..Ad amare..Uomini..Che..Costruiscono nazioni..Imparano..Ad amare..Bambini..Costruttori di castelli di sabbia..Vicino al mare che sale...da From a land where other people live (1973) - Audre Lorde
Radio Popolare
Alcol come eroina
Alcol come eroina
calendar_today 08/05/2019 09:00
Un viaggio con chi fa prevenzione del rischio nei locali della movida bolognese..Cosa rispondereste se qualcuno vi chiedesse “Qual è secondo voi la droga più pericolosa per un giovane che frequenta una discoteca?” A questa domanda e ad altre ci ha risposto Marco Falconieri, una vecchia conoscenza di Psicoradio che in questa occasione abbiamo intervistato in veste di responsabile di Beat Project, una delle sezioni del progetto "Guida la Notte" del comune di Bologna. ..Marco ci racconta che Beat Project è un “progetto che si rivolge a giovanissimi, giovani e giovani adulti, cioè a chiunque possa accedere ad un locale del divertimento: discoteche, pub, bar ma anche i grandi eventi”. In queste occasioni gli operatori sono presenti con una postazione per “dare informazioni riguardo al consumo di sostanze e alla sessualità, tutto ciò che potrebbe comportare un rischio”...Nonostante la grande varietà di sostanze in circolazione e la facilità con cui ormai è possibile reperirle, Marco afferma che “la sostanza più consumata è l’alcol, insieme alle sigarette”. Infatti ci racconta che in oltre dieci anni di servizio, le poche volte che ha dovuto chiamare l’ambulanza è stata per persone, soprattutto ragazze, che avevano ingerito massicce quantità di alcol in poco tempo. Si tratta del così detto fenomeno del binge drinking che secondo Marco è “uno dei comportamenti più rischiosi, poiché porta ad un’intossicazione acuta”. Insieme al binge drinking si assiste anche alla crescente diffusione dei cocktail a base di energy drink, infatti: “grazie alla presenza della caffeina si sente meno la sbronza, anche se il tasso alcolemico è molto alto”. ....Ma l’affermazione che forse è più sorprendente riguarda proprio gli effetti dell’alcol: secondo Marco si tratta di “una sostanza tossica al pari dell’eroina, che provoca lo stesso tipo di dipendenza” e che, nel breve periodo, causa gravi problemi gastrointestinali e al fegato. Quando poi diventa una dipendenza vera e propria possono insorgere deficit cognitivi e problemi neurologici.....Dona il tuo 5 per mille a Psicoradio! Codice: 02049631209.
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Buona Pasqua senza legge sulla omotransnegatività
Buona Pasqua senza legge sulla omotransnegatività
calendar_today 24/04/2019 09:00
"A Torino 53enne picchiato a calci e pugni dai vicini perché gay”..“Scafati (Salerno). 13 enne picchiato dai compagni di scuola perché gay”...“Vittoria, ( Ragusa) “dammi il telefono, frocio” e la baby gang picchia un giovane gay”...“Professore picchiato perché gay da mamma e zio di un alunno”..“Milano. Studente della Bocconi picchiato perché gay”..“Genova. 19enne insultato e picchiato perché gay”..Sono solo alcuni dei titoli che trattano il problema delle aggressioni omofobe nel 2018. L’Arcigay dichiara infatti che sono più di 100 le aggressioni registrate ogni anno; nel 2016 sono stati 196 gli episodi di abusi denunciati. In realtà i casi sono molto di più, perché la maggioranza non viene denunciata, soprattutto i casi di bullismo tra i giovanissimi...Eppure è ancora difficile arrivare a una legge che tuteli gli omosessuali. Ne è una prova il fatto che in Emilia Romagna la proposta di legge regionale sulla omotrasnegatività non riesce ad essere approvata. In Umbria nel 2017 è stata approvata una legge di tutela ma la Lega la sta attaccando sostenendo che “nel 2020 la polverizzeremo” perchè la norma “consegna i bambini alla lobby gay”. Eppure una legge nazionale sarebbe urgente...Ancora in questi giorni La Repubblica riporta la notizia dell’aggressione di due ragazzi gay all’uscita di un locale di Bologna. Un gruppo di coetanei li ha insultati e picchiati, e quando si sono accorti che uno dei due stava telefonando per chiedere aiuto, ha minacciato di “tornare con dei coltelli”...La puntata segue con gli auguri dalla redazione di Psicoradio. La sorpresa nell’uovo di Pasqua di Piero è “Tanbark” un brano rock strumentale dei Gifthorse. Un redattore ci racconta che aspetta con ansia il corriere Amazon per poter vedere il suo film horror preferito di Pasqua. Per il pranzo di Pasqua Barbara prepara la ricetta della torta Pasqualina da gustare durante la classica gita fuoriporta a San Luca. Sara nella stanza a fianco legge un brano per grandi e piccini “Il coniglio di Pasqua e l’esercito delle uova”...E c’è anche chi ricorda una canzone di Beyoncè, “Freedom”: “sto dicendo a queste lacrime andatevene e sparite, che possa l’ultima bruciare tra le fiamme… libertà… continuerò a correre perchè un vincitore non si arrende a se stesso”.
Radio Popolare
Quanta insicurezza dal Decreto Sicurezza!
Quanta insicurezza dal Decreto Sicurezza!
calendar_today 17/04/2019 09:00
Maisto: il decreto ostacola il diritto alla cura..Anche alla luce del delitto di Torino - l’assassinio di Stefano Leo da parte di Said Machaouat, reo confesso - in questa puntata ci occupiamo delle ripercussioni che il Decreto Sicurezza rischia di avere sulla salute, anche mentale, dei migranti...La Sezione Regionale Emilia-Romagna della Società Italiana di Psicoterapia Medica (SIPM) ha emesso un comunicato “sulla salute dei migranti: denuncia della difficoltà di accesso al diritto di cura.”..Un elemento molto frequente che si riscontra nella cura dei migranti sono condizioni post-traumatiche. “Con questo provvedimento di legge – scrive la SIPM - prevediamo che l’esposizione a situazioni di esclusione e marginalizzazione rappresenteranno possibili concause di una nuova traumatizzazione, che favorirà condizioni di malessere psicologico più gravi e invalidanti”. Ne parliamo con Roberto Maisto, psichiatra che da molto tempo si occupa di questi temi e che ha contribuito alla denuncia della SIPM...Perché è pericoloso il decreto sicurezza? Perché rende molto più difficile alle persone migranti l’accesso alle cure di salute mentale, con il rischio di non monitorare le persone in crisi. Maisto spiega che “il Decreto Sicurezza agisce su due punti rilevanti. Da una parte, l’impossibilità per molti di accedere all’anagrafe sanitaria, per cui queste persone non avranno più diritto ai trattamenti che comunemente vengono erogati dal Servizio Sanitario Nazionale; inoltre, i minori non accompagnati, diventando maggiorenni, perdono nel giro di poco tempo l’assistenza di cui godevano precedentemente”...Anche Roberto Beneduce, antropologo all’università di Torino che si occupa da molto tempo di persone migranti e di etnopsichiatria, in un intervento pubblicato su La Stampa parla della “traiettoria cupa” della vicenda umana di Said Machaouat – che aveva perso famiglia, casa, lavoro. “Un percorso di dis-integrazione” che “sembra il ritratto di un crollo che abbiamo riconosciuto in tante tragedie di questi anni.”
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Tempo di paure
Tempo di paure
calendar_today 10/04/2019 09:00
Poiché avevamo paura, (…)..stavamo insieme ogni giorno...Stavamo seduti al tavolo,..ma la paura rimaneva isolata in ogni testa,..così come ce la portavamo dietro..quando ci incontravamo...Ridevamo molto,..per nasconderla gli uni dagli altri... ..Dal libro “Il paese delle prugne verdi” di Herta Müller..“Gestire il fenomeno migratorio come una pura questione di ordine pubblico è segno di pericolosa miopia. (…) Non siamo disposti a vedere una parte dell’Italia abbracciare xenofobia e razzismo.” A dirlo sono più di 600 psicoanalisti della SPI (Società Psicoanalitica Italiana)...In una lettera aperta al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, gli esperti esprimono il loro dissenso di fronte alla recente approvazione del Decreto sicurezza, che, dicono: “rende impossibile l’integrazione dei migranti in Italia, esponendoli ancora una volta al rischio di umiliazioni e sofferenze psichiche profonde e disumane. Non riconoscere più il permesso di soggiorno per motivi umanitari è disumano!”A seguire noi redattori di Psicoradio abbiamo parlato e riflettuto sulle nostre paure. Per esempio una redattrice racconta: “ho paura di restare sola, di perdere gli affetti che ho e di non essere autosufficiente. Però con l’aiuto dei miei familiari e della psicoterapia un po’ mi sono calmata e ci sto lavorando, anche se non sono ancora arrivata”...Un altro redattore ci dice: “la mia infermiera del CSM, con la quale ho un ottimo rapporto, mi ha fatto notare che spesso dimentico quanto una cosa per me sia stata difficile da ottenere. Vorrei ricordarmi di più di quanto ho avuto paura nell’iniziare a fare cose nuove”...Sempre la paura è al centro di un articolo pubblicato qualche giorno fa da "La Repubblica", del noto costituzionalista Gustavo Zagrebelsky. In esso il giurista riflette sul rapporto tra potere e paura: “I regimi forti non si basano, in ultima istanza, sulla forza, ma sulla paura perché la paura invoca la forza e la rende non solo tollerabile ma anche desiderabile. Tempo di paure, tempo di autoritarismi.” E la paura si riversa sulla società e:“ci rende tutti più cattivi. Si salvi chi può. Prima noi, gli altri a mare.”
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La paura è come l'acqua
La paura è come l'acqua
calendar_today 03/04/2019 09:00
“Penso che sia un po’ in questo momento la paura di tutti i giovani: quella di vedere il frutto del proprio lavoro mai realizzato. Perché si passano tanti anni a studiare, si fanno tanti sacrifici, per raggiungere un obiettivo e, nel momento in cui non si vede realizzato, si iniziano anche a perdere le speranze.”..Questa è una delle tante testimonianze che abbiamo raccolto nel cuore di Bologna, tra Piazza Maggiore e il Nettuno, davanti a Palazzo Re Enzo, durante la tre giorni dedicata al welfare, “Bologna si prende cura”, di cui Psicoradio era media partner. I redattori hanno chiesto ai passanti di raccontare la loro paura più grande. E proprio al tema della paura Psicoradio dedica un ciclo di puntate che sviscereranno l’argomento da diversi punti di vista.....Umberto Galimberti, nel suo ”Dizionario di psicologia”, definisce così il termine paura: “Emozione primaria di difesa, provocata da una situazione di pericolo che può essere reale, anticipata dalla previsione, evocata dal ricordo o prodotta dalla fantasia."....La redazione di Psicoradio si è seduta intorno a un tavolo e si è posta la stessa domanda che è stata rivolta ai passanti. Quali sono dunque le paure più grandi? Vanes, uno dei redattori, dice ad esempio: “Spesso l’ho negata, l’ho odiata. Aver paura mi faceva provare vergogna di me stesso, poi a conti fatti la realtà mi spiega che senza di essa non avrei raggiunto certe cose che oggi mi arricchiscono la vita. La paura è un po’ come l’acqua: è vitale, devi berla, però se esageri e ti ci butti dentro, se non sai nuotare, ci puoi morire.”.... Mentre un altro racconta: “Nella vita mi è capitato di avere molta paura a buttarmi e non mi sono buttato. Anzi, quando facevo le gare di nuoto avevo proprio una paura terribile a tuffarmi. E invece ci sono stati momenti in cui mi sono completamente buttato, sono andato in acqua proprio senza paracadute, e questa è stata una mancanza di paura "cattiva" perché è il contrario dell’autoconservazione.”....È venuto inoltre a trovarci nei nostri studi Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali, Salute e Diritti del Comune di Milano. L’abbiamo intervistato a proposito del libro che ha scritto insieme ad Aldo Bonomi, intitolato “Nel labirinto delle paure. Politica, precarietà e immigrazione” (Bollati Boringhieri). Gli abbiamo chiesto di parlarci delle paure più diffuse, comprese le sue, e come si devono affrontare. “Dal labirinto delle paure se ne può uscire o coltivando la ferocia e il rancore nei confronti dell’altro […] oppure invece con poderose politiche sociali, di inclusione, di promozione dei diritti, cercando di non alimentare il conflitto tra chi è in difficoltà, come spesso accade” afferma l’assessore ai microfoni di Psicoradio.
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Ovunque proteggimi
Ovunque proteggimi
calendar_today 27/03/2019 09:00
Il film di Bonifacio Angius, Ovunque proteggimi, vincitore del premio come miglior film al festival Visioni Italiane di Bologna, racconta la storia di Alessandro e Francesca, che si incontrano durante un avvenimento spiacevole come il TSO (trattamento sanitario obbligatorio) e intraprendono un viaggio fisico e mentale rivelando le loro fragilità ma anche un senso di vicinanza e la possibilità di riscattarsi...“il film racconta la storia di due solitudini non volute”, racconta il regista. Lui è un cantante di musica folk sassarese che ha perso la gioia del suo lavoro e, in un momento di crisi, subisce un TSO, lei una madre a cui è stato tolto il figlio e conduce una vita di macerie. Da questo incontro nasce un forte legame, e Alessandro diventa quasi l'angelo custode di Francesca. Inizia così il film e il viaggio dei due verso una ribellione alle regole della società.....Abbiamo chiesto al regista per quali motivi ha deciso di raccontare la storia di due personaggi ai margini: “molto spesso non decidi tu le storie da raccontare, sono loro che scelgono te”, aggiungendo che, a suo parere, “in tutti i capolavori del cinema e della letteratura vengono raccontati personaggi cosiddetti marginali”. Angius precisa che non ha voluto fare un film sulla salute mentale:“i personaggi non sono affetti da patologie ma reagiscono a delle cose che gli capitano durante la loro strada. Io penso che molte persone, se messe nella loro posizione, potrebbero reagire nell’identica maniera”. E insiste su questo punto interrogandosi: "Dove sta la patologia? La patologia è qualcosa di veramente sottile, io non ci vedo niente di patologico. Questi personaggi vivono qualcosa di familiare, che molto spesso è tenuto nascosto, per pudore soprattutto. Ci sono tantissime famiglie (a cui viene tolta la capacità genitoriale) che vivono situazioni del genere e che le tengono nascoste, quindi ho sempre pensato che fosse un argomento che potesse essere compreso da tanti, perché molti l’hanno vissuto direttamente.”
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Paure, Relazioni, Solitudine, Lavoro
Paure, Relazioni, Solitudine, Lavoro
calendar_today 13/03/2019 09:00
Voci in piazza Maggiore durante i tre giorni del welfare..Sabato scorso si sono concluse le tre giornate del Welfare dal titolo “Bologna si prende cura”. Psicoradio, che era media partner, ha seguito alcune delle iniziative, dibattiti e progetti. Però i redattori sono anche scesi in piazza chiedendo ai passanti quali sono i loro bisogni, le fragilità, le paure, che esperienze hanno avuto nel mondo del lavoro... In questa puntata vi diamo un piccolo assaggio delle interviste raccolte. Il resto lo sentirete nelle prossime trasmissioni...Anche il sindaco di Bologna, Virginio Merola, ha risposto alle nostre domande. “Penso che il Welfare debba essere relazione tra le persone...l'importante è combattere la solitudine”. Il sindaco ci ha parlato anche del problema di trovare case in affitto in città e alla fine, ci rivela una delle sue paure (private) più grandi...Della solitudine parla anche un'artista di strada: dice di non aver paura di restare solo: “Ci sono vari livelli di solitudine, la più scontata è l'emarginazione sociale. Poi c'è la solitudine più bella, l'accettazione di essere veramente soli che non ci fa ancorare agli altri. E io nella mia solitudine sto bene”...A palazzo Re Enzo i responsabili del progetto “Insieme per il Lavoro”, nato nel 2017 dalla collaborazione dell’Arcidiocesi, Comune e Città Metropolitana, ci raccontano i risultati di questa iniziativa. Siamo poi tornati a intervistare le persone in Piazza Maggiore; un pensionato ci lascia con questo pensiero: “Credo che tutti dovrebbero essere portati a fare ciò che gli piace. Poi è chiaro che quando si è in difficoltà si accetta tutto; ma non credo che sia giusto”...Chiude la puntata lo Psicodizionario trattando i temi delle voci e degli atti mancati.
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Rappando il mio TSO
Rappando il mio TSO
calendar_today 06/03/2019 09:00
“Ho cominciato a scrivere i miei brani perchè avevo ed ho un disagio psichico, il disturbo bipolare. Avevo perso il lavoro e nel 2008 ho subito un trattamento sanitario obbligatorio; con il rap ho iniziato a parlare di come mi sentivo”... ..Alberto “Il Belga” vive a Brescia ed è un ascoltatore di Psicoradio. Qualche tempo fa ci ha scritto: voleva raccontare come la musica è stata importante nella sua vita e nell’affrontare la sua malattia...“Nei mie Rap racconto come vivo l'insonnia, il disagio fisico e psicologico che ti da la malattia- ci racconta il Belga - Prima consideravo la mia malattia come una condanna che riguardava solo me stesso; invece mi ha aiutato moltissimo viverla in comunità, con persone che avevano problemi anche più gravi dei miei, e li vivevano meglio”..Anche il TSO che Alberto ha subito è diventato un rap. Il titolo “Dal 10 al 23” ricorda le date in cui è stato rinchiuso. “Non è possibile stare senza fare niente 24 ore al giorno come se fossimo nei manicomi, o peggio in centri di concentramento – ci dice - Sono entrato il dieci di dicembre e sono uscito il 23 che nevicava, ho dovuto pregare il medico di farmi rientrare almeno per Natale. Me lo ricordo come se fosse ieri. Mi ha aiutato scrivere la musica; e poi il rap mi ha aiutato a comunicare agli altri quello che mi stava succedendo, e che è ancora uno stigma (…) E’ stato un modo per farmi conoscere alle persone che non sapevano che cosa avessi”..“La musica mi ha aiutato profondamente anche in momenti in cui pensavo non dico di farla finita, ma ero giù di tono. anche quando mi chiudevo in casa e non uscivo per settimane, mi attaccavo al microfono, alla scheda audio, a un computer, a una tastiera. La musica è la mia anima, la mia ragione di vita. Io sono figlio d'arte, mio padre è un jazzista autodidatta. Non è un mistero che sia malato di Alzheimer, però suona ancora come se avesse 16 anni. E’ impressionante. Quando mi alleno al piano per una o due ore ci sono cose che non riesco a fare, e che lui fa ancora adesso a 76 anni, e questo rappresenta la potenza della musica. Ogni volta che lo sento suonare mi commuovo.”
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Non legare si può
Non legare si può
calendar_today 27/02/2019 09:00
“Le persone, quando sono aggressive, di solito muovono da una grande paura” Giovanna del Giudice..Prima di entrare a Psicoradio, non immaginavo che una persona che sta male corre il rischio di essere legata”..“ Anche io. Pensavo che non si facesse più, come pensavo che non ci fosse più l’elettroshock ” “A me fa molto paura pensarci” Redattori di Psicoradio.. .. Quando il 22 giugno del 2006 Giuseppe Casu muore nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura di Cagliari, legato braccia e gambe al letto per sette giorni di seguito, Giovanna Del Giudice aveva appena preso servizio come direttrice del Dipartimento di salute mentale di Cagliari. ..La psichiatra decise immediatamente che quella morte non andava nascosta, silenziata o giustificata. Bisognava parlarne, invece. Era la prima volta che una morte di questo tipo veniva ammessa pubblicamente, e da lì, dalla Sardegna, è partito un movimento di denuncia che oggi diventa sempre più vasto. .. “E tu slegalo subito” è il titolo del libro che Del Giudice ha scritto nel 2015, ricordando le parole del suo primo direttore, Franco Basaglia, che dirigeva l’ospedale psichiatrico di Trieste dove nel 1971 la psichiatra aveva iniziato a lavorare. Oggi “E tu slegalo subito” si chiama la Campagna nazionale per l’abolizione della contenzione promossa dal Forum Salute Mentale...“ Oggi sono circa 30 su 300 i servizi psichiatrici ospedalieri che non ricorrono alla contenzione” ci dice Del Giudice – ma se anche sono pochi, sono molto importanti: ci dicono che è possibile affrontare situazioni difficili senza legare le persone...“Non c’è mai nessuna legge che “permette” la contenzione: E’ una pratica da sempre legata alle persone con disturbo merntale, e da lì si è diffuso agli anziani, ai disabili… “ . Nel 1909 però una legge aveva previsto che venisse usata solo in casi estremi , con sanzioni molto dure per chi contravveniva. “Anche la Costituzione oggi ci dice che noi non possiamo limitare la libertà dell’altro se non su indicazione del magistrato ci ricorda Del Giudice - Anche la sentenza di cassazione del caso Mastrogiovanni scrive che l’atto della contenzione meccanica è illecito, anticostituzionale, antiterapeutico.”..Ma cosa si puo fare, di fronte ad una persona molto agitata, forse potenzialmente pericolosa? “Il problema è quale competenze hanno gli operatori sanitari per sciogliere le situazioni piu difficili – risponde la psichiatra Del Giudice - Dobbiamo innanzitutto ricordare che queste persone quando sono profondamente aggressive muovono paura, hanno vissuto esperienze estremamente dolorose. Sapendo che l’altro ha bisogno di aiuto, è aggressivo perché ha paura, perché non sa dove si trova”
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Musica Stonata dal Brasile
Musica Stonata dal Brasile
calendar_today 20/02/2019 09:00
Comunita’ psichiatriche che curano con il lavoro forzato e ritorno alle strutture private. Il Brasile di Bolsonaro visto da Suricato, una cooperativa che lotta contro i manicomi...“Le nostre schiene raccontano storie che nessun dorso di libro regge”..Rupi Kaur ..Psicoradio è da tempo in contatto con l'ONG brasiliana Suricato, attiva nella lotta contro il manicomio e nel supporto dei pazienti psichiatrici...Qualche tempo fa abbiamo ricevuto una loro delegazione, formata da operatori e persone in cura, e a loro abbiamo fatto molte domande sulla salute mentale in Brasile e sulla delicata situazione politica.Con il colpo di stato, ci dicono, c’è stato un blocco dei fondi per educazione, salute e politiche sociali, dal 2016 al 2036. Anche se la popolazione, come è prevedibile, aumenterà, non ci saranno nuovi finanziamenti...Ma a Suricato preoccupa anche la questione umanitaria: il presidente Bolsonaro ha dichiarato che “i difensori dei diritti umani e coloro che lavorano nelle politiche sociali sono per lui un bersaglio. È contro le minoranze, le donne, i bambini e la popolazione LGBT” denuncia uno dei partecipanti...Un aspetto del programma di governo di Bolsonaro rischioso per la popolazione brasiliana è la svolta verso la privatizzazione della sanità, poiché “va a minare il diritto alla salute per tutti”...Le cliniche private e le comunità psichiatriche - afferma Suricato - sono gestite in gran parte dalla Chiesa Pentecostale, che le ha trasformate in luoghi di internamento. Esiste un documento – dicono- che denuncia la violazione dei diritti umani. I pazienti ricoverati sono costretti a lavori forzati, definiti strumento di cura, e non hanno invece l’aiuto di psichiatri, che non sono presenti nelle comunità. ..In controtendenza alle politiche di privatizzazione della sanità è invece la realtà di Belo Horizonte, la città dove opera la Suricato. Qui “ci sono duecento letti destinati a pazienti psichiatrici in un ospedale e duecento in un altro, destinati agli abitanti di quei piccoli villaggi e paesi che non hanno le strutture psichiatriche adatte”. Anche li però è stato però riaperto un manicomio, quello di Barbacena, che era stato visitato da Basaglia, e che nel tempo era stato svuotato..."Vorrei fare lavori utili per la società, non solo socialmente utili”..La seconda parte della puntata è dedicata al reportage di un “inviato speciale”, un nostro ascoltatore. Simone Bargiotti, si offerto di fare qualche intervista presso la cooperativa sociale “Il Martin Pescatore” di Casalecchio di Reno (Bologna). Simone ha raccolto in forma anonima la voce dei lavoratori chiedendo “cosa hanno apprezzato e cosa ci sarebbe da cambiare secondo loro” nei servizi di salute mentale e nel lavoro che svolgono per la cooperativa...Uno dei ragazzi vorrebbe “trovare dei lavori che siano utili per la società, non solo socialmente utili”, mentre un altro riflette sul concetto di malattia mentale poiché “quando si sente in giro sembra chissà che cosa, mentre invece è una malattia come le altre”.
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Borderline: Con uno strato di pelle in meno
Borderline: Con uno strato di pelle in meno
calendar_today 13/02/2019 09:00
..Conoscete qualcuno che ha dei comportamenti che vi irritano o vi causano preoccupazioni perché li trovate incomprensibili? Qualcuno che si arrabbia, si mette in pericolo o si fa del male e voi non riuscite a comprenderne i motivi? Forse avete a che fare con una persona con disturbo borderline. ..Di questo disturbo si sente sempre più spesso parlare. “E’ caratterizzato da relazioni instabili, da tentativi di evitare l’abbandono reale o immaginario, da sentimenti di vuoto, da un’instabilità affettiva, da crisi di rabbia o perdita di controllo, da una grande impulsività, da gesti autolesivi, da alto rischio di suicidio e da ideazioni paranoiche”. ..La psichiatra Maria Grazia Beltrami coordina per la Dipartimento di salute mentale un progetto sui disturbi di personalità, in collaborazione con la regione Emilia Romagna. Proprio perché si tratta di un disturbo di non facile definizione, perché molti di questi comportamenti possono essere presenti, saltuariamente anche in persone senza diagnosi, la dottoressa precisa che nonostante la definizione sia così ampia “si devono presentare in modo stabile almeno 5 criteri, tra quelli che ho elencato” per poter parlare di disturbo borderline in un adulto...Come ci si deve comportare con una persona che ha un disturbo borderline, e manifesta uno comportamenti? Secondo Beltrami “sono persone che vanno ascoltate, poiché la manifestazione di uno dei criteri è un segnale di disagio, che ha il significato di una richiesta d’aiuto”...La puntata prosegue con l’intervista a Luca Sasdelli, genitore di una ragazza borderline, che è venuto in redazione a raccontare la sua esperienza personale, spiegando come, una volta saputa la diagnosi “eliminato completamente il giudizio dalle nostre vite” lui e la moglie abbiano riscoperto il rapporto con la figlia...E non è un caso che entrambe, la psichiatra e il padre, per spiegare quanto le persone “border” siano molto più sensibili alle emozioni e suscettibili anche ai più piccoli cambiamenti, utilizzino una metafora: è come se queste persone avessero “uno strato di pelle in meno”.
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"Niente su di me senza di me"
"Niente su di me senza di me"
calendar_today 06/02/2019 09:00
Il “Dialogo Aperto” approda in Italia..“Creare un dialogo coinvolgendo tutti coloro che soffrono, dal giovane che è sospettato di abusare di crack, al padre e alla madre, che muoiono per la preoccupazione che provano per il figlio”... ..Pazienti, familiari e operatori tutti insieme in un dialogo terapeutico con un solo obiettivo: il benessere degli utenti psichiatrici. Questa la rivoluzione dell’Open Dialogue, il metodo messo a punto nei primi anni 80 da Jakko Seikkula, psichiatra finlandese. Si tratta di una terapia psicologica all’insegna della trasparenza e del motto: “Niente su di me senza di me”; agli operatori non è permesso di parlare di un paziente, se non alla sua presenza; ogni decisione infatti viene condivisa durante le sedute collettive in presenza del paziente e dei suoi cari... ..Jakko Seikkula spiega che..“Il metodo è nato dall’unione di due idee: enfatizzare il ruolo del dialogo durante l’incontro terapeutico, e permettere alle famiglie e alle altre persone importanti coinvolte con il paziente di organizzare rapidamente il sistema di cura durante le crisi”.. ..Da poco il nuovo approccio terapeutico è giunto anche in Italia. Una sperimentazione, partita oltre un anno fa, che ha coinvolto sette Asl dal Nord al Sud della penisola: Torino capofila, Savona, Trieste, Roma 1 e 6, Modena e Catania... ..“Non si tratta di imparare qualcosa, ma di disimparare moltissimo”..Raffaella Pocobello è la ricercatrice del Cnr di Roma che si è occupata di seguire da vicino la prima ricerca che studia l’applicazione e i risultati del metodo del Dialogo Aperto in Italia. Psicoradio l’ha intervistata...Ma quali sono state le difficoltà principali nell’importare questo metodo, profondamente rivoluzionario, nel nostro Paese? Innanzitutto la poca disponibilità di personale, soprattutto se paragonato a quello finlandese; poi, la rigidità nell’organizzazione dei turni degli operatori. La ricerca sottolinea anche il problema degli spostamenti per assicurare interventi rapidi, che in grandi città come Roma sono molto diffcili...Il cuore dello studio – afferma la ricercatrice – si può riassumere nel fatto che gli operatori possano parlare del paziente solamente in sua presenza. Rispetto all’approccio attuale, in cui si parlava tra medici ed operatori dei “casi”, escludendo il paziente, la prospettiva è completamente ribaltata. Una novità che coinvolge e cambia profondamente anche gli operatori: “per esempio, non è più possibile utilizzare il gergo tecnico – prosegue la ricercatrice – bisogna invece mettersi in gioco in prima persona. Non si tratta di imparare qualcosa, ma di disimparare moltissimo. E di tornare umani”..... *Si ringrazia la redazione di radio Liberamente di Modena per l'intervista a Jakko Seikkula
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Virgilio: ma che razza di uomini è questa?
Virgilio: ma che razza di uomini è questa?
calendar_today 30/01/2019 09:00
"In pochi a nuoto arrivammo qui sulle vostre spiagge...Ma che razza di uomini è questa?..Quale patria permette un costume così barbaro, che ci nega perfino l’ospitalità della sabbia; che ci dichiara guerra e ci vieta di posarci sulla vicina terra? ..Se non nel genere umano e nella fraternità tra le braccia mortali, credete almeno negli Dei, memori del giusto e dell’ingiusto”...(Virgilio, Eneide, Libro I, 538-543)..Non c’è bisogno di dire quanto sia attuale il tema dell’immigrazione. Nella puntata che vi riproponiamo parliamo di chi raggiunge le nostre coste affrontando sofferenze e pericoli e, una volta arrivato, si trova a fare i conti con umiliazioni, anonimato, perdita dell'identità che aveva in patria. Quali sofferenze psichiche può produrre questo enorme cambiamento culturale? ..Psicoradio intervista Roberto Maisto e Maria Nolet, psichiatri dell’Ausl di Bologna che da tempo si occupano delle cure psichiche dei migranti, lavorando in equipe con antropologi, psichiatri, psichiatri e mediatori linguistico/culturali...“Curare persone che vengono da altre culture ci insegna a relativizzare le nostre conoscenze, ad uscire dall’onnipotenza del pensiero occidentale. Non siamo soli al mondo, l’etnocentrismo è un atto di superbia” spiega lo psichiatra Roberto Maisto...Ma qual'è la differenza tra psichiatria transculturale ed etnopsichiatria? “Per psichiatria transculturale, dice la dottoressa Nolet, s’intende una psichiatria che deve approcciarsi alla cultura della persona che viene in cura; la cultura dell’altro può essere molto distante dalla nostra, quindi si deve fare attenzione per comprendere le motivazioni e il pensiero dell’altra persona. Invece l’etnopsichiatria e l’etnopsicologia prevedono che si utilizzino dispositivi specifici per curare le persone che provengono da un’altra cultura.” ..Per Roberto Maisto “Occorre innanzitutto fare insieme al migrante una sorta di analisi della situazione di qual è il disagio, cercare di capire qual è il problema: se è un ostacolo linguistico, sociale, culturale, psicopatologico”. Secondo Nolet, con le ultime ondate migratorie: “La sofferenza è spesso frutto dei traumi subiti durante il percorso; si tratta di qualcosa di molto diverso rispetto al semplice sradicamento che deriva da una immigrazione “tradizionale” più strutturata”.
Radio Popolare
Slegalo e ascoltalo
Slegalo e ascoltalo
calendar_today 23/01/2019 09:00
“Sono 26 su 220 i servizi psichiatrici ospedalieri italiani a contenzione zero. Questo significa che solo il 10% non lega"....Psicoradio torna a parlare di contenzione e lo fa con la psichiatra Giovanna del Giudice, autrice del libro “… E tu slegalo subito. Sulla contenzione in psichiatria” e tra i e i primi firmatari della lettera aperta sulla morte di Agostino Pipia, avvenuta, probabilmente per contenzione, lo scorso dicembre nel Servizio di Diagnosi e Cura (Spdc) di Cagliari, durante un trattamento sanitario obbligatorio...La lettera, indirizzata all’Assessore alla Salute della Regione Sardegna Luigi Arru e alla Ministra alla Salute Giulia Grillo, chiede di attuare immediati provvedimenti per l’abolizione della contenzione meccanica nei Servizi psichiatrici ospedalieri sardi e di ogni pratica “inumana e degradante” nei confronti delle persone con disturbo mentale. Sul sito www.slegalosubito.com è possibile aderire alla campagna nazionale “E tu slegalo subito” promossa dal Forum Salute Mentale.....La contenzione sarà il focus della diretta che andrà in onda mercoledì 30 gennaio alle 13 sulle frequenze di Radio Città del Capo, in cui continueremo a parlarne con la psichiatra Giovanna del Giudice. ..La puntata prosegue poi con le testimonianze di alcuni uditori di voce che la redazione ha raccolto qualche tempo fa alla conferenza “Lavorare creativamente con le voci ” svoltasi a Corropoli... “Non è sempre semplice convivere con il problema, potrebbe essere di aiuto tanta solidarietà e sensibilità”, spiega ai microfoni di Psicoradio Martino. In molti casi le prime voci che una persona sente sono molto negative e questo di solito spaventa ed impaurisce facendola sentire impotente, come ci racconta Daniele: “All’inizio pensavo fosse uno scherzo e ho avuto molta paura… poi la psicologa mi ha parlato del sentire le voci e da lì ho imparato pian piano a dialogarci”. Grazie al lavoro di gruppi di supporto in cui è possibile apprendere tecniche e modalità di dialogo con le voci (come ad esempio il metodo creato da Ron Coleman), gli uditori possono imparare a gestirle e renderle più familiari...Per approfondire Psicoradio ha intervistato il dott. Marcello Macario, presidente della "Rete Italiana Noi e le Voci" e psichiatra al Dipartimento di Salute Mentale di Savona.
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Ron Coleman: scolpire le voci
Ron Coleman: scolpire le voci
calendar_today 16/01/2019 09:00
“ Penso che sentire le voci sia qualcosa di normale […] in realtà potremo dire che questa è una normale declinazione dell’esperienza umana”...“Un tempo si pensava che chi era mancino aveva un disturbo psichico; oggi non è più così. In futuro succederà anche con le voci.” È Ron Coleman ad affermarlo: uditore di voci da moltissimi anni e dunque “esperto per esperienza”, porta la sua convivenza con le voci a conferenze in giro per il mondo. Ed è anche formatore in seminari nei quali insegna ad uditori e operatori un metodo per affrontare le voci...Nella nostra intervista, realizzata alla conferenza dal titolo ”Lavorare creativamente con le voci ”(a Corropoli, ottobre 2018), Ron Coleman ci espone il brillante metodo che ha ideato per riuscire a convivere con le voci senza che diventino invalidanti per chi le avverte. In pratica si tratta di riconoscere le voci udite dal soggetto, dando a ciascuna un nome e un volto per poterle comprendere, accettare e gestire...“Io non credo che le voci siano provocate da cause biologiche, ma dalle nostre esperienze - spiega Coleman - Quindi la maggior parte delle voci possono essere associate a cose che ci sono accadute; significa che le voci spesso sono associate a traumi negativi. E se noi non siamo consapevoli dei traumi non possiamo conoscere davvero le voci.” Il metodo per affrontare le voci messo a punto da Coleman è chiamato Sculpting, in italiano tradotto come “Scultura Umana”. Come spiega il suo inventore “scolpire le voci permette all’uditore di fare un passo al di fuori rispetto ad esse, e una volta guardate dall’esterno, capire quale sia il modo migliore per affrontarle”...Nella dimostrazione che Coleman, fa del suo metodo, si circonda di alcune persone, ciascuna delle quali incarna una delle sue voci; prima le voci parlano tutte insieme e il risultato è un caos angosciante; poi le fa parlare una ad una, e così diventa possibile un dialogo ed anche un contenimento. ..Grazie allo Sculpiting “possiamo imparare a gestire le voci in modo definitivo, per sempre!” afferma Coleman con sicurezza, aggiungendo però che questo suo metodo per alcune persone può non funzionare.....Emanuela Dova, uditrice , ci parla infine del conforto che ha ricevuto da gruppi fatti con altri uditori di voci: “grazie ai gruppi di mutuo aiuto ho imparato a controllarle, ad andarci d’accordo e a convivere con loro”.
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Diagnosi precoce
Diagnosi precoce
calendar_today 09/01/2019 09:00
In questa puntata parliamo di esordi psicotici e di quanto sia importante intervenire subito quando si manifestano i sintomi. Lo facciamo con la dottoressa Caterina Bruschi, referente dipartimentale del percorso regionale "Esordi Psicotici" dell'AUSL di Bologna, ed inoltre con diverse testimonianze dirette e pareri dei redattori di Psicoradio.
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CSM24: una porta aperta
CSM24: una porta aperta
calendar_today 12/12/2018 09:00
Forse non tutti sanno che cos’è un CSM. E in cosa si differenzia da un CSM 24? Psicoredattori e psicotutor si sono dilettati a risolvere questo rompicapo: “Per me il CSM è il Consiglio Superiore della Magistratura”, “Consorzio Salumi Municipali”, “Come Sopra ma Meglio”, “Comitato Sulle Mulattiere” e così via. Scherzi a parte, queste sono le risposte bizzarre e fantasiose che hanno ipotizzato i redattori di Psicoradio, ma che cos’è davvero il CSM? È l’acronimo di Centro di Salute Mentale, primo luogo di riferimento sul territorio per chi soffre di un disagio psichico. Nei CSM lavorano medici psichiatri, infermieri, psicologi, educatori, assistenti sociali e di recente in alcuni servizi si sta facendo strada la figura degli “Esp”, i cosiddetti “esperti per esperienza” ovvero persone che soffrono o hanno sofferto di un disagio psichico e che grazie alla loro esperienza diretta supportano gli altri utenti...I Centri di Salute Mentale sono regolati da leggi regionali, quindi giorni ed orari di apertura variano sensibilmente da regione a regione e da città a città...In alcuni territori si stanno sperimentando i cosiddetti CSM 24 ovvero servizi aperti ventiquattro ore su ventiquattro. “La prima caratteristica del CSM 24 è la porta aperta”, dice Cristina Brandolin, infermiera in uno di questi centri a Trieste. E, circa le differenze tra i CSM 24 e le strutture residenziali, spiega: “Sono completamente diversi, perché mentre nelle residenze sono i pazienti a doversi adeguare a regole e tempi della struttura, nei CSM 24 le attività sono modulate sulle esigenze dei pazienti che non vengono sradicati dalla loro quotidianità”...I redattori di Psicoradio si sono poi interrogati sul senso e utilità del CSM 24 nel corso di una tavola rotonda in cui emergono le riflessioni di chi i centri di salute mentale li frequenta da anni...Infine segnaliamo un appuntamento: il 13 e il 14 dicembre, alle Officine Garibaldi di Pisa, ci sarà un incontro dal titolo “Tracce sonore, dieci anni di storia di Collegamenti”. Radio Collegamenti, che insieme a Psicoradio e a molte altre radio della salute mentale fa parte del network Larghe vedute, festeggerà i 10 anni di attività. L’evento è gratuito, ma è necessario registrarsi all’indirizzo mail: lorella.raneri@uslnordovest.toscana.it
Radio Popolare
Chi ha paura dell’inchiostro nero?
Chi ha paura dell’inchiostro nero?
calendar_today 05/12/2018 09:00
Partire dal colore nero per rappresentare il variopinto mondo del jazz, superare la paura dell’oscurità attraverso un laboratorio che unisce musica e disegno. L’edizione 2018 del Bologna Jazz Festival, quest’anno ha coinvolto otto ragazzi con disagio psichico della cooperativa sociale Bologna Integrazione onlus che fa parte dell’Anfass (Associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale)...Nell’ambito del progetto Jazz segni di libertà, un gruppo di disegnatori, coordinati da Andrea Bruno, noto artista illustratore, ha realizzato diversi disegni, usati per ravvivare gli interni e gli esterni di linee di autobus ogni giorno diverse, trasformate quindi in vere e proprie gallerie d’arte viaggianti, e alcune bacheche del centro della città di Bologna. “Sin dagli anni ’30 alcuni musicisti, per il loro anticonformismo e la loro capacità di andare oltre le righe, sono stati individuati come persone folli”, ha raccontato ai nostri microfoni Vanni Masala, responsabile del progetto, sottolineando come il jazz e la musica siano legati al “mondo della follia”. “Basti pensare a Charlie Parker, che entrava e usciva dal manicomio, e poi anche Scott Joplin, Bud Powell, sino a Luca Flores”...“Inizialmente avevo paura perché dovevo stare concentrato, pienamente concentrato, sul pezzo!”, “Dipingere richiede allenamento e tecnica (…) Con la china puoi dipingere anche da solo (…) Può essere divertente, ma è anche faticoso”, ci hanno raccontato Fabio, Mattia, Salvatore, Stefano e Daniele, cinque degli otto artisti che abbiamo intervistato. “E’stata tanta la soddisfazione di vedere i nostri lavori circolare sugli autobus e ora proseguiremo le nostre attività artistiche”...In chiusura Psicoradio vi riserva una chicca: artisti e redattori improvvisano in un gioco di libere associazioni di parole: pennellate di colore in una puntata che è anche una tela radiofonica.
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Dove sono finiti i sogni di Basaglia?
Dove sono finiti i sogni di Basaglia?
calendar_today 28/11/2018 09:00
Una mappa fotografica dell’Italia a 40 anni dalla chiusura dei manicomi..“La foto che mi ha colpito di più è quella di Cecilia, un taglio sui suoi occhi che guardano verso l’alto. E’ un’ immagine che mi dà una grande speranza”. Alessio Coser, fotografo, e Jacopo Tomasi, giornalista, hanno raccontato ai microfoni di Psicoradio il loro percorso lungo la penisola visitando i luoghi della salute mentale. Un viaggio da nord a sud, da Trento a Palermo, diventato una mostra fotografica: “Dove sono finiti i sogni di Basaglia?” è un’ esposizione itinerante che dopo le tappe di Trento e Torino approderà a Bologna, da “Senape Vivaio Urbano”dal 30 novembre al 7 dicembre...Cecilia è una delle protagoniste della mostra. Da giovane ha vissuto il dramma del manicomio, oggi ha settant’anni e vive in un appartamento a Cagliari. Merito della legge 180 che quarant’anni fa ha portato alla chiusura dei manicomi, anche se il panorama della cura oggi è ancora frammentario, “con realtà che viaggiano a velocità diverse – raccontano gli autori - Da un lato realtà modello come Trento, con utenti e familiari esperti che hanno vissuto sulla propria pelle la malattia mentale e collaborano con i medici, dall’altro situazioni più critiche, come quella di Palermo, dove mancano attività di integrazione sociale”...Psicoappuntamenti:..“Ultimi sguardi su un presente passato”..Il fenomeno del Tarantismo nel Sud Italia, i rituali del lutto con le “prefiche” che piangevano a pagamento e quelli coreutici per scacciare la taranta raccontati attraverso alcuni documentari ispirati al lavoro antropologico di Ernesto De Martino. Continuano gli incontri di Officina Mentis a Bologna, appuntamento lunedì 3 dicembre al Circolo Costarena, via Azzo Gardino 48, con “Ultimi sguardi su un presente passato. I documentari degli anni 50 e 60 ispirati agli studi di De Martino”. Ne parlerà Cristina Lasagni, direttrice di Psicoradio e docente di Cinema documentario all'università della Svizzera italiana..."Alda Merini una voce nelle macerie”..Ispirato al volume della poetessa milanese “L’altra verità, diario di una diversa", lo spettacolo "Alda Merini, una voce nelle macerie" del regista Roberto Benatti andrà in scena giovedì 29 novembre alle 21 al teatro Meloncello di Bologna, organizzato dall’Istituto Minguzzi in collaborazione con il Centro delle donne di Bologna...“A teatro. In compagnia”..A cosa serve fare teatro per chi ha problemi di salute mentale? E’ utile? Può cambiare le sorti del paziente? A questa domande risponde il libro “ A teatro. In compagnia” che verrà presentato sabato 1 dicembre alle 18, 00 all’Arena del Sole di Bologna. Interverranno Claudio Longhi direttore della fondazione Emilia Romagna Teatro, Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di salute mentale di Bologna.
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Una giornata nella REMS di Parma
Una giornata nella REMS di Parma
calendar_today 21/11/2018 09:00
Cineforum, corso di cucina, ginnastica, giardinaggio e shiatsu. Queste sono solo alcune delle attività che si svolgono ogni giorno nella REMS di Casale di Mezzani in provincia di Parma, che dal 2015 è una delle residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza dell’Emilia-Romagna, insieme a quella di Bologna. Le REMS sono le strutture che hanno sostituito gli OPG, gli ospedali psichiatrici giudiziari. Insieme al nome è cambiato anche il trattamento degli autori di reato con disagio psichico che scontano in questi luoghi la loro pena. La strada è quella del reinserimento sociale dei pazienti.....“I residenti non possono più stare un tempo indefinito in un luogo di custodia, come accadeva negli OPG” racconta Giuseppina Paulillo, responsabile della struttura di Parma. I tempi di permanenza nelle REMS, possono variare dai 2 ai 10 anni, in funzione della pena applicata dal giudice. La media di permanenza a Parma è di circa un anno.....Psicoradio vi racconta una giornata tipo all’interno di questa struttura, che è il riadattamento di una vecchia scuola di paese, dotata di una sala comune per la colazione e le attività. Le misure di sicurezza sono ridotte alla presenza esterna di una guardia giurata e ad alcuni dispositivi che permettono di mettersi in contatto veloce e diretto con le forze dell’ordine in tempo reale, in caso di necessità. Nonostante questo, dal 2015 ci sono stati solamente tre allontanamenti: in tutti e tre i casi, nessuno ha commesso reati e, come sottolinea la dott.ssa Paulillo “nessuno aveva intenzione di reiterare il reato”.....Per finire gli Psicoappuntamenti di questa settimana a Bologna....Psichiatria Sessantotto....Partiamo dall’incontro organizzato dall’Istituto Minguzzi a palazzo D’Accursio alle 16 e 30: «La volontà di cambiare: crisi del modello psichiatrico, sperimentazione, territorio e Istituzioni» durante il quale interverranno il giornalista Maurizio Torrealta, Bruna Zani dell’Istituzione Minguzzi, Flavia Franzoni, esperta di organizzazioni sociali e lo psichiatra Giovanni De Plato. Durante l’appuntamento le letture da documenti originali saranno a cura dei Teatri Arte e Salute - Testoni Ragazzi.....L’Anpi per i 40 anni della legge Basaglia....Sempre giovedì ma alle 17 e 30 al Costa-Arena in via Azzo Gardino 48, torna la rassegna “A quarant’anni dalla legge Basaglia” organizzata in collaborazione con l’Anpi. Questa volta l’incontro sarà dedicato alla presentazione del libro «Sant’Isaia 90: cent’anni di follia a Bologna» di Elisa Montanari che dialogherà con il giornalista Luca Sancini..... ....Storie di manicomio....Il manicomio nelle pagine del libro scritto da Cinzia Migani con il contributo di Ferruccio Giacanelli dal titolo «Memorie di trasformazione. Storie di trasformazione» che verrà presentato venerdì 23 novembre alle 17 presso la biblioteca Minguzzi di via Sant’Isaia, 90.
Radio Popolare
Un brano per raccontarci
Un brano per raccontarci
calendar_today 14/11/2018 09:00
L’ultimo mercoledì di ogni mese Psicoradio va in onda in diretta su Radio Città del Capo di Bologna, scegliendo ogni volta un tema differente. Per inaugurare questa nuova stagione di puntate speciali dal vivo, una buona fetta dei redattori ha scelto di presentarsi agli ascoltatori attraverso un brano musicale che li rappresenta...Questa settimana proponiamo a tutte le altre radio in cui Psicoradio va in onda sul territorio nazionale la registrazione di ciò che è andato in onda. Qualcuno ha scelto un brano italiano, altri hanno portato un brano di autori stranieri ed altri ancora, come Piero, hanno invece voluto presentare delle produzioni proprie:..“Un anno fa, proprio il giorno prima di entrare a Psicoradio, ho pubblicato su internet il mio primo demo di musica ambient, riuscendo dopo un lungo percorso ad oltrepassare l’ansia e la paura di espormi come artista che ho avuto per tanto tempo.”..Isaac invece ha proposto agli ascoltatori un pezzo di Jean Michel Jarre, “Oxygène part 4”, che lo ha avvicinato al mondo della musica elettronica: “E’ un pezzo molto particolare, perché lui è stato uno dei pionieri della musica elettronica e ancora oggi mi stupisce e riesce a darmi emozioni che nessun altro pezzo riesce a darmi”...Lorenzo ha scelto invece qualcosa di completamente diverso rispetto agli altri, privilegiando la sua passione calcistica che l’ha portato ad amare il Bologna Calcio: la sua scelta è caduta su “Bologna Campione” di Dino Sarti. Per sentire che cosa hanno scelto gli altri redattori, non dovete far altro che ascoltare questa puntata...Per la rubrica psicoappuntamenti: fino al 18 novembre è possibile visitare a Como la mostra fotografica curata da Gin Angri, Donne cancellate, che raccoglie diari, lettere e relazioni mediche delle donne che sono state ricoverate tra il 1882 e il 1948 nel manicomio San Martino di Como. Queste donne erano tutte accomunate dal fatto di essere considerate “devianti”. Il progetto è a cura dell’associazione Oltre il Giardino.
Radio Popolare
Non dimenticate il preservativo!
Non dimenticate il preservativo!
calendar_today 07/11/2018 09:00
Cosa sono Prep, lue o chemsex? Ed è vero che l’HIV si trasmette con un bacio, con il sudore o con le lacrime? Si trasmette solo con i rapporti completi? Esiste un vaccino per l’epatite ? Il preservativo è l’unica precauzione contro le malattie sessualmente trasmissibili? Che cos’è il ‘periodo finestra’?..Psicoradio parla di ciò di cui si ha paura e vergogna di parlare: le malattie sessualmente trasmissibili, perché nascondere la polvere sotto il tappeto non ha mai funzionato. E queste malattie del corpo hanno impatto anche sulla psiche. La redazione ne parla con la dottoressa Antonietta D’Antuono, responsabile dal 1987 dell’ambulatorio Mts (malattie a trasmissione sessuale) dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna...“Le infezioni più diffuse a livello quantitativo sono sicuramente la sifilide e la clamidia. La sifilide si credeva erroneamente sconfitta, mentre è ritornata in auge negli ultimi quindici anni. Per la clamidia si sta facendo strada l’ipotesi di fare degli screening soprattutto nelle donne molto giovani”...L’HIV è la malattia sessualmente trasmissibile che ancora fa più paura; come si comunica? Intanto, ricordando che la situazione è molto cambiata, e che ” è diventata una malattia cronica, con cui si convive, come il diabete, che permette una vita completamente normale” – continua la dottoressa D'Antuono...E poi, una serie utilissima di domande, un Vero/Falso sulla trasmissione sessuale delle malattie..Alla fine, dopo tante infezioni, rischi e malattie che si trasmettono con il sesso, Psicoradio chiude la puntata tornando a parlare di piacere e amore, e regalandovi le poesie di tre grandi poeti... E’ l’amore che è essenziale....E’ l’amore che è essenziale...Il sesso è solo un accidente...Può essere uguale..o differente...L’uomo non è un animale..è una carne intelligente,..anche se a volte malata... Fernando Pessoa....Giura che mi terrai nuda e legata..per una notte intera, a luci spente;..che se mento sarò martorizzata..a mezzogiorno, irrevocabilmente.....Patrizia Valduga....E poi fate l’amore....E poi fate l’amore...Niente sesso, solo amore...E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,..sul collo, sulla pancia, sulla schiena,..i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,..e occhi dentro occhi.(…)....Alda Merini
Radio Popolare
Matrimoni felici e dove trovarli
Matrimoni felici e dove trovarli
calendar_today 31/10/2018 09:00
Fabio e Cristina quattro anni dopo ..“Prima di conoscere Cristina ero sempre uguale a me stesso e ne soffrivo. Mi dicevo: la vita non cambia. Da quando vivo con Cristina è aumentato molto il mio senso di responsabilità: non devo pensare solo per me, devo pensare a noi.”..Nella puntata di questa settimana Psicoradio parla delle relazioni di coppia, nello specifico di come riuscire a mantenere nel tempo un matrimonio felice. Fabio Tolomelli è un ex redattore di Psicoradio che quest’anno festeggia il quarto anniversario di matrimonio con la sua compagna. Lo avevamo già intervistato quando si era fidanzato e successivamente sposato con la sua attuale moglie Cristina Cavicchi. Fabio e Cristina affermano di non aver mai litigato una volta da quando si sono sposati. Per capire come fanno li abbiamo intervistati, sviscerando a distanza di quattro anni le varie sfumature della loro vita di coppia: “Questa sintonia non è imposta da uno all’altro ma dalla comprensione reciproca dei problemi interiori e dal prendere coscienza dei propri errori senza mai rinfacciare nulla su cose dette o fatte. Con garbo ci si dice tutto quello che si pensa”. L’importante è non idealizzare mai troppo l’altra persona, bisogna accettarla per ciò che è...Continua il viaggio di Psicoradio alla scoperta del Giappone..Nella seconda parte della puntata invece parliamo delle differenze tra Italia e Giappone attraverso il punto di vista di una ragazza giapponese che vive in Italia da diversi anni e che abbiamo intervistato: “In Italia parlano parlano e non si ascoltano! La cosa bella è che comunque la conversazione funziona e va avanti!” dice la ragazza in tono scherzoso, spiegando come in Giappone la comunicazione si basi più sull’ascolto. In generale in Giappone c’è una cultura di riservatezza in cui ognuno rimane nella propria sfera mentre “qui in Italia le persone si disturbano e si aiutano e questa è una cosa bellissima.” E per finire ascoltiamo le poesie che l’ascoltatore Andrea Cirotti ha regalato alla redazione.
Radio Popolare
Marat e Sade in tournée in Giappone
Marat e Sade in tournée in Giappone
calendar_today 24/10/2018 09:00
Il teatro di “Arte e Salute” fa scuola alla psichiatria nipponica “Occorre tirarsi fuori dal fosso per i capelli, rovesciare se stessi da dentro in fuori e guardare il mondo con occhi nuovi.” Questa frase è un estratto dall’opera teatrale dal titolo “La Persecuzione e l’assassinio di Jean Paul Marat”o più semplicemente “Marat/Sade”, che racconta di come il marchese de Sade inizia a preparare, all’interno del manicomio di Charenton in cui è rinchiuso, uno spettacolo teatrale sull’assassinio di Jean paul Marat, impiegando come attori gli internati del manicomio. Quest’opera è stata portata in scena dagli attori di “Arte e Salute onlus”, la compagnia teatrale di Bologna diretta da Nanni Garella, già qualche tempo fa. Ma quest’anno, il quarantesimo dalla legge Basaglia è l’occasione per una tourneé speciale, in Giappone. Gli attori sono partiti per Tokyo e dintorni con una delegazione di psichiatri del Dipartimento di Salute mentale di Bologna, tra cui il direttore Angelo Fioritti, per portare nel paese del Sol Levante il modello terapeutico attivo in Italia dopo la legge 180 del 1978. Obiettivo del viaggio è mostrare ad una realtà in cui esistono ancora i manicomi che curare senza rinchiudere è possibile. Agli attori abbiamo chiesto aspettative e riflessioni sull’opera che andrà in scena. “La parte più bella? Quando alla fine cantiamo l’inno ‘Marat siam tutti qua, vogliamo la libertà’, è stato un momento di grande soddisfazione perché siamo andati oltre il pregiudizio del manicomio, questo dà senso al nostro lavoro”, racconta uno degli attori, Luca. “La legge Basaglia è una conquista culturale ed etica che in molti ci invidiano, un modello che è nostro dovere esportare”, ha aggiunto Marco Lombardo, l’assessore al lavoro, alle relazioni internazionali e alle politiche del terzo settore del Comune di Bologna, partito con la delegazione. “Viaggio, libertà esperienza, ecco quello che mi aspetto dal Giappone”, conclude Moreno , il “Marat” della compagnia Arte e Salute.....Tra apocalissi interiori e “La fine del mondo”....“Le apocalissi non si generano solo nella società ma anche dentro ognuno di noi, sono quei momenti di crisi in cui le persone si allontanano dal mondo e i propri valori perdono di senso”. Lo dice ai microfoni di Psicoradio Nicola Martellozzo, antropologo dell’università di Bologna, presentando il seminario su “La fine del mondo”, l’opera incompiuta di Ernesto De Martino, che si terrà sabato 27 ottobre al circolo CostArena di Bologna. “Ognuno di noi ha in sé la capacità di affrontare le proprie crisi – spiega Martellozzo - e De Martino ce lo fa vedere, ci insegna che il rinnovamento interiore è possibile”...L’evento fa parte della rassegna (In)Attualità del Pensiero Critico
Radio Popolare
Ilaria che impara a vivere con le sue voci
Ilaria che impara a vivere con le sue voci
calendar_today 17/10/2018 09:00
La storia di un’ascoltatrice di Psicoradio Un giorno è venuta a trovarci in redazione e ci ha parlato della sua esperienza del “sentire le voci”. Ilaria è una ragazza giovanissima che negli ultimi tre anni ha cominciato ad avere, sempre più spesso, allucinazioni auditive. Questo l’ha portata a sentirsi sempre più sola. Delle voci, lei dice: “Mi insultavano. Adesso sono cambiate perché sono cambiata anche io e ho imparato anche ad ascoltarle. A volte mi piacerebbe però sentire il silenzio”. Con Ilaria è arrivato in redazione anche il padre che ci ha parlato del loro rapporto, delle difficoltà e dei passi che fanno ogni giorno.....“Io non mi vergogno mai di Ilaria, - sottolinea - mi rendo conto che viviamo in un mondo dove più che sforzarsi di comprendere, spesso si cercano solo definizioni”. Lo sforzo che sta facendo Ilaria è di consapevolezza nei confronti di quello che le sta accadendo. Parlare al microfono di Psicoradio per lei è stata un’occasione per aprirsi e confrontarsi su un tema che spesso la spinge a chiudersi in se stessa. “Sto imparando che non sono sola e ci sono tanti altri come me”.
Radio Popolare
Hikikomori
Hikikomori
calendar_today 10/10/2018 09:00
Vite chiuse in una stanza “Penso che molte persone hikikomori hanno voglia di comunicare con gli altri. Probabilmente questi ragazzi stanno cercando modi per comunicare con gli altri.” (Hiroaki Hambo)....Avete mai desiderato rinchiudervi nella vostra cameretta e non uscirne mai più? Agli Hikikomori è successo...Ma cosa vuol dire essere un Hikikomori?..Sono per la maggior parte giovani che in seguito a una cocente delusione o di fronte ad aspettative troppo alte della società che li circonda decidono autonomamente di ritirarsi nella propria stanza per un lungo periodo di tempo. Il termine deriva da un’auto-definizione che i ragazzi che si sono isolati danno del proprio disagio e della loro impossibilità di uscire da casa o addirittura dalla propria stanza..... ....In Giappone si definisce il fenomeno hikikomori come “problema del 2030”, ovvero l’anno in cui questa generazione di hikikomori avrà circa 50 anni e si ritroverà senza i genitori che adesso sono l’unico appiglio reale con il mondo.....In Italia, intanto, sono stati censiti circa 30.000 casi di hikikomori e a Bologna è nato il primo laboratorio di artigianato digitale per giovani che si sono isolati dal mondo: si tratta di “Fare Tag – Maestri d’Arte”, progetto della cooperativa Eta Beta.....Yuri Iwasaki, una studentessa universitaria giapponese ed ex hikikomori, in visita alla redazione di Psicoradio, ci ha raccontato la sua esperienza. ....“Non so spiegare perché sono diventata hikikomori. Il mio medico diceva che avevo una grande rabbia dentro e non sapevo come esprimerla, però il motivo preciso sul perché sono diventata hikikomori non lo conosco”, racconta Iwasaki, che però ricorda di essere uscita dalla sua camera : “quando ho capito ed accettato questa condizione.”....Ma non sentirete solo lei in questa puntata; anche l’infermiere e assistente sociale Hiroaki Hambo descrive la situazione giapponese , dove quella dei “ragazzi rinchiusi” è una vera e propria emergenza sociale, che il Governo sta cercando di affrontare con numeri di telefono dedicati, informazioni alla popolazione e specialisti che possano aiutare i ragazzi e le loro famiglie.
Radio Popolare
La bacchetta magica di Morena
La bacchetta magica di Morena
calendar_today 03/10/2018 09:00
Psicopuntata 562..“Il primo giorno che sono entrata in Psicoradio io ero semplicemente Gregor lo scarafaggio, pensavo di non valere nulla. Piano piano, col tempo, grazie a questo giardino delle piante spezzate, questo giardino magico, io ho acquisito la posizione eretta e ora guardo verso il cielo, ora sono un essere umano, ora sono Morena.”..In questa puntata salutiamo Morena, storica redattrice di Psicoradio, che dopo dieci anni di attività radiofonica è pronta a concludere questa esperienza ed intraprenderne un’altra...Incalzata dalle domande e dai commenti della redazione, Morena ripercorre le tappe del suo percorso di crescita personale. Ciò che emerge è che spesso ha saputo trovare occasioni di arricchimento nell’incontro/scontro con le proprie difficoltà e sofferenze – per utilizzare il linguaggio di Morena, i suoi “demoni” - nel momento in cui è riuscita ad elaborarle ed accettarle come parte di sé: “per quanto male facciano sono un punto di forza e di luce, perché attraverso di loro conosci te stesso”...“A Psicoradio, essendo proprio come una famiglia, l’altro fa da specchio e quindi attraverso l’altro tu cresci, però l’altro ti può dare anche sensazioni, emozioni negative, può ricordarti il padre, la madre, la sorella, il fratello, magari persone che ti hanno fatto del male, ma nello stesso tempo se tu riesci a lavorare su te stesso riesci a evolvere, a capire, e riesci ad accettare l’altro, ad amarlo per come è, perché qui a Psicoradio si è amati per come si è.”..Una parte di sé che Morena ha imparato ad accettare è il suo esibizionismo, inteso non soltanto in termini negativi ma come mezzo di condivisione e conoscenza di sé: all’inizio della sua esperienza lo reprimeva ma poi, compiuta la sua “metamorfosi”, è diventato un elemento che le ha permesso di mettersi in gioco e contribuire moltissimo al programma...“Alla Morena del passato dico: ti perdono. Alla Morena del presente dico: ti amo. Alla Morena del futuro dico: vivi.”..Come psicoappuntamento segnaliamo il Festival dell’outsider art e dell’arte irregolare, che giunge quest’anno alla terza edizione. Tema della manifestazione è “Prendersi cura dell’arte. Prendersi cura di sé” e si terrà il 5,6,7 ottobre presso la Libera Università di Alcatraz, a Santa Cristina di Gubbio (PG). Saranno esposte molte opere di artisti irregolari, una selezione di disegni di Dario Fo e vi sarà un convegno a cura del Dipartimento di Salute Mentale dell’AUSL di Bologna nel quale interverranno lo psichiatra e docente Giorgio Bedoni e la docente e curatrice Daniela Rosi.
Radio Popolare
Cosa mi aspetto da chi mi cura?
Cosa mi aspetto da chi mi cura?
calendar_today 27/08/2018 09:00
Aspettative e bisogni. Fare il terapeuta è solo un lavoro, che si conclude quando è finito il tempo del colloquio o della prescrizione di farmaci, o invece possiamo incontrare persone che provano empatia, trasmettono calore, diventano punti di riferimento nei momenti di difficoltà?..Questo interrogativo ha animato una discussione tra redattori/redattrici, e da qui è nata una nostra inchiesta...Quali sono gli atteggiamenti di chi ci cura che rendono più difficile il rapporto, o le cose che danno proprio fastidio? Quali sono invece i comportamenti che ci avvicinano alle persone ai quali ci affidiamo?....“La psichiatra che ho adesso secondo me è molto brava e mi fido molto di lei, ma ha una massa di pazienti, e per questo si attiva solo in caso di emergenza” – sostiene V...Altri si affidano sia a uno psichiatra che a uno psicologo, per avere meno paura di trovarsi soli in caso di emergenza...Qualcuno denuncia di aver ricevuto la prescrizione di molti farmaci: “mi è capitato anni fa, al primo appuntamento, con una psichiatra”. - racconta C. – “Io mi aspettavo di poterle parlare di più e avevo una certa avversione verso le medicine. Cercai di spiegarglielo ma lei mi rispose: allora non vuole guarire”...V. ricorda “Ho avuto uno psicologo che aveva sempre un’espressione fredda e imperturbabile. Si infervorava solo quando sbagliavo i pagamenti”...“La pastiglia aiuta, ma aiuta molto anche un buon colloquio” sostiene B...E’ importante sentirsi accolti da una persona; poi, attraverso questa accoglienza si accetta più facilmente l’uso degli psicofarmaci. Ma se si ha la sensazione che l’accoglienza cominci ad essere sostituita dall’uso dei farmaci, la fiducia stenta a instaurarsi.
Radio Popolare
L'arte che libera l'inconscio
L'arte che libera l'inconscio
calendar_today 20/08/2018 09:00
Arte in libertà In questa puntata Psicoradio – attraverso stralci di biografie, brani di diari, citazioni – indaga la capacità e la necessità degli artisti di affondare negli abissi dell’inconscio, proprio e collettivo...“Tutti noi siamo influenzati da Freud, mi pare… La pittura è una scoperta del sé. Ogni buon artista dipinge ciò che è.(...) L'inconscio è un elemento molto importante dell'arte moderna; e penso che le pulsioni dell'inconscio abbiano grande significato per chi oggi guarda un quadro.” -..Jackson Pollock
Radio Popolare
Un baule pieno di musica e parole
Un baule pieno di musica e parole
calendar_today 13/08/2018 09:00
Psicoregali estivi. I redattori di Psicoradio hanno confezionato per gli ascoltatori un’intera puntata piena di regali estivi: una carrellata di presentazioni di canzoni che per loro hanno un significato particolare, film che li hanno appassionati e numerose poesie che hanno lasciato il segno nel loro cuore. Da Californication dei Red Hot Chili Peppers a The End dei Doors, passando per mille suggestioni musicali, letterarie, culturali, questa puntata rappresenta un vero e proprio viaggio.
Radio Popolare
Dolori che vengono da lontano
Dolori che vengono da lontano
calendar_today 06/08/2018 09:00
Viaggio nell'etnopsichiatria “Curare persone di altre culture ci insegna a relativizzare le nostre conoscenze, ad uscire dall’onnipotenza del pensiero occidentale. Non siamo soli al mondo, l’etnocentrismo è un atto di superbia” riflette l’etnopsichiatra Roberto Maisto. La cura del disagio psichico di persone che vengono da altre culture è al centro della puntata estiva di Psicoradio durante la quale intervengono anche l’esperto di comunicazione camerunense Fausten Akafack, lo psichiatra Eric Jarvis che racconta il suo modo di curare le persone partendo dalla loro cultura di origine e Maria Nolet psichiatra dell’AUSL di Bologna che da tempo si occupa delle cure psichiche dei migranti che arrivano in Italia “Noi psichiatri dobbiamo riuscire a rispettare sempre pienamente la cultura dell’altro”.
Radio Popolare
Il rovente ritmo del punk, del metal e del sadomaso
Il rovente ritmo del punk, del metal e del sadomaso
calendar_today 30/07/2018 09:00
Helena Velena e i Death SS Helena Velena, cantante, produttrice discografica, attivista transgender, scrittrice e teorica delle controculture, racconta il sadomasochismo, mondo in cui piacere e dolore, sottomissione e potere diventano giochi, alla ricerca dell'equilibrio tra gli estremi che abitano tutti noi. “Un insieme di pratiche sessuali in cui nella maggior parte dei casi non c'è sesso, inteso come penetrazione: si lavora su altri livelli, psichici e mentali. La soddisfazione è delocalizzata e (…) avviene un processo di rimappatura del corpo". Nella seconda parte della trasmissione, Steve Sylvester, alias Stefano Silvestri, leader della horror metal band Death SS, si racconta a Psicoradio e descrive il rapporto dissacrante della sua band con l’oscuro e la diversità.....“Ognuno deve lavorare sul proprio lato oscuro, accettarlo e fare in modo che faccia parte della propria personalità. Non una maschera che metti per aderire ad uno stereotipo di diversità preconfezionata o di eccentricità parte di un trend o di una moda. Il lato oscuro deve essere un lato della tua personalità che tu fai tuo e, con intelligenza, fai diventare un punto di forza.”
Radio Popolare
Un TSO non può trasformarsi in tragedia
Un TSO non può trasformarsi in tragedia
calendar_today 18/07/2018 09:00
Jefferson e gli altri “Ieri sera ho avuto un problema con mio figlio (…) adesso ha un coltello, voglio un aiuto perché si sta facendo tanto male, si vuole ammazzate”...Con queste parole la madre di Jefferson Garcia Tomala, nato in Equador 20 anni fa, chiede l’aiuto di un medico e chiama il 112. Dopo l’ultimo litigio con la fidanzata, che il giorno prima aveva lasciato la casa, Jefferson aveva bevuto molto e minacciava di suicidarsi se la fidanzata non tornava con lui. Arrivano due volanti della polizia; dopo un'ora gli agenti spruzzano del peperoncino, il ragazzo ferisce con un coltello un agente, il suo collega spara 5 colpi che uccidono Jefferson. Abbiamo parlato di questa vicenda tragica con Catia Nicoli, psichiatra e responsabile della formazione dell’SPDC di San Giovanni in Persiceto, (il luogo in cui vengono portate le persone per eseguire il Trattamento Sanitario Obbligatorio) e con Giovanni Rossi membro del Forum sulla Salute Mentale e di Stop Opg..... ....Alla psichiatria si chiede sempre più spesso di svolgere funzioni di controllo sociale: ci dice il dott. Nicoli “Ormai in generale si dice TSO per richiedere un intervento violento di custodia di uno che viene ritenuto matto; questo non corrisponde per niente a quello che dovrebbe essere un intervento sanitario obbligatorio (…) purtroppo nell’opinione pubblica si ricorre a questo termine per dire “mettetelo via, pensateci voi, è matto”, ma è sbagliatissimo”. Continua la dott.ssa Nicoli spiegandoci che il TSO deve essere effettuato dai vigili urbani e dagli operatori del servizio di salute mentale, lavorando assieme, una disponibilità di presa in carico sanitaria non può diventare un’operazione di polizia. Ma cosa si deve fare (e cosa non si deve fare) nell’avvicinarsi a una persona molto agitata? “Sicuramente non bisogna farla sentire blocca, braccata, - dice la dott.ssa Nicoli - non ci deve essere un atteggiamento di uguale reattività. Invece, gli si deve chiedere cosa si può fare per farlo stare meglio”..Per evitare che il TSO si trasformi in tragedia, continua la dottoressa, la strada da seguire è la formazione: sia del personale sanitario, che di vigili, polizia, carabinieri, come si sta cercando di fare a Bologna
Radio Popolare
REMS dove si curano i "folli rei"
REMS dove si curano i "folli rei"
calendar_today 11/07/2018 09:00
In questa puntata Psicoradio cerca di fare il punto sulla situazione delle REMS in Italia, le "Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza" che sono state create dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari (OPG). Stefano Cecconi, di StopOpg (che oggi svolge una funzione di "osservatorio" sulle REMS) ha iniziato un viaggio che lo porterà a visitare tutte le 30 strutture attive nel nostro paese...Il quadro che descrive a Psicoradio è molto vario: in Lombardia, a Castiglione delle Stiviere, ci sono 120 persone concentrate in un unico luogo ed anche nel Lazio abbiamo alcune strutture fortemente custodiali mentre molto più interessanti e vivaci sono esperienze riscontrate ad esempio in Friuli Venezia Giulia, in cui le REMS praticamente quasi "scompaiono" perché sono costituite da due o tre posti all'interno di altre strutture sociosanitarie.
Radio Popolare
Non confondiamo controllo e cura, medici e polizia
Non confondiamo controllo e cura, medici e polizia
calendar_today 04/07/2018 09:00
La redazione di Psicoradio ha partecipato al convegno “40#180. Democrazia e salute mentale di comunità” dal 21 al 23 giugno a Trieste. Qui è nata un’intervista “diversa”, dove i redattori di Psicoradio, a partire dalle loro esperienze, muovono critiche e suggeriscono al dottor Angelo Fioritti, direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Bologna, cosa c’è ancora da fare nel mondo della cura. Claudio ricorda: “Una volta una psichiatra, dopo pochi minuti di colloquio, mi ha dato un sacco di medicinali, dicendomi che lei i depressi li riconosceva a prima vista. Siccome ero perplesso, mi ha detto che se non volevo prendere tutte quei farmaci, significava che non volevo guarire”.
Radio Popolare
Quando teatro e salute mentale si incontrano
Quando teatro e salute mentale si incontrano
calendar_today 27/06/2018 09:00
A quarant’anni dalla Legge Basaglia i teatri della salute mentale (le compagnie teatrali formate dai pazienti psichiatrici) di tutta Italia si sono dati appuntamento a fine maggio all’Arena del Sole di Bologna per raccontare le loro esperienze e fare rete. Al convegno I teatri della salute mentale. Sul palco con Basaglia dopo 40 anni c’era anche Psicoradio, in veste di media partner, che ha chiesto ai principali attori del mondo del palcoscenico qual è il significato di questa esperienza e perché un attore che soffre di disagio mentale possa essere un bravo attore.
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Non dimenticate il preservativo!
Non dimenticate il preservativo!
calendar_today 20/06/2018 09:00
Parliamone senza paura Cosa sono Prep, lue o chemsex? Ed è vero che l’HIV si trasmette con un bacio, con il sudore o con le lacrime? Si trasmette solo con i rapporti completi? Esiste un vaccino per l’epatite ? Il preservativo è l’unica precauzione contro le malattie sessualmente trasmissibili? Che cos’è il ‘periodo finestra’? Psicoradio parla di ciò di cui si ha paura e vergogna di parlare: le malattie sessualmente trasmissibili, perché nascondere la polvere sotto il tappeto non ha mai funzionato. E queste malattie del corpo hanno impatto anche sulla psiche. La redazione ne parla con la dottoressa Antonietta D’Antuono, responsabile dal 1987 dell’ambulatorio Mts (malattie a trasmissione sessuale) dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna...“Le infezioni più diffuse a livello quantitativo sono sicuramente la sifilide e la clamidia. La sifilide si credeva erroneamente sconfitta, mentre è ritornata in auge negli ultimi quindici anni. Per la clamidia si sta facendo strada l’ipotesi di fare degli screening soprattutto nelle donne molto giovani”. L’HIV è la malattia sessualmente trasmissibile che ancora fa più paura; come si comunica? Intanto, ricordando che la situazione è molto cambiata, e che ”è diventata una malattia cronica, con cui si convive, come il diabete, che permette una vita completamente normale” – continua la dottoressa Dantuono. E poi, una serie utilissima di domande, un Vero/Falso sulla trasmissione sessuale delle malattie. Alla fine, dopo tante infezioni, rischi e malattie che si trasmettono con il sesso, Psiocoradio chiude la puntata tornando a parlare di piacere e amore, e regalandovi le poesie di tre grandi poeti.....E’ l’amore che è essenziale..E’ l’amore che è essenziale...Il sesso è solo un accidente...Può essere uguale..o differente...L’uomo non è un animale..è una carne intelligente,..anche se a volte malata...Fernando Pessoa....Giura che mi terrai nuda e legata..per una notte intera, a luci spente;..che se mento sarò martorizzata..a mezzogiorno, irrevocabilmente...Patrizia Valduga....E poi fate l’amore..E poi fate l’amore...Niente sesso, solo amore...E con questo intendo i baci lenti sulla bocca,..sul collo, sulla pancia, sulla schiena,..i morsi sulle labbra, le mani intrecciate,..e occhi dentro occhi.(…)..Alda Merini
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Farmaci e una cintura magica contro il dolore di essere lontani
Farmaci e una cintura magica contro il dolore di essere lontani
calendar_today 13/06/2018 09:00
Psichiatria culturale e etnopsichiatria Curare persone che vengono da altre culture ci insegna a relativizzare le nostre conoscenze, ad uscire dall’onnipotenza del pensiero occidentale. Non siamo soli al mondo, l’etnocentrismo è un atto di superbia.”..Roberto Maisto...Questa settimana Psicoradio intervista Roberto Maisto e Maria Nolet, due psichiatri dell’AUSL di Bologna che da tempo si occupano delle cure psichiche dei migranti che arrivano in Italia, lavorando in una equipe che prevede un antropologo, uno psichiatra, uno psicologo e un mediatore linguistico/culturale. Il problema, commenta la dottoressa, è che noi psichiatri dobbiamo riuscire a rispettare sempre pienamente la cultura dell’altro. E come esempio ci racconta la storia del ragazzo di 18 anni che aveva in cura e della sua “cintura magica”..... ....“Questo ragazzo portava un amuleto di protezione - una cintura “magica”- che era stato fatto dal nonno per la madre, quando la madre lo aveva partorito. Evidentemente questo amuleto non era sufficiente contro le angosce che il ragazzo stava subendo in quel periodo e quindi lui utilizzava il suo amuleto ma anche le altre cure. Nel suo pensiero era assolutamente fiducioso nella protezione dell’ amuleto; però sapeva anche che sarebbe stato preso in giro dai compagni di appartamento per questa sua credenza.”..Nell’intervista si parla della differenza tra psichiatria transculturale ed etnopsichiatria. Per Psichiatria transculturale, dice la la dottoressa Nolet, “s’intende una psichiatria che deve approcciarsi alla cultura della persona che viene in cura; la cultura dell’altro può essere molto distante dalla nostra, e quindi si deve avere attenzione all’elemento culturale come elemento di comprensione delle motivazioni e del pensiero dell’altra persona. Invece l’etnopsichiatria e l’etnopsicologia prevedono che si utilizzino dispositivi specifici per curare le persone che provengono da un’altra cultura.”..Cosa fanno gli etnopsichiatri quando entrano in contatto con i migranti? Per Roberto Maisto “bisogna cercare di capire qual è il problema: se si tratta di un ostacolo linguistico, un ostacolo culturale, un ostacolo psicopatologico, un ostacolo che viene da un problema di tipo sociale, e così via. Quindi occorre fare insieme una sorta di analisi della situazione e di comprensione di qual è il disagio dell’altro...Secondo Nolet, con le ultime ondate migratorie “la sofferenza è frutto anche dei traumi subiti durante il percorso; è qualcosa di molto diverso rispetto al semplice sradicamento che deriva da un tipo di immigrazione “tradizionale” più strutturata.”
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Ortoressia, vigoressia, drunkoressia
Ortoressia, vigoressia, drunkoressia
calendar_today 06/06/2018 09:00
Quando il cibo diventa l'unica fonte di gratificazione “Obesità, bulimia e anoressia nervosa sono in grandissimo aumento, l’età di esordio è sempre più giovane”. Dopo la puntata dedicata all’anoressia nervosa, questa settimana Psicoradio continua ad approfondire i disturbi dell’alimentazione in compagnia della dottoressa Anna Rita Atti, psichiatra specializzata nei disturbi del comportamento alimentare (DCA) e docente all’Università di Bologna. Nel periodo dell’anno in cui sempre più insistenti sono i bombardamenti televisivi sulla ‘prova costume’, abbiamo fatto il punto su forme patologiche “non ancora codificate nei libri sacri della psichiatria, ma sempre più frequenti”. Ad esempio l’ortoressia, “caratterizzata da un’attenzione ossessiva al mangiare corretto che porta chi ne è affetto a non consumare nulla che sia fuori dal suo diario alimentare”; la vigoressia, molto comune tra gli uomini,”in cui il soggetto spera di raggiungere una massa muscolare significativa a discapito di una forma fisica più corretta basata su un equilibrio tra parte grassa e parta magra”; la drunkoressia: chi ne soffre sceglie di non mangiare “per non aumentare l’introito calorico e potersi concedere, al posto del cibo, drink e alcolici”. “Confrontatevi e non isolatevi – è il consiglio della dottoressa Atti - Rivolgetevi a un’equipe specialistica dei disturbi dell’alimentazione. Non importa dove, ma che sia una ‘squadra’ e che tenga anche voi in squadra a giocare contro la malattia”...Il sentiero del teatro accanto alla follia..I TEATRI DELLA SALUTE MENTALE..Lunedì scorso i teatri della salute mentale (le compagnie teatrali formate dai pazienti psichiatrici) di tutta Italia si sono dati appuntamento all’Arena del Sole di Bologna per raccontarsi e fare rete. Al convegno “I teatri della salute mentale. Sul palco con Basaglia dopo 40 anni” c’era anche Psicoradio in veste di media partner. Vi racconteremo tutto nelle prossime puntate, per ora vi facciamo ascoltare alcune voci che abbiamo raccolto: Claudio Misculin, attore e regista teatrale, il paroliere per eccellenza Alessandro Bergonzoni e uno degli attori della compagnia teatrale bolognese di Arte e Salute Onlus.
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Che emozione quando l'Italia vince i mondiali di calcio!
Che emozione quando l'Italia vince i mondiali di calcio!
calendar_today 30/05/2018 09:00
La terapia del calcio “Al mondiale eravamo tutti pazienti psichiatrici,e venivame da tutti i paesi. Quel che mi ha colpito delle nostre storie è che tutti da bambini abbiamo sofferto; giocare a calcio è riscattare un po' quel bambino”...Questa settimana Psicoradio ha intervistato Matteo Amendola, uno dei giocatori della nazionale di calcio italiana formata dagli utenti dei servizi psichiatrici. La squadra, allenata da Enrico Zanchini, il 17 maggio scorso ha vinto la Dream World Cup, il mondiale di calcio giocato dagli utenti dei centri di salute mentale di tutto il mondo, e Alessandro Cisilin, un giornalista del Fatto Quotidiano inviato ai Mondiali...“A 9 anni nella mia prima squadra di calcio ho trovato l’affetto che mancava in famiglia”, racconta emozionato Matteo, che oggi ha 39 anni. Aveva appeso le scarpe al chiodo a 21 anni, complice anche la malattia. E’ tornato in campo, in veste di allenatore e giocatore al tempo stesso, grazie a una lungimirante idea dalla sua psichiatra: riunire i pazienti attorno a un pallone, calcio-terapia. E ha funzionato: “Quest’esperienza ha aiutato a reinserirmi nella società civile”, continua Matteo, “I miei compagni da quando hanno iniziato a giocare non sono più stati ricoverati. Per me questa è una vittoria importante, al di là del risultato sportivo. “Ho sempre trattato i ragazzi come calciatori e non come pazienti’’, ha raccontato ai microfoni di Psicoradio l’allenatore Enrico Zanchini, che ha sottolineato come le dinamiche di spogliatoio non differiscano da quelle dei cosiddetti “presunti sani”. “A chi ha disturbi seri non devono essere negate le cose belle della vita, e lo sport è sicuramente una di quelle. Lo sport agonistico, vero, ad alti livelli, con una maglia azzurra e uno stemma che sostituisca lo stigma”...Il sentiero del teatro accanto alla follia..I TEATRI DELLA SALUTE MENTALE..Il teatro, così importante per arricchire la cultura delle persone, può essere anche una terapia per chi soffre. Allora perché non fare squadra tra associazioni, teatro e università? A quarant’anni dalla legge Basaglia, il 28 maggio, a Bologna, il convegno “ I teatri di salute mentale” farà il punto della situazione per proporre la nascita di una rete nazionale dei teatri della salute mentale. Tra gli ospiti anche Giuliano Scabia, scrittore e drammaturgo, che terrà un intervento dal titolo “Il sentiero del teatro accanto alla follia (1969-2018). Il pomeriggio si aprirà con un intervento dell’artista Alessandro Bergonzoni, mentre attori e operatori di tutta Italia discuteranno in una tavola rotonda coordinata dal critico teatrale Massimo Marino, che intervisterà anche due direttori di dipartimento, Angelo Fioritti di Bologna e Fabrizio Starace di Modena, e operatori di diversi teatri della regione, i rappresentanti di diversi teatri della regione, come Andreina Garella (Festina Lente teatro di Reggio Emilia), Nanni Garella (Arte e Salute di Bologna), Davide Camporesi (TTO di Rimini) Michael Tampanella (Diurni e Notturni di Piacenza).
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Il male di vivere ho incontrato
Il male di vivere ho incontrato
calendar_today 23/05/2018 09:00
L'anoressia - “L’anoressia è in forte aumento in tutte le fasce d’età. Non è più una patologia legata all’adolescenza ma ha esordi anche durante l'infanzia. Si può manifestare già dagli otto, nove anni.” In questa puntata dedicata ai disturbi dell’alimentazione Psicoradio ha intervistato la dottoressa Annarita Atti, psichiatra e docente all’Università di Bologna, focalizzandosi sull’anoressia, sulle sue cause e i possibili rimedi. Si tratta di un problema che afflige prevalentemente il genere femminile, anche se negli ultimi anni stanno aumentando gli uomini anoressici: "i dati ci dicono che il rapporto è di un uomo ogni otto donne"...Giovani soli e fragili trovano spesso nel web amicizie che li spingono a continuare in questo pericoloso cammino, ma "ovviamente la rete non è tutta da demonizzare, perchè online si possono trovare anche siti o gruppi di auto mutuo aiuto", continua la dottoressa...Spesso la prima cosa che le famiglie fanno è di portare la figlia da un nutrizionista, o un dietologo, ma è un errore. "E' necessario affidarsi ad una equipe di professionisti, competenti sui problemi delo corpo e dei suoi bisogni, ma l''anoressia non si può curare andando solo da un nutrizionista - sostiene la dottoressa Atti. - Serve anche una equipe di professionisti, psicologi, educatori, che possano fornire il supporto necessario nei periodi di crisi."..“Mi è anche capitato spesso di vedere madri anoressiche accompagnare figlie anoressiche in ambulatorio – continua la dottoressa - non riconoscendo che il problema era di tutte e due.”..Si guarisce, con percorsi lunghi e impegnativi; ma c'è una piccola percentuale che cronicizza, o altri che rimangono con una grandissima vulnerabilità...Se poi volete sapere quali sono i campanelli d'allarme che segnalano il rischio di anoressia, ascoltate la puntata!..Continueremo ad approfondire i disturbi dell’alimentazione, tra i quali la bulimia, nelle prossime trasmissioni..... ..Intanto, vi lasciamo con una poesia scritta da una ragazza guarita dall’anoressia...Ero smarrita in un labirinto di specchi..Confusa da mille immagini di me..Ho spaccato tutto e ritrovato me stessa...Ho ricominciato a sognare..A sorridere alla vita..Quando sembrava finita..Ho iniziato a volare
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La libertà è terapeutica
La libertà è terapeutica
calendar_today 16/05/2018 09:00
Per chi è fuori dai manicomi e per chi sfugge alla tratta Psicoradio ricorda i 40 anni della legge 180 senza celebrazioni ma raccontando una storia di libertà. Perché, come diceva Basaglia, “la libertà è terapeutica”. “Sono mamma di tre figli. Ho lasciato il mio fidanzato per venire qua a fare la puttana? No, io no”. Con queste parole Princess ha risposto alla madame che la voleva mandare in strada. Princess è una donna nigeriana ed è stata vittima, come moltissime donne africane, di un inganno, l’offerta di lasciare il proprio Paese per iniziare una nuova vita in Europa, come cameriera, cuoca, attrice, ballerina, e arrivata in Italia ha scoperto di essere stata inserita nel giro della prostituzione.....In Italia, le vittime di tratta censite sono 1172 e arrivano soprattutto dall’Africa, ma anche dal Bengala e dai paesi dell’Est Europeo. In Nigeria, Princess era cuoca in un ristorante. Una donna le propone di trasferirsi in Italia, continuando a fare la cuoca, per guadagnare più soldi e mantenere con più facilità i suoi tre figli. Si offre di anticipare i soldi del viaggio, che Princess avrebbe poi potuto facilmente restituire in pochi mesi. In Italia però è obbligata a prostituirsi. Dopo 6 mesi, incontra Alberto che si offre di aiutarla. Riesce a liberarsi e insieme ad Alberto, che presto diventa suo marito, fonda l’Associazione PIAM onlus che aiuta le schiave ad uscire dalla tratta. Princess non è più tornata in strada: “Io sono una sirena, una donna di mare, voi non potete, farmi del male, perchè io credo in Dio che è lo stregone più potente”. Oggi la Piam onlus oltre che le vittime della tratta Accoglie ed aiuta i rifugiati. Per tornare alla Legge Basaglia, la redazione di Psicoradio riflette con il direttoredel Dipartimento di Salute Mentale Angelo Fioritti sugli aspetti della psichiatria che si possono migliorare. Fioritti risponde alla domanda: “Per che cosa lotteresti in una nuova battaglia di riforma psichiatrica?”
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La musica esce dalle sbarre
La musica esce dalle sbarre
calendar_today 09/05/2018 09:00
Il laboratorio musicale Leporello “Chiusi dentro questa stanza senza libertà, quando esco di qua cambio dignità” è un verso tratto dalla canzone Diamanti, uno dei pezzi composti dai ragazzi che partecipano al laboratorio musicale Leporello all’interno del carcere minorile del Pratello di Bologna...Mozart 14 è un’associazione nata nel 2014 in onore del grande direttore d’orchestra Claudio Abbado, dopo la sua morte: entra in luoghi chiusi e tristi come le carceri, ad esempio l’istituto penale minorile del Pratello e il carcere della Dozza di Bologna, e porta musica, vita, discussioni. Psicoradio ha intervistato Matilde Davoli coordinatrice dei progetti Leporello e Papageno e Francesca Casadei che si occupa invece della comunicazione, ufficio stampa, relazioni esterne dell’associazione Mozart 14.....Leporello nasce nel 2015 sull’onda del progetto del coro Papageno che già operava all’interno del carcere della Dozza. Il Leporello è un laboratorio di musicoterapia che si svolge per due ore ogni settimana, in cui alcuni ragazzi detenuti suonano insieme e scrivono e compongono canzoni con la tecnica del songwriting con l’aiuto dei musicoterapeuti. I giovani che prendono parte al progetto ed hanno mediamentre tra i 14 e i 18-19 anni, arrivano da ogni parte del mondo (Nord Africa, Est Europa e così via) e sono di volta in volta in numero variabile: “C’è anche un piacere nel portare dentro dei ritmi e delle sonorità che sono tipiche della loro cultura e del loro popolo” racconta Francesca Casadei. “Ogni ragazzo predilige uno strumento: c’è chi si avvicina alla batteria, chi allo djambe, chi alle maracas o i bonghi” dice Matilde Davoli. I ragazzi in un primo momento iniziano suonando insieme liberamente “perché la capacità di ascoltarsi ed esprimere se stessi , ma anche di ascoltare l’altro, è alla base del Leporello”. Secondo la coordinatrice “fare musica insieme facilita condivisione, convivenza ed integrazione” . “E per restare in piedi mi spacco anche le ossa, se torno indietro è solo perché prendo la rincorsa” è un verso tratto da un brano particolarmente carico di significato che ben rende l’idea di quanto sia importante per questi ragazzi potersi esprimere in musica e parole.
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Intervista col vampiro
Intervista col vampiro
calendar_today 02/05/2018 09:00
Come illuminare il proprio lato oscuro e farne un punto di forza. Psicoradio apre un dialogo con Steve Sylvester, leader della band Death SS, che sta per pubblicare il nuovo album Rock‘n’Roll Armageddon...“Ognuno deve lavorare sul proprio lato oscuro, accettarlo e fare in modo che faccia parte della propria personalità. Non una maschera che metti per aderire ad uno stereotipo di diversità preconfezionata o di eccentricità parte di un trend o di una moda. Il lato oscuro deve essere un lato della tua personalità che tu fai tuo e, con intelligenza, fai diventare un punto di forza.”..Steve Sylvester è lo pseudonimo di Stefano Silvestri, leader e fondatore, nel lontano 1977, dei Death SS, una delle horror metal band considerate tra le più provocatorie e dissacranti della scena internazionale.....In questa puntata racconta a Psicoradio il suo rapporto con il lato oscuro: come, accettarlo ed elaborarlo è il primo passo per riuscire a trasformarlo e a sublimarlo, dandogli voce attraverso la musica e corpo attraverso il teatro. Ogni componente della band riveste un ruolo ispirato a personaggi di storie del terrore: Steve è il vampiro poi ci sono la mummia, il licantropo, il negromante e la morte...“Il nome Death SS sta per “in morte di Steve Sylvester” per sottolineare il passaggio iniziatico grazie a cui io sono morto e rinato”, precisa il cantante della formazione italiana e prosegue:..“Ero un ragazzino diverso dagli altri ma questo non mi metteva particolare disagio. I miei coetanei seguivano Sanremo e altri programmi e musiche commerciali mentre io ero appassionato di fumetti erotici, film horror ed esoterismo. I Death SS sono il frutto di queste mie passioni.”..Ricorda quando la madre, cattolica fervente, preoccupata per la sua ostentata eccentricità, lo portò da un prete esorcista. Ha un consiglio per i ragazzi che si sentono strani ed emarginati:..“Non abbiate paura della vostra diversità. Vivetela e, con buon senso e intelligenza, fatene un punto di forza. Ricordate: per essere unici dovete essere diversi”...Steve Sylvester conclude l’intervista svelando qualche anticipazione sul nuovo album dei Death SS, in uscita alla fine di aprile. Il titolo apre scenari inquietanti: “Rock’n’Roll Armageddon."
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Padiglione 25
Padiglione 25
calendar_today 18/04/2018 09:00
La rivoluzione degli infermieri nel manicomio occupato É l’estate del 1975 quando un gruppo di infermieri dell’Ospedale psichiatrico Santa Maria della Pietà di Roma decidono “aprire” e autogestire uno dei reparti del manicomio, il Padiglione 25. Da lì a pochi anni sarebbe stata approvata la Legge 180 e le idee rivoluzionarie di cura di Franco Basaglia avevano spinto quattordici infermieri ed una trentina di ricoverati a sperimentarsi in questa nuova avventura. In questa puntata Psicoradio ha intervistato il regista Massimiliano Carboni, che su questa esperienza ha realizzato il film documentario “Padiglione25”, Vincenzo Boatta, uno degli infermieri protagonisti dell’occupazione, e lo psichiatra Tommaso Lo Savio, direttore del Centro Studi Franco Basaglia, di cui è stato anche allievo.....Gli infermieri avevano compreso che era necessario adottare metodi di cura diversi. Grandi novità furono ad esempio rappresentate dall’introduzione di stoviglie ed oggetti di uso comune e i pazienti furono impiegati in attività lavorative. Vincenzo Boatta parla inoltre di un “diario giornaliero” che sta al centro della vicenda: prima, nel reparto tradizionale, si annotavano soltanto le consegne mentre sul nuovo diario giornaliero del reparto 25 si scrivevano “tutte le cose che accadevano durante il giorno in termini di conoscenza come ad esempio 'Mario è stato così perché oggi la moglie non è venuta a trovarlo', tutta una storia diversa che ogni paziente aveva da raccontare.” L’esperienza dell’autogestione, un paio d’anni più tardi, si concluderà con l’omicidio di un paziente da parte di un altro paziente ricoverato nella struttura. La famiglia del paziente morto non farà causa, comprendendo probabilmente che quanto era successo era pur sempre accaduto nel quadro di un processo rivoluzionario che intendeva cambiare lo stato di cose preesistente...Il docu–film sarà proiettato lunedì 16 aprile alle 18.30 nell’aula Carinci in via Belmeloro 8 a Bologna, un evento a cura dell’associazione studentesca universitaria Gruppo Prometeo...Per questa puntata Psicoradio ha scelto anche alcune poesie, tra cui quelle d’amore di Alda Merini, perché proprio la poesia può essere a volte uno strumento per abbattere quei muri invisibili che spesso ci circondano.
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La libertà è terapeutica
La libertà è terapeutica
calendar_today 11/04/2018 09:00
E la lotta non finisce mai Filippo Renda, psichiatra, ricorda quando partecipò alla chiusura di una istituzione manicomiale “Una desolazione assoluta. Quaranta persone in un salone con letti singoli, e forse un comodino. E un solo bagno, una sola doccia per tutti. Un altro salone chiuso con le sbarre. La lotta per guardare fuori dalla finestra, o mettersi accanto ai termosifoni d’inverno. Una vita vissuta senza nulla da fare tutto il giorno, senza nessuno stimolo”...E’ la situazione che Renda trovò – non tanto tempo fa - dietro i cancelli del San Gaetano, l’istituzione psichiatrica di Budrio, in provincia di Bologna. Erano gli ultimi anni del ‘900; nel 1978 la legge 180 aveva decretato la progressiva chiusura dei manicomi, e il dottor Renda era stato chiamato a Budrio per accompagnare il percorso di trasformazione, fino alla chiusura, del San Gaetano. “Scrissi un progetto che prevedeva che ogni persona avesse un percorso terapeutico cucito addosso” racconta a Psicoradio. E il ricordo va a Candido e Silvano; internati in istituzioni psichiatriche fino da bambini, si erano incontrati al S. Gaetano da ragazzini ed erano diventati amici inseparabili...Una vita dentro alle mura, senza scuola, senza imparare nulla… Chiuso l’Istituto, fu trovato per loro un appartamento “perché potessero continuare a vivere insieme anche fuori dell’ospedale”. E un lavoro in una cooperativa agricola. ”Prima ero un disgraziato, non sapevo fare niente. Adesso so fare tutto” diceva fiero Candido a chi incontrava...A sentire oggi questi racconti, sembra una favola. Ma l’attuazione della legge 180 non fu cosa facile anche perché venne fortemente osteggiata da una parte dello stesso personale psichiatrico. Anche a Bologna, allora, uno psichiatra rilasciò un’intervista al Resto del Carlino dichiarando : ‘’in questa città scorrerà il sangue delle persone, a causa dei pazienti liberati.”..Oggi, dopo 40 anni, la legge 180 non ha ancora raggiunto una piena applicazione: in Italia rimangono molte situazioni disastrose, come denunciano i dati pubblicati dal Siep, (la Società Italiana di epidemiologia psichiatrica) che disegnano un’Italia dove la psichiatria funziona solo in alcune zone...“Non è solo un problema di psichiatria – commenta il dottor Renda – Al sud ci sono regioni nelle quali la psichiatria è disastrosa come tutto il resto della sanità’’.
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Pulizie di Pasqua
Pulizie di Pasqua
calendar_today 04/04/2018 09:00
Una esplosione di luce, colori e odori. Uno sbocciare di fiori e piante, dapprima timido, ora diventa impetuoso. L’orario cambia ed il sole sembra non tramontare. In una parola è Primavera, la stagione che più di ogni altra ci suggerisce la rinascita. Psicoredattori e psicotutors svelano i personali “buonipropositi” e le rigogliose passioni. Molte le idee per arricchire il palinsesto: si va da una rubrica musicale per viaggi sonori a una sulle serie tv, dagli approfondimenti sul tema dei disturbi alimentari al rapporto spesso tormentato tra medico e paziente. “Vorrei che Psicoradio indagasse i comportamenti legati all’uso di internet e dei media digitali, perché molte volte si trasformano in dipendenze e quindi a un disagio psichico”, spiega uno dei tutor di Psicoradio. E’ il cinema però ad essere una delle passioni che accomuna la redazione: “Vogliamo creare una rubrica dedicata al grande schermo e parlare dei film da un punto di vista psi”. Poi c’è il sogno di Claudio: “Il mio proposito per il futuro è trasferirmi ai tropici”. Come rimedio alla malinconia e per superare “le giornate no” c’è chi sceglie di fare del volontariato e chi invece ama ascoltare musica per ore. E c’è chi, come Morena, si propone di “Amare, amare, amare”...Come regalo di Pasqua, lasciamo gli ascoltatori con alcuni versi di una poesia scritta da Pier Paolo Pasolini nel ’62, "Profezia":....“Alì dagli Occhi Azzurri....uno dei tanti figli di figli,....scenderà da Algeri,....su navi a vela e a remi.....Saranno con lui migliaia di uomini....coi corpicini e gli occhi....di poveri cani dei padri....sulle barche varate nei Regni....della Fame. Porteranno con sé i bambini,....e il pane e il formaggio, nelle carte....gialle del Lunedì di Pasqua.....Porteranno le nonne e gli asini,....sulle triremi rubate ai porti coloniali”.....(…)
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Come ho sconfitto le voci
Come ho sconfitto le voci
calendar_today 28/03/2018 09:00
L'intervista interiore Lorenzo fa un regalo a Psicoradio, in cui lavora come redattore. Racconta la sua esperienza di uditore di voci. Sin da bambino sentiva le voci, ma allora non gli davano ancora fastidio, perché si limitavano a chiamarlo. A ventisette anni, però, mentre lavorava in banca, sono diventate molto aggressive: “Hanno cominciato a dirmi: ti uccidiamo, ti bruciamo. Le voci mi distruggevano. Avevo sempre paura.” Allora Lorenzo decide di rivolgersi ad una psichiatra; e si rende conto che l’unico momento in cui le voci spariscono è quando è nel suo studio, e parla con lei. Col tempo, e grazie a molti anni di psicoterapia, scopre che le voci che minacciano di ucciderlo sono il modo in cui la sua rabbia repressa si manifesta. Da quattro anni Lorenzo non sente più le voci.....Nell’arte c’è tutta la mia gioia di vivere....“Io soffro di allucinazioni. Le voci spesse volte mi comunicano delle immagini, mi vengono delle ispirazioni”....Graziella Mattana si esprime attraverso la scultura, nella quale si è specializzata. E’ passata nei nostri studi assieme ad altri artisti irregolari: Paolo Colognesi e Matteo Giorgini ci hanno raccontato la loro esperienza all’interno del Collettivo artisti Irregolari, che a Bologna nasce nel 2014. Sono persone in cura presso i CSM, accumunate dalla passione per la produzione artistica; le loro opere vengono messe in mostra e vendute sul sito www.arteirregolare.comitatonobeldisabili.it. Gli artisti irregolari ci raccontano che questo è un modo per uscire dal mondo reale ed entrare nella dimensione dell’arte, allontanandosi per un po’ dai pensieri della vita. Stefano Ferrari, che insegna di Psicologia dell’arte all’Università di Bologna, spiega come l’arte irregolare nasca storicamente in situazioni di marginalità, che spesso (ma non sempre o solo) coincidono con la sfera del disagio psichico.
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La dea della magrezza
La dea della magrezza
calendar_today 21/03/2018 09:00
Una ricerca sui blog che incitano all'anoressia “Ogni giorno contavo le calorie, ero arrivata a pesare 32 kg. Più mi dicevano che ero magra più credevo di essere brava, bella e buona. Avanti così, fino a quando il tuo peso finisce per diventare la tua identità”. E. combatte da anni, e solo da poco tempo ha sconfitto la vergogna di mangiare trovando il coraggio di sedersi a tavola con suo marito. Psicoradio questa settimana affronta il tema dell’anoressia: insieme ad E., nostra ex redattrice, abbiamo intervistato la dottoressa Mariangela Pierantozzi, psichiatra e psicanalista e Ylenia Alberghini, laureata in psicologia, che ci ha parlato della sua tesi sul mondo dei blog Pro Ana, forum online che promuovono l’anoressia come stile di vita.....“Essere magri è più importante di essere sani”, è uno dei dieci comandamenti che si possono trovare in questi siti e che anoressiche e aspiranti tali devono seguire per raggiungere un ideale di perfezione e fare parte della comunità Pro Ana. Tutto ruota intorno ad Ana, la personificazione divina dell’anoressia. Le fedeli si scambiano consigli su quante calorie giornaliere assumere, che tipo di attività sportiva fare, in quale momento della giornata andare a vomitare e tutto ciò che concerne questo ambito. Può capitare di leggere post del tipo: “Sono alta 1,63 e peso 55 kg, cioè faccio schifo. Odio il mio corpo.” L’ingresso nei blog, che hanno le caratteristiche di una setta, è molto difficile, critici e curiosi sono esclusi. “L’anoressia è caratterizzata dalla volontaria astensione o riduzione molto drastica degli alimenti, che porta ad una diminuzione di peso molto grande, che può mettere in serio pericolo la salute del paziente portandolo in alcuni casi alla morte”, spiega la dottoressa Pierantozzi. All’origine di questa “malattia del benessere” tipica dei paesi occidentali e che si manifesta prevalentemente in età adolescenziale, può esserci “il rifiuto di diventare grande”, continua la psichiatra, “oppure il rifiuto di essere aggrediti da impulsi e desideri”..... Ma può l’arte non essere irregolare?....“Quando creo è come se uscissi dal mondo per immergermi nel disegno”. Psicoradio ha intervistato i membri del collettivo Artisti Irregolari di Bologna che, in occasione dell’inaugurazione della nuova Casa della Salute Navile, presenteranno la mostra “Irregolarte”. In questa puntata troverete solo un assaggio della nostra chiacchierata, il resto lo rimandiamo alle prossime!
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SadoRadio
SadoRadio
calendar_today 14/03/2018 09:00
Benvenuti nel mondo del Sadomaso! Fruste e manette, tacchi a spillo e croci di Sant'Andrea. Psicoradio segue Helena Velena nel mondo in cui piacere e dolore, sottomissione e potere diventano giochi, alla ricerca dell'equilibrio tra gli estremi che abitano tutti noi. BDSM è l’acronimo di Bondage (l'arte del legare), Domination (il gioco della dominazione), Sado (dal nome del celebre Marchese de Sade) e Maso (dal nome dello scrittore austriaco Leopold Von Sacher-Masoch) è “un insieme di pratiche sessuali in cui nella maggior parte dei casi non c'è sesso, inteso come penetrazione: si lavora su altri livelli, psichici e mentali. La soddisfazione è delocalizzata e, per spiegarlo con termini "deleuziani" (dal nome del filosofo francese della contro-cultura Gilles Deleuze), avviene un processo di rimappatura del corpo". Helena Velena, cantante, produttrice discografica, attivista transgender, scrittrice, teorica delle controculture ci accompagna nel mondo del BDSM. La guerrigliera semiotica psichedelica, definizione con cui Helena stessa si "battezzò" negli anni della sua militanza a Radio Alice, negli anni Settanta, ci racconta come il sadomasochismo sia un divertente gioco di ruolo in cui lo scambio di potere all'interno di una coppia o di più persone, se vissuto liberamente e non come unico modo per rapportarsi al/ai partner, può diventare la strada per raggiungere l'equilibrio tra gli estremi che abitano l'animo umano. “Molte persone, quando cammino per strada in compagnia del mio frustino, mi chiedono di provarlo. Dopo lo shock provocato dal colpo di frusta mi confessano: fa male, ma ha un suo perché. E il perché è presto detto: sentire il dolore sfumare, incominciare ad abbassarsi, fino a sparire è una sensazione forte e bella: è un orgasmo al contrario,” e se si pensa che orgasmo in francese si dice "petite mort" si arriva a comprendere che il piacere legato al dolore corrisponde alla “morte-rinascita”. Mistress Helena prosegue sottolineando come, nel BDSM, il vero padrone sia lo “slave” ovvero lo "schiavo", poiché è sempre quest'ultimo a scegliere il proprio dominatore, concordando con lui le punizioni di cui godere. Fondamentali, in tutta questa dinamica che deve essere, dall’inizio alla fine, qualcosa di totalmente ludico, le safe words, parole d’ordine che garantiscono che tutto accada in completa sicurezza. Per essere più chiari, la trasmissione di Psicoradio (o Radio Zio Sigismondo, come rinominata da Helena Velena), sarà punteggiata da un glossario di termini usati nel BDSM. Orsù, brandite le fruste!... No, è uno scherzo, brandite le radio e accendete il piacere!
Radio Popolare
Forza femminile dall'Albania alla Cina
Forza femminile dall'Albania alla Cina
calendar_today 07/03/2018 09:00
Festeggiamo l’avvicinarsi dell’8 marzo raccontando due storie di donne forti, ambientate in mondi opposti tra loro Una donna fuggita da un matrimonio combinato e donne che vivono (comandando) in una società dove il matrimonio non è mai esistito. Lyreta Katiai, è una giovane donna albanese fuggita in Italia, che ha avuto la forza di opporsi ad un matrimonio combinato, a un padre violento, e a sfuggire alla tratta delle donne...“Il matrimonio combinato era fatto per la massa; non per me, non ero nato per questo tipo di vita ero nata per studiare. E’ una cosa che non ho accettato e non accetterò mai.” spiega Lyreta, che in questa intervista racconta la sua rivincita: “A volte uno è con le spalle messe al muro e deve fare una scelta tra morire e vivere, io ho scelto di vivere."....La seconda storia ci porta dall’altra parte del mondo, dove incontriamo i Moso. E’ una società matrilineare di circa 45.000 persone che vive alle pendici dell’Himalaya. Tra i Moso non esiste il matrimonio, non esiste violenza sessuale, e la gelosia è un sentimento considerato distruttivo e un po’ ridicolo...Ci ha parlato dei Moso l’antropologa Francesca Rosati Freeman, che li ha studiati ed ha girato il documentario “Nel nome della madre”...“E’ una società senza violenza perché i Moso hanno sempre evitato ogni forma di conflitto, sia con la pratica del consenso che escludendo il matrimonio, che è considerato una forma di attacco al matriclan. Non esistono lo strupro, il femminicidio e la violenza sui minori. Gli anziani non vengono abbandonati a se stessi, perché continuano a vivere nella famiglia di origine, assieme a tutti i figli e le figlie”...Alcuni brani tratti dal libro “Il regno della donna”, del medico scrittore argentino Ricardo Coler che qualche anno fa ha visitato questa comunità, ci raccontano la particolarità di questa comunità dove la donna è sempre centrale...“Conoscere i loro costumi ha messo sotto scacco quello che fino ad allora era stato per me l’ordine naturale delle cose.
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Il grande divoramento
Il grande divoramento
calendar_today 28/02/2018 09:00
Rom e Sinti: l'olocausto che non si poteva nominare Questa settimana vi parliamo del Porrajmos, lo sterminio che hanno subito i Sinti e i Rom durante la seconda guerra mondiale...Thomas Fulli, (Associazione Sinti Italiani di Bologna) continua a raccontarlo nelle scuole e nella sua comunità...Il significato della parola Porrajmos è “divoramento” oppure “annientamento totale della persona”...Questa definizione fu coniata negli anni ‘70 da Ian Hancock, un intellettuale rom che viveva in Texas, con l’obiettivo di dare un nome preciso ad un genocidio di cui fino a quel momento si parlava solo in gruppi ristretti della comunità.....Thomas spiega infatti a Psicoradio che secondo gli anziani del suo popolo “Quando si parla dei propri morti se ne deve parlare sempre per il bene, non con il ricordo di ciò che hanno subito. E quando si toccano i morti si tocca anche la tradizione di questo popolo.”..Per conoscere meglio il Porrajmos dal punto di vista storico abbiamo intervistato anche Luca Bravi, docente dell’Università di Firenze, che sottolinea come “l’antiziganismo precede e poi proseguirà nella storia anche dopo il periodo di Auschwitz”. I rom e i sinti furono infatti prima identificati, schedati, per poi essere perseguitati durante il nazismo non per reati effettivamente commessi ma sulla base di una presunta pericolosità per l’ordine pubblico tedesco...Una parte dei superstiti rom e sinti si unì poi ai partigiani nella lotta per la liberazione...Bravi ricorda che anche in Italia ci furono alcuni campi di concentramento (tra cui quello di Agnone e Boiano in Molise). Dopo l’8 settembre del’43 il sistema dei campi italiani non regge più, non c’erano più le guardie, e una parte dei superstiti rom e sinti si unì poi ai partigiani...Le musiche che ascolterete in questa puntata (di Lida Goulesco e Django Reinhardt) sono legate alla cultura rom.
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La follia della politica
La follia della politica
calendar_today 21/02/2018 09:00
Nel 2013, durante la campagna elettorale per le elezioni politiche, abbiamo denuciato il fiorire di dichiarazioni come:..La finanziaria è stata scritta da pazzi in libertà” “Questo partito è schizofrenico” “Bisognerebbe legarli tutti” “Il premier è matto”....“Perché usare il termine matto come se fosse sempre sinonimo di stupido, e le diagnosi come offese?” “E dove dovrebbero stare “i pazzi in libertà”? In manicomio, certamente!” commentano alcuni redattori di Psicoradio.....E in queste elezioni?..Gli anni passano, ma le cattive abitudini non cambiano.....In queste elezioni, poi, i politici usano le fragilità psichiche per scrollararsi di dosso ogni responsabilità. Come se le persone con un disturbo psichico vivessero in una palla di vetro impermeabile ai climi di odio e di razzismo. “Macerata: gesto di un folle, nessun atto politico” grida un leader, dimenticandosi tutto l’odio sparso fino ad allora, a cui proprio le persone più fragili sono più sensibili...Eppure i politici dovrebbero prestare più attenzione, perché le sensibilità che possono essere ferite sono molte. Solo a Bologna e provincia circa il 2% della popolazione, diciassettemila persone, sono in cura presso i centri di salute mentale pubblici, e si stima che un altro 2% facciano riferimento a strutture private; poi ci sono le persone che i servizi non riescono ad intercettare…..Cari politici, un modesto consiglio da Psicoradio: anche i “folli” votano, e se sommiamo tutti i voti, vi converrebbe cambiare linguaggio ( e pensiero).... ....Anche gli psicologi hanno un cuore?.... ....Nella seconda parte della puntata, Psicoradio continua la sua inchiesta: Anche gli psicologi hanno un cuore? gli psichiatri ci ascoltano o sono solo dispensatori di farmaci? Più in generale, gli operatori della salute mentale ci tengono davvero a noi? Ne abbiamo parlato con alcuni utenti dei servizi di cura dell’ Emilia-Romagna . Tra loro, Mario Mazzocchi e Giovanni Romagnani, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’associazione “Nessuno resti indietro” composta da utenti della salute mentale. Tra le critiche più frequenti, lo psichiatra distratto da telefonate e messaggi, un infermiere che entra nello studio senza bussare nel bel mezzo di un colloquio. “Io ho avuto la fortuna – dice Romagnani – di avere una psichiatra che ha un rapporto di cuore e questa per me è stata una vera boccata d’ossigeno”.....Psicoappuntamento!.... ....LI BUFFONI DI ARTE E SALUTE.... ....Dal 20 febbraio al 4 marzo, all’Arena del Sole di Bologna, lo spettacolo “Li buffoni” della compagnia teatrale Arte e Salute, composta da persone in cura presso i servizi di salute mentale, con la regia di Nanni Garella...“Li buffoni “ è una rivisitazione di una commedia che fonda le sue radici nella Commedia dell’arte, scritta nel 600 da Margherita Costa - cantante, attrice, scrittrice e cortigiana romana . «Abbiamo riscritto la commedia, ambientandola nel nostro presente e prendendo spunto dall’idea di Margherita Costa – bizzarra, ma originalissima – di usare varie lingue (spagnolo, tedesco, turco…), in qualche modo “italianate”. Questo ci ha aperto la strada per far parlare i nostri personaggi, quasi tutti immigrati, in una nuova coinè linguistica, non più lingua italiana, ma appunto “italianata”…
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Voleva uccidere perché folle
Voleva uccidere perché folle
calendar_today 14/02/2018 09:00
Quando per politica e stampa la follia giustifica la violenza “Traini è un folle! La sparatoria di Macerata non è un atto politico, ma un atto di follia!”. Queste sono solo alcune delle affermazioni che abbiamo letto e sentito dopo che a Macerata un uomo ha sparato contro 6 persone, scelte tra i passanti a causa del colore della loro pelle. Da più parti, si è quindi affermato un nesso di causalità diretta tra gesto violento e problemi psichici, quasi a escludere tutte le altre possibili ragioni culturali, politiche o sociali...Come più volte abbiamo sottolineato a Psicoradio, tv, giornali e discorso politico, associano spesso in maniera automatica e superficiale malattia e pericolosità e alimentano lo stereotipo che dalla malattia non si possa guarire. Questo accade ad esempio nel caso del “sentire le voci”. L’ultimo episodio è quello dell’uomo che il 27 gennaio ha spinto sotto la metropolitana una donna, confessando che era stata la voce di Dio a chiederglielo. Un servizio televisivo ha commentato la notizia dicendo “la tragedia è stata inevitabile perché l’uomo sentiva le voci, e quindi, non c’è stato niente da fare.”..In questa puntata, facciamo chiarezza sul fenomeno del “sentire le voci” e sulla convinzione, scientificamente errata, che le allucinazioni uditive siano solo qualcosa di opprimente e ingovernabile...Abbiamo intervistato il Dott. Stefano Canini, psichiatra e psicoterapeuta, che da anni, con il Dipartimento di Salute Mentale di Bologna, si occupa del fenomeno, anche coordinando gruppi di uditori di voci. Canini racconta di voci cattive, ma anche di voci buone e soprattutto di nuovi approcci scientifici che dimostrano che chi sente le voci può imparare a gestirle e a conviverci. ”Le voci sono molto spesso buone. Intervistati hanno riferito che per nessun motivo al mondo avrebbero voluto perderle o abbandonarle perché erano voci accudenti, consiglianti, rassicuranti e accompagnavano i momenti della vita.”..In generale e soprattutto quando le voci sono cattive, “Non possiamo immaginare di lasciare da sole le persone che le sentono. L’esperienza dimostra che devono essere accompagnate in un percorso di riconoscimento e identificazione delle voci. Infatti, nel momento in cui impari a capire che cosa ti sta succedendo quando una voce ti parla, riesci a renderla meno potente e più gestibile”.
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In viaggio con Alice
In viaggio con Alice
calendar_today 07/02/2018 09:00
Nel paese della follia Ci siamo intrufolati al teatro Testoni di Bologna, durante le prove dello spettacolo “In cerca di Alice” della compagnia Arte e Salute ragazzi. I giovani attori, tutti in cura presso i centri di salute mentale di Bologna, ci fanno subito immergere nel meraviglioso mondo di Alice. Un mondo fantastico e complesso, fatto di sveglie tutte perennemente ferme all’ora del the...Il tempo al centro di tutto. Stefano ci dice: “Prima mi annoiavo, ora il tempo vola, mi sfugge. E’ qualcosa di molto prezioso, non lasciatevelo scappare”..... ....“Se potessi tornare indietro alla mia infanzia – si confida Anna mentre sgrana i suoi occhioni – eviterei di fare molti degli errori che ho fatto”. Elisa invece si rivede completamente nella frase di Alice, che interpreta: “Da piccola mi hanno sempre dato dei compiti da grande”...“Un viaggio fantastico nel sogno e nella follia”, per la regista Valeria Frabetti, che ha cercato “le similitudini tra la storia di Alice e le vite degli attori attraverso improvvisazioni ed esperienze”...Dal mondo fantastico di Alice alla crudezza della realtà e al Porrajmos. Non tutti sanno che il Porrajmos è il “grande divoramento”, la Shoah degli zigani. E’ la parola dello sterminio di Rom e Sinti da parte dei nazisti e dei fascisti che sarà al centro di una delle prossime puntate con Thomas Fulli, che fa parte dell’associazione di cultura italiana rom e sinti.
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Se tutto questo dolore non ci ha resi più umani
Se tutto questo dolore non ci ha resi più umani
calendar_today 31/01/2018 09:00
Erno Egri Erbstein ed Arpad Weisz, due famosi allenatori perseguitati dal nazismo, raccontati a Psicoradio da due scrittori Celebriamo il 27 gennaio, Giornata della Memoria, ricordando due persone, Erno Egri Erbstein ed Arpad Weisz attraverso le parole di due scrittori. Erno Egri Erbstein, ungherese di origini ebraiche, è stato allenatore e poi direttore tecnico del Torino; a causa delle leggi razziali fasciste, fu imprigionato in un campo di lavoro in Ungheria. Per non fare sentire “diverse” le sue figlie, non aveva detto loro che erano di origine ebraica. Sopravvissuto – davvero per un caso del destino - dopo la guerra continuò ad allenare il Torino fino a quando, nel 1949, non morì, insieme a tutta la sua squadra, nell’incidente aereo di Superga...Arpad Weisz fu allenatore prima dell’Inter e poi del Bologna; morì nel campo di concentramento di Auschwitz. Proprio a lui quest’anno lo stadio Dall’Ara di Bologna ha intitolato la curva sud...Psicoradio approfondisce le loro storie con le interviste a Matteo Marani, ex-direttore della rivista Guerin Sportivo e autore del libro “Dallo scudetto ad Auschwitz. Vita e morte di Arpad Weisz” e Angelo Amato De Serpis, autore del libro “Arpad ed Egri”. Ma il razzismo non si perde nelle pieghe del passato. Ancora oggi canti e gesti fascisti trovano spazio nel mondo del calcio; lo testimonia il ritrovamento in una curva dello Stadio Olimpico di Roma, lo scorso ottobre, di adesivi con la foto di Anna Frank con la maglia della Roma inserita in un fotomontaggio; o, a dicembre a Marzabotto, il saluto fascista di un giocatore del “65 Futa” che ha esibito la maglia della Repubblica Sociale Italiana dopo un gol...“Per contrastare questi fenomeni ci sono due strade – ci dice De Serpis - una legale, ovvero identificare gli autori attraverso i filmati delle telecamere presenti negli stadi e punirli, e un’altra più immediata: in caso di episodi razzisti basterebbe interrompere il gioco e dare la partita vinta a tavolino all’altra squadra”.
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Verso una cura che non leghi
Verso una cura che non leghi
calendar_today 24/01/2018 09:00
In Emilia Romagna il 63% di contenzione in meno in sei anni Cosa vuol dire “contenzione”? Letteralmente, “legare”. Con questo termine si fa riferimento ad alcuni provedimenti restrittivi della libertà personale che i Servizi Psichiatrici di Diagnosi e Cura possono adottare in situazioni di emergenza di fronte a pazienti difficili da gestire. Si tratta di pratiche non mediche che riguardano anche gli anziani ricoverati all’interno di strutture geriatriche: fascette, bracciali ai polsi e alle caviglie cui spesso si ricorre in buona fede, ma che non sono l'unica alternativa possibile...Lo dimostrano i dati diffusi dalla regione Emilia Romagna che è riuscita, in tre strutture ospedaliere (a San Giovanni in Persiceto, Carpi e Ravenna) a raggiungere in tredici mesi l’obiettivo della contenzione zero ovvero a smettere di legare i pazienti ai letti.....Nella puntata 523 avevamo già affrontato le alternative alla contenzione; in questa abbiamo continuato ad approfondire l’argomento con Mila Ferri, responsabile regionale della Salute Mentale in Emilia Romagna. “In sei anni siamo riusciti a ridurre del 63% gli episodi di contenzione, passando dai 972 del 2011 ai 365 del 2016”, ha raccontato ai microfoni di Psicoradio. “E’ diminuito anche il numero dei pazienti sottoposti a misure di contenzione, passando da 383 nel 2011 a 226 nel 2016”...Nonostante i risultati positivi di queste tre strutture, la contenzione continua ad essere praticata. In Italia, le tipologie di persone più a rischio sono “gli ultranovantenni, i maschi italiani sotto i trent’anni e gli stranieri tra i 20 e i 30 anni” precisa ancora Mila Ferri. I dati sulla contenzione riportati riguardano solo l’Emilia Romagna, poiché manca ancora un monitoraggio a livello nazionale.
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Ma l'amore c'entra?
Ma l'amore c'entra?
calendar_today 17/01/2018 09:00
Il documentario di Elisabetta Lodoli “Come mai la mia violenza si esprime nei confronti delle persone a cui voglio più bene?”. Inizia così il trailer di “Ma l’amore, c’entra?”, il documentario di Elisabetta Lodoli che racconta la violenza sulle donne attraverso le voci di chi la compie. Paolo, Luca e Giorgio (nomi di fantasia) sono tre uomini, diversi per carattere, età, estrazione sociale, alla ricerca di un cambiamento. Si sono incontrati al centro “Liberiamoci Dalla Violenza” dell’Azienda USL di Modena: ci sono arrivati spontaneamente, talvolta spinti dalle loro compagne, e hanno intrapreso un cammino fatto di sedute individuali e di gruppo per capire il perché dei loro comportamenti e trovare una soluzione. Ed è li, nella prima struttura pubblica che ha offerto in Italia percorsi di recupero per uomini maltrattanti, che la regista ha raccolto per due anni le loro storie (interpretate nel documentario da tre attori per ragioni di privacy)...“Chi arriva al centro non è un mostro, né un malato, né un assassino”, racconta Lodoli ai microfoni di Psicoradio. “La violenza non fa distinzioni di classe, è una questione culturale”. Ma soprattutto “è sempre una scelta. Al centro si insegna che i sintomi si possono riconoscere, la rabbia dominare. E si può anche cambiare”.
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Cucine Popolari
Cucine Popolari
calendar_today 10/01/2018 09:00
Psicocuochi all'opera Psicoradio in questi giorni di freddo è andata alla ricerca di un luogo dove rifugiarsi, dove poter incontrare le altre persone, combattere la malinconia e l’isolamento e ricevere un pasto caldo. E il pensiero non poteva non andare all’esperienza bolognese delle Cucine Popolari, nate “dal basso”, dalla volontà di un gruppo di cittadini che hanno deciso di impegnarsi in prima persona per dare un aiuto alle tante persone che oggi si trovano ad affrontare situazioni di difficoltà di disagio e di emarginazione sociale...“Se le persone si mettono insieme molte cose sono possibili. Se vogliamo pensare che un altro mondo è possibile dobbiamo cominciare da noi”, con queste parole Roberto Morgantini, ex sindacalista e ideatore del progetto, racconta ai microfoni della redazione questa particolare realtà. All’inizio della sperimentazione la sede era una sola, in via del Battiferro nel quartiere San Donato, oggi le cucine popolari sono tre in zone diverse della città...“L’idea non è solo quella di una classica mensa dei poveri, ma un angolo di casa comune. Le cucine sono aperte a tutti. Sono un luogo di incontro, un ambiente in cui al cibo si aggiunge la solidarietà e la possibilità di comunicare e incontrarsi per allontanare la solitudine e l’emarginazione”, spiega Morgantini.....L’iniziativa è portata avanti insieme all’associazione CiviBo e un folto gruppo di volontari, sono aperte a pranzo per quattro giorni a settimana e la sera a volte fanno pasti da asporto o per consegna a domicilio e anche aperture straordinarie. Le cucine popolari hanno avuto anche ospiti di eccezione, come il cantante Gianni Morandi, lo scrittore Stefano Benni e il sindaco di Bologna Virginio Merola.
Radio Popolare
Si scrive contenzione e si legge legare
Si scrive contenzione e si legge legare
calendar_today 20/12/2017 09:00
Cos'è la contenzione? “La contenzione non è un atto medico, è una pratica che si appella allo stato di necessità quando non si riesce a fare nient’altro per la persona che sta male”...Nella puntata di questa settimana la redazione di Psicoradio affronta il tema della contenzione perché è da poco uscita la notizia che tre strutture ospedaliere dell’Emilia Romagna (a Carpi, a Ravenna e a San Giovanni in Persiceto) hanno raggiunto l’obiettivo della contenzione zero cioè non legano più i pazienti ai letti...Esistono delle alternative alla contenzione? Ne abbiamo parlato con Mila Ferri Responsabile per la Salute Mentale dell’Emilia Romagna...“Esistono diverse strategie per evitare di legare una persona: non si va troppo vicino, non si alza la voce, si mantiene la calma e si propongono delle alternative. Bisogna investire nella formazione del personale. So che non è facile, ma la contenzione è solo la strada più veloce, ma l’approccio migliore è quello della relazione”...Ai microfoni della redazione, Mila Ferri sottolinea l’importanza del monitoraggio che la regione Emilia Romagna ha fatto negli ultimi sei anni sui casi di contenzione negli ospedali e soprattutto l’adozione di procedure condivise da dover rispettare e questo “ha portato ad un abbassamento generale dei numeri di persone legate e in alcuni casi all’abbandono della pratica della contenzione”...Non tutte le regioni però hanno adottato delle procedure generali da seguire: “la situazione in Italia varia da regione a regione e poi non bisogna dimenticare che esistono anche delle differenze tra piccoli centri urbani e le grandi città”. Alcuni Dipartimenti di Salute Mentale hanno adottato in maniera autonoma dei regolamenti in modo da tutelare il paziente che viene sottoposto ad una pratica così violenta...LE PAROLE SONO IMPORTANTI:..Mamma killer il folle pomeriggio..Mamma killer ombre nella mente..Questi sono due titoli di un recente articolo de “Il Resto del Carlino” che raccontava del terribile caso di cronaca di una madre che ha ucciso i suoi figli. Nel testo si sottolineava la sofferenza della donna descrivendola come uditrice di voci, depressa e appena dimessa da un reparto psichiatrico...Psicoradio, ancora una volta, vuole sottolineare l'importanza di alcune parole, soprattutto quando sono usate per descrivere atti così violenti.I dati statistici dimostrano che le persone che soffrono di un disagio psichico non sono dei potenziali assassini o per lo meno non lo sono di più rispetto a chi non lo ha (In Italia una persona su 4 soffre di depressione). Bisogna fare attenzione alle parole che si scelgono e che si usano, perchè si rischia di spaventare le persone che avrebbero bisogno di un supporto psicologico, ma pur di non essere etichettate si allontanano dalle cure.
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Questioni di specie
Questioni di specie
calendar_today 13/12/2017 09:00
Intervista al dottor Massimo Filippi, neurologo, filologo, scrittore antispecista “Ci sarebbero meno bambini martiri se ci fossero meno animali torturati, meno vagoni piombati che trasportano alla morte le vittime di qualsiasi dittatura, se non avessimo fatto l'abitudine ai furgoni dove gli animali agonizzano senza cibo e senz'acqua diretti al macello.”..MARGUERITE YOURCENAR....“Questioni di specie” non è solo l'argomento della nuova psicopuntata ma anche il titolo dell'ultimo libro (edizioni Eleuthera) del dottor Massimo Filippi. Ospite della radio della mente bolognese il dottor Filippi analizza il delicato tema del rapporto tra esseri, sia umani che animali, che per lui si traduce in una errata relazione tra potere e oppressione.....“Infinite schiere di esseri umani sono state animalizzate per essere sfruttate, oppresse e uccise in modo sistematico”, come accaduto, ad esempio agli ebrei caricati sui vagoni bestiame - sostiene il dottor Filippi e prosegue-"Non esistono corpi umani o animali, esistono corpi. Esseri mortali che provano piacere, dolore, sentimenti. Che vogliono vivere e cercano di fuggire davanti alla sofferenza e alla morte. "..Il discorso del dottor Filippi nasce da una forte convinzione antispecista: la posizione di “chi si oppone all'ideologia che differenzia i corpi che contano e vanno quindi protetti, e quelli che hanno meno valore e che, quindi possono essere macellati impunemente."..Ascoltare Filippi ci dice, insomma, che un mondo che rispetta ogni vita, aldilà della specie, dai maiali ai “gattini”, sarà un mondo che non tutela solo i diritti di alcuni esseri umani, negandoli agli altri.
Radio Popolare
La mapa della cura
La mapa della cura
calendar_today 06/12/2017 09:00
I dati sulla situazione della psichiatria in Italia Quali sono le zone, in Italia, che offrono la migliore assistenza psichiatrica?..E quali invece sono più scarse?..Una ricerca della Società Italiana di Epidemiologia psichiatrica ha cercato di rispondere a queste domande, utilizzando i dati del Ministero della Salute. E’ la prima volta in Italia che si realizza una ricerca comparata sull’assistenza psichiatrica nelle diverse regioni d’Italia, dalla chiusura dei manicomi...La redazione di Psicoradio si è fatta “portavoce interessato” di questo studio, perché a quasi quarant’anni dalla Legge Basaglia siamo convinti che ci sia ancora molta strada da fare affinché la legge venga applicata ovunque al meglio. Per analizzare i dati della ricerca, la redazione ha intervistato Fabrizio Starace, presidente della SIEP e direttore del Dipartimento di Salute Mentale di Modena.Da questa indagine emerge che ci sono regioni che restano ancorate ad un’assistenza più ospedaliera, legata al posto letto e al ricovero in strutture sanitarie; altre invece cercano di organizzare la cura sul territorio. “Uno degli indicatori usati è l’accesso al pronto soccorso per patologie psichiatriche. Ciò significa che il bisogno di cura viene intercettato troppo tardi, solo nel momento di crisi e la Lombardia è la regione con la percentuale più alta”, commenta il dott. Starace...Anche il TSO (trattamento sanitario obbligatorio) è tra gli indicatori usati per misurare la qualità della cura. Per il dottor Starace dovrebbe essere “una possibilità remota”, ma per altri è uno strumento utile quando la persona sta molto male. Questi diversi punti di vista hanno creato molto dibattito nella SIEP e anche a Psicoradio, i redattori si sono interrogati su come giudicare questa pratica...I. non saprebbe come valutare questo indice: “Se una persona deve ricorrere al Tso non è detto che qualcosa sia andato male nella cura”, ma C. ribatte sostenendo che la ricerca guarda ai grandi numeri e quindi “il TSO può essere un parametro che indica che i problemi non sono stati affrontati nei tempi giusti”..... ....Tutti matti tranne Trump....Continua la rubrica dedicata all'uso distorto delle parole della salute mentale. Qualche giorno fa, abbiamo ricevuto la newsletter di una catena di librerie che pubblicizzava il manuale: "Sei circondato da psicopatici, difenditi". Questo titolo ha fatto indignare i redattori e Psicoradio ha deciso allora di fare una piccola ricerca sui cataloghi di alcune case editrici per capire come viene usata la parola PSICOPATICO.Ecco alcuni titoli:.."Psicopatici in libertà",.."Psicopatici al potere: viaggio nel cuore oscuro dell'ambizione",..Relazioni pericolose. Come riconoscere ed evitare i seduttori psicopatici",.."Fidanzata psicopatica Basta! La parola "psicopatico" è composta da psiche e pathos, sofferenza della psiche...E tu, come parli? Ricorda, chi parla male, pensa male!
Radio Popolare
Ma l'amore c'entra?
Ma l'amore c'entra?
calendar_today 29/11/2017 09:00
Tre uomini e una rabbia “Ma l’amore c’entra?” di Elisabetta Lodoli è un documentario che evita i luoghi comuni tanto usati dai media, e invece parla della rabbia come scelta controllabile, volontaria. Come volontario e spontaneo è stato l’accesso dei tre protagonisti del film al primo centro pubblico nato per aiutare chi ha commesso atti di violenza, l’Ldv (Liberiamoci dalla violenza) dell’Ausl di Modena. Il film - dice Betta Lodoli a Psicoradio - non è però la storia di un trattamento terapeutico, ma cerca di stimolare una riflessione sull’educazione sentimentale e sugli stereotipi culturali, sulla differenza uomo-donna e sulle gabbie culturali in cui ancora ci chiudiamo.....Paolo, Luca e Giorgio sono nomi di fantasia, ma le loro storie di violenza familiare contro le loro compagne sono reali. Non sono dei ‘mostri’ ma uomini normali, diversi per età, origine e provenienza sociale e culturale. La regista Elisabetta Lodoli, insieme alla sceneggiatrice Federica Iacobelli ed alla produttrice esecutiva Roberta Barboni ha raccolto le testimonianze dei tre protagonisti nell’arco di due anni...Accolto con successo alla recente Festa del Cinema di Roma, ‘Ma l’amore c’entra’ verrà proiettato lunedì 11 dicembre alle 20 al Mast di Bologna in collaborazione con la Cineteca di Bologna, e poi in varie altre città d’Italia..... ....“Io come voi sono stata sorpresa....mentre rubavo la vita,....buttata fuori dal mio desiderio d’amore.....Io come voi non sono stata ascoltata....e ho visto le sbarre del silenzio....crescermi intorno e strapparmi i capelli.”....Questi versi di Alda Merini hanno aperto la prima puntata di Psicoradio, quasi dodici anni fa. Ora la poetessa torna a Psicoradio attraverso le parole di un suo amico: Giovanni Nuti, il cantautore che ha realizzato lo spettacolo “Alda Merini, il concerto”, qualche settimana fa a Bologna, con Monica Guerritore e Roberto Vecchioni...“Lei riceveva le persone in camera dal letto, sdraiata come l’ultima diva, era meravigliosa" - ci racconta Nuti, che ha musicato molte poesie della Merini. “Diceva che la poesia, grazie alla musica, arriva anche a coloro che non entrerebbero mai in una libreria”. Nuti ricorda la sua gioia nell’acquistare piccoli oggetti: collane, carillon, bambole… per poi regalarli ad amici e conoscenti. E il suo piacere di essere riconosciuta e fermata per strada, quando iniziò ad arrivare la popolarità televisiva...L’Alda Merini raccontata da Nuti, piena di passione, tenerezza e dolcezza, ha conosciuto per tanti anni la sofferenza del manicomio e a noi di Psicoradio viene in mente quando, molti anni fa, ci disse “sarete anche matti, ma non avete visto il manicomio, quindi io con voi di queste cose non voglio parlare”.
Radio Popolare
Il padre evaporato nel Paese delle meraviglie
Il padre evaporato nel Paese delle meraviglie
calendar_today 22/11/2017 09:00
Un viaggio Psi da Lacan ad Alice “Noi siamo nel tempo in cui i figli devono poter scrivere il loro futuro e il loro desiderio, e non aspettarsi più che il padre arrivi, come Telemaco che attendeva che il padre Ulisse tornasse vittorioso a riportare la legge”...Con queste parole il noto psicoanalista Massimo Recalcati, autore di molti libri, conclude l’intervista rilasciata a Psicoradio sul concetto lacaniano di “evaporazione del padre”, tema di questa puntata. Ma cosa si intende quando si dice che un padre è “evaporato”?....“Lacan ne parla all’indomani della contestazione del ’68” spiega Massimo Recalcati “che ha messo in primo piano il diritto di parola dei figli, che non sono più disposti a fare orientare la propria vita dai principi di autorità, dalla legge della tradizione, dal padre padrone che orienta la vita individuale e collettiva.”..Sul tema dell’evaporazione del padre e in generale del rapporto con il paterno si sono confrontati alcuni redattori di Psicoradio. “Io mio padre l’ho divorato ma non l’ho metabolizzato” dice Morena, “per me mio padre era ed è ancora nutrimento, carne, sessualità, il potere sadomasochista. Sono molto lontana dalla sua evaporazione!” Paolo racconta un’esperienza diversa: “io non ho aspettato il ritorno del padre, come Telemaco, ma abbiamo fatto due percorsi completamente autonomi.”..Secondo la direttrice di Psicoradio, Cristina Lasagni, “una delle funzioni più importanti dei padri è quella di porre dei limiti perché il limite serve anche ad essere trasgredito, aiuta a definire i propri desideri, la propria identità.”....Nel seguito della puntata Psicoradio entra nel mondo delle meraviglie e intervista Alice. “Come Alice cammino nel mondo della fantasia, non ho avuto il tempo di farlo da piccola. Da piccola mi hanno sempre dato compiti da grande, così recita una frase dello spettacolo ispirata alla mia storia personale. Io sono stata genitore dei miei genitori.” Così esordisce ai microfoni di Psicoradio Elisa che, con la compagnia Arte e Salute Ragazzi, interpreta Alice al Teatro Testoni ragazzi nello spettacolo “In cerca di Alice”. Lo spettacolo nasce da una collaborazione tra l’associazione Arte e Salute ONLUS e La Baracca-Testoni Ragazzi, per la regia di Valeria Frabetti e Daniela Micioni.
Radio Popolare
Meno farmaci e più empatia
Meno farmaci e più empatia
calendar_today 15/11/2017 09:00
Cosa vorremmo (o non vorremmo) dai nostri psichaitri, psicologi ed educatori In questa seconda puntata dell’inchiesta sul rapporto tra psichiatri e pazienti sentiamo le testimonianze di alcuni redattori di Psicoradio. Qualcuno denuncia un grande ricorso alla prescrizione di farmaci al posto di un rapporto di relazione empatico con il paziente. “Diverse volte mi sono capitate situazioni molto negative. Ad esempio anni fa, al primo appuntamento, una psichiatra che non conoscevo dopo neanche un quarto d’ora mi prescrisse subito tanti farmaci - racconta C. - Io avevo una certa avversione verso le medicine, e cercai di spiegarglielo. Ricordo che mi rispose “Allora lei non vuole guarire”...V. ricorda “Ho avuto uno psicologo junghiano che aveva sempre un’espressione fredda e imperturbabile. Si infervorava solo quando sbagliavo i pagamenti; e allora mi diceva che avevo un’avversione verso la psicoanalisi o che volevo rendere lui il mio papà”...“La pastiglia aiuta, ma aiuta molto di più un buon colloquio” sostiene B. Quello che è importante è sentirsi accolti da una persona; poi, attraverso questa accoglienza può passare anche l’uso degli psicofarmaci. Se invece si ha la sensazione che l’accoglienza cominci ad essere sostituita dall’uso degli psicofarmaci, allora non va bene...Tutti matti tranne Trump?....Per finire: avete mai sentito la storia di quella persona che pensava di essere l’unico sano in un mondo di pazzi? Donald Trump più volte, e anche ultimamente commentando la sparatoria nella chiesa Texana, ha affermato che il problema delle sparatorie nel suo paese non ha a che fare con il facile accesso alle armi ma con i disturbi mentali di chi compie i delitti. ..Psicoradio si chiede: può darsi che chi ha compiuto quest’ultima strage non stia bene. Però, di chi è la responsabilità della facilità con cui ha potuto riempirsi di armi? Di chi sta male o di chi gli rende possibile armarsi?
Radio Popolare
Pisichiatri, psicologi, educatori hanno un cuore?
Pisichiatri, psicologi, educatori hanno un cuore?
calendar_today 08/11/2017 09:00
Ma chi mi cura, ci tiene davvero a me? Fare il terapeuta è solo un lavoro, che si conclude quando è finito il tempo del colloquio o della prescrizione di farmaci, o invece possiamo incontrare persone che provano empatia, trasmettono calore, diventano punti di riferimento nei momenti di difficoltà?..Questo interrogativo ha animato una discussione tra redattori/redattrici, e da qui è nata una nostra inchiesta...La cura del disagio psichico passa attraverso la relazione che si instaura con il proprio terapeuta, con gli psichiatri, gli psicologi e gli operatori che si incontrano durante il proprio percorso...Quali sono gli atteggiamenti di chi ci cura che rendono più difficile il rapporto, o le cose che danno proprio fastidio? Quali sono invece i comportamenti che ci avvicinano alle persone ai quali ci affidiamo?..Cominciamo con le risposte dei redattori di Psicoradio, che raccontano incontri e scontri con psichiatri e operatori della salute mentale, del pubblico o del privato che prendono a cuore le singole situazioni, che danno sensazione di sicurezza o che spaventano per la loro freddezza...Ne emerge una situazione variegata. Qualche redattore frequenta gli psichiatri da quando ha 6 o 7 anni e ha conosciuto decine di medici; c’è chi ha sviluppato un rapporto di fiducia con la stessa psicoterapeuta che va avanti da più di dieci anni...In molti casi le difficoltà non nascono dall’atteggiamento del terapeuta, ma dal fatto che è difficile avere il tempo e la tranquillità di potersi raccontare, perché ogni psichiatra ha un alto numero di pazienti...“La psichiatra che ho adesso secondo me è molto brava e mi fido molto di lei, ma ha una massa di pazienti, e per questo si attiva solo in caso di emergenza” – sostiene V...In questi casi C. preferisce “chiamare un amico”, sfogarsi e attendere il primo momento utile per parlare con il proprio psichiatra. Altri si affidano sia a uno psichiatra che a uno psicologo, per avere meno paura di trovarsi soli in caso di emergenza...A volte nascono corto circuiti difficili da superare. Racconta V., “mi è stato proposto uno psicologo che era del 1987 e io non sono riuscito a fidarmi. Sapere che era solamente un anno più grande di me non faceva che scatenare la mia invidia per la sua situazione rispetto alla mia; pensavo a tutto tranne che alla psicoterapia”...In ogni caso, come racconta L., che ha un ottimo rapporto con la sua terapeuta, “dopo tanti anni, continuo a raccontarmi e adesso riesco a prendere anche i farmaci con regolarità. L’obiettivo comunque è quello di cercare di stare meglio e non vederla più.”..Il seguito, un po’ più cattivo, alle prossime puntate…
Radio Popolare
La macchia oscura di Colonia Dignidad
La macchia oscura di Colonia Dignidad
calendar_today 01/11/2017 09:00
La scrittrice e giornalista Lola Larra ci parla di Sprinters, il suo libro che racconta le atrocità accadute all’interno di questa colonia agricola fondata in Cile negli anni Settanta. Il direttore di Colonia Dignidad era Paul Schafer, un predicatore battista tedesco, ex medico nella nazista Wehrmacht, che trasferì la sua comunità dalla Germania al Cile. Qui, in una bellissima zona del centro del Paese, comprò e recintò un grande appezzamento di terreno. Da quel momento nessuno più potè uscire o entrare dalla Colonia...In questo luogo completamente autonomo, segregato dal resto del mondo, Schaferper molti anni gestì la comunità con potere assoluto, separando gli uomini dalle donne e usando violenza ai ragazzini, gli “sprinters” del libro. Secondo Amnesty International Colonia Dignidad servì anche come luogo di detenzione e tortura per prigionieri della polizia segreta cilena, la terribile DINA. Le attività andarono avanti durante gli anni della dittatura di Pinochet, ma continuarono anche dopo la sua caduta. “Perché questo criminale sia sopravvissuto per tanti anni, è quello che noi cileni ci siamo chiesti tante volte” racconta Lola Larra a Psicoradio. Infatti, anche dopo le denunce di chi era fuggito dalla Colonia, i governi cileni successivi a Pinochet non sono intervenuti immediatamente. Solo nel 2005 Paul Schafer è stato finalmente arrestato in Argentina, dove era fuggito, è stato giudicato per pedofilia e traffico d’armi ed è morto in carcere in Cile. Altri collaboratori di Schafer sono tuttora in libertà.
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Pensieri come tarli Psicoradio intervista la dottoressa Teresa Cosentino
Pensieri come tarli Psicoradio intervista la dottoressa Teresa Cosentino
calendar_today 25/10/2017 09:00
“In Italia ci sono circa ottocentomila persone che soffrono del Disturbo Ossessivo Compulsivo, con un’età compresa tra i 15 e 25 anni. A differenza di altre patologie di questa se ne parla ancora molto poco, ma è un disturbo che può limitare tanto la vita della persona nel suo quotidiano”. Con questi dati la dott.ssa Teresa Cosentino, psicologa e psicoterapeuta ad indirizzo comportamentale e cognitivo, apre l’intervista a Psicoradio. La redazione l’ha sentita in occasione di un convegno sul disturbo ossessivo compulsivo che ha organizzato a Roma durante la giornata mondiale della salute mentale. Cos’è questo disturbo? Come si manifesta?....Queste sono alcune delle domande che i redattori e le redattrici di Psicoradio hanno rivolto alla dottoressa. “Può presentarsi in vari modi e avere anche definizioni cliniche differenti, potremmo però semplificare e riassumere il sintomo principale come un pensiero indesiderato che s’impossessa della mente della persona”, spiega Cosentino e continua “ad esempio esiste il disturbo ossessivo compulsivo da controllo e la persona che ne soffre spesso teme di aver dimenticato qualcosa o di aver compiuto un errore molto grave, e a causa di questo verifica più volte di aver chiuso bene il gas , la porta o apre la mail per controllare cosa ha scritto. Questa è ciò che potremmo definire compulsione”. La psicologa sottolinea che tra le persone che chiedono aiuto più della metà ha buona possibilità di guarigione e che, come nella maggior parte delle malattie psicofisiche, è molto importante la diagnosi precoce. Per quanto riguarda, invece, le diverse terapie esistenti, la dottoressa Cosentino sostiene che le linee guida internazionali sulla cura del disturbo ossessivo compulsivo affermano che la terapia cognitivo comportamentale ha lo stesso effetto, in alcuni casi, di quella farmacologica, perché lavora sui sensi di colpa che generano l’ossessione.
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Chi ha paura di Psycho? La costruzione dell'immaginario attraverso le serie tv e il cinema
Chi ha paura di Psycho? La costruzione dell'immaginario attraverso le serie tv e il cinema
calendar_today 18/10/2017 09:00
Quanto il cinema e la televisione influenzano la percezione che abbiamo del mondo della salute mentale? Cristina Lasagni, direttrice di Psicoradio e docente di Cinema Documentario all'Università della Svizzera Italiana, ci introduce in un’ampia riflessione su questo argomento. Citando diversi studi, spiega quanto siamo abituati ad abbandonarci ai racconti cinematografici e televisivi e quanto questi, nel tempo, influenzino negativamente la costruzione del nostro immaginario su chi è affetto da malattie mentali. Tutti hanno una tv e non è richiesta alcuna competenza per poterne usufruire...Lo studioso Gerbner, nella sua “Cultivation Theory”, parla di sindrome del mondo malvagio: più si guarda la tv più si percepisce il mondo reale come pericoloso. Anche la tv per bambini é soggetta ad influenze di questo tipo, utilizzando molti termini spregiativi verso chi ha un disturbo psichico. Oggi questa tendenza generalizzata sta lentamente cambiando, si raccontano anche storie di personaggi affetti da disturbi mentali che invece hanno un impatto positivo sul racconto. Questo sta avvenendo anche grazie alle proteste di associazioni di pazienti e familiari, che fanno sentire le proprie voci.
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Famiglia e dolore psichico Come è difficile accettare un figlio che è cresciuto pazzo
Famiglia e dolore psichico Come è difficile accettare un figlio che è cresciuto pazzo
calendar_today 11/10/2017 09:00
Gisella Trincas, presidente dell’UNASAM (Unione Nazionale delle Associazioni Per la Salute Mentale), parla ai microfoni di Psicoradio al cuore di tutte le famiglie di pazienti psichiatrici. Sorella di due persone affette da gravi patologie psichiche, Gisella Trincas ha lanciato un appello alle famiglie dei pazienti psichiatrici: "Non rifiutateli. Uno dei più grandi dolori di chi soffre di una patologia mentale e' il sentirsi abbandonato dalla propria famiglia”e ha raccontato la sua esperienza: “Quando mia sorella si ammalò, mia madre pensò che sua figlia fosse diventata cattiva. Non accettava che i comportamenti a volte aggressivi della figlia fossero conseguenza della malattia psichica. Era un modo per non interrogarsi su cosa potesse essere accaduto. Per fuggire dalle proprie responsabilità”. E invece il ruolo e il sostegno della famiglia intera, non solo da parte dei genitori, ma anche di fratelli e sorelle, sono fondamentali.
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Lidia Ravera e l'inferiorità della donna - Le donne e gli uomini sono diversi tra loro, ma quanto?
Lidia Ravera e l'inferiorità della donna - Le donne e gli uomini sono diversi tra loro, ma quanto?
calendar_today 04/10/2017 09:00
“La donna quando venisse private delle sue ovaie diviene un essere non meno infelice dell’uomo castrato, con tutte le conseguenze disastrose che si ripercuotono sul suo corpo e più ancora sulla sua mente.”..Le donne e gli uomini sono diversi tra loro, ma quanto? E soprattutto, c’è un genere superiore ed uno inferiore? A partire da un libro “scientifico” del 1947 - “L’anima della donna e le leggi naturali” di Carlo Ceni, Psicoradio si interroga sugli “eterni dilemmi” che continuano a influenzare la società. E infatti, questo libro, come tanti dell’epoca positivista di inizio novecento, sono la base di tanti luoghi comuni che continuano ad influenzare la convivenza del genere maschile e femminile. Secondo questo testo, l’istinto che guida l’uomo è sessuale mentre quello femminile è materno.....L’intelligenza è definita debole e paragonata a quella dei primitivi e degli animali; la resistenza al lavoro intellettuale è ritenuta scarsa, e queste deficienze sarebbero giustificate dalla funzione principale della donna, quella riproduttiva. La menopausa, infatti, provocherebbe un vero e proprio“collasso psichico” e morboso...“Il lavoro intellettuale della donna può apparire brillante e rapido come quello dell’uomo. Ha tuttavia un limite: che non va oltre la potenzialità della sua mente debole […] Ogni applicazione mentale che richieda l’attenzione continua nell’apprendere cose nuove, ogni orientamento dell’attività diverso da quello acquisito dall’abitudine, ogni suo sforzo psichico, più o meno presto si ripercuote sulla costituzione psicorganica della donna dando luogo a un collasso, che si manifesta in un senso di stanchezza, di irritabilità [...]ed essa fa ritorno alla quiete delle fatiche domestiche.”..La redazione ha commentato questo saggio dell’epoca. Tra le tante reazioni quella di Luca, che pensa che la donna non sia inferiore ma uguale all’uomo e che il pensiero di questo libro sia “razzista”e quella di Margherita che fa presente che oggi le donne, oltre alla funzione riproduttiva, si occupano di casa e giungono ai vertici di ogni ambito professionale. Tutto ciò nonostante ancora una parte della società la pensi come il libro, e cioè che le donne non siano in grado di resistere allo stress, alla fatica mentale e agli “sbalzi” dovuti al ciclo mestruale o alla menopausa. Di questo e del ruolo che la donna ha oggi, ne abbiamo parlato con Lidia Ravera, autrice del noto romanzo ”Porci con le ali”, un diario di due ragazzi adolescenti sulle loro prime esperienze di sesso e di politica...“Le donne che si sono piazzate in politica, spesso sono uome, perché sono elette dalle segreterie dei vari partiti. Questo succede perché noi donne non scegliamo mai altre donne, non facciamo i conti con le nostre ambizioni e non abbiamo mai definito il nostro ruolo nella vita della polis”, spiega la scrittrice parlando del rapporto con il potere. Come si sopravvive, allora, a tutto questo?..“Io ho due vantaggi: di riuscire a stare nel mondo della politica con lo sguardo sorpreso e melanconico della scrittrice; l’altro di essere ormai una donna grande e matura. Ho imparato con gli anni e sulla mia pelle a gestire questo mondo complicato”.
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Il carnevale degli animali - Gli animali prendono vita in musica
Il carnevale degli animali - Gli animali prendono vita in musica
calendar_today 27/09/2017 09:00
Questa settimana dalle onde di Psicoradio gli ascoltatori vedranno prendere vita tartarughe che ballano un lento can-can, elefanti “in marcia” e altri animali ballerini che, attraverso le note musicali del compositore Camille Saint-Saens, mettono in scena un simpatico ed eccentrico carnevale. “Il carnevale degli animali - racconta Cristina, la direttrice di Psicoradio - è una delle opere più famose del compositore francese.....L’autore stesso ne proibì l’esecuzione completa fino a quando fosse stato in vita. Il motivo di questa decisione non è noto, alcuni lo attribuiscono al fatto che Saint-Saens scrisse l’opera come scherzo musicale, usando brani di colleghi famosi e che quindi temesse che ciò potesse nuocere al suo buon nome”. Gli animali, già protagonisti di diverse puntate di Psicoradio, continuano a popolare la trasmissione attraverso le poesie di Baudelaire e Neruda dedicate ai gatti, in cui i rispettivi autori identificano nel felino domestico uno la femminilità, l’altro la libertà di essere se stessi. La puntata continua con i piccioni, ai quali è dedicata la poesia di Montale “La solitudine”: su questo stato d’animo, spesso compagno di artisti e “diversi”, riflettono gli psicoredattori Claudio e Morena che discutono inoltre di come e quanto gli amici animali abbiano colmato i vuoti della loro solitudine.
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Psicoradio Estate: La prima verità - Intervista a Simona Vinci
Psicoradio Estate: La prima verità - Intervista a Simona Vinci
calendar_today 12/09/2017 09:00
"Un lettino di ferro con le sbarre bianche e un corpo nudo: quello di una bambina tra i sette e dieci anni”..E’ l’apertura di "La Prima verità", libro di Simona Vinci, vincitore del premio Campiello 2016. L’immagine è una foto del 1970, scattata per una inchiesta su un ospedale psichiatrico in cui si praticava l’elettrochoc a chiunque fosse considerato “ineducabile” o “pericoloso per sé e per gli altri”. L'autrice racconta a Psicoradio:” Me la porto dietro dovunque. Sono stata anche io una bambina ineducabile. Sono stata una bambina pericolosa per sé e per gli altri. Mi è andata bene. Se fossi nata solo cinque anni prima del 1970, in un altro contesto sociale, avrei potuto essere io quella bambina nuda, legata con cinghie di contenzione a un lettino spinto contro i margini dell’abisso”..."La Prima verità" racconta la storia di Angela, una giovane ricercatrice italiana, e della sua decisione di andare sull'isola-manicomio di Leros, dove fino alla metà degli anni 90 venivano recluse le persone con sofferenza psichica. E, dove a suo tempo la dittatura dei colonnelli aveva deportato poeti e dissidenti politici di tutta la Grecia, facendoli convivere con i malati di mente. Con Angela Simona si fonde, per dar voce a quelle anime dimenticate dalla storia, grazie a polverose cartelle cliniche a cui Angela/Simona riesce ad accedere...Nell’intervista, Simona Vinci svela alla redazione di sentire fino da piccola voci e presenze, proprio come sua madre, ed e' proprio la sofferenza psichica della madre ad averle fatto da specchio portandola a comprendere il suo bisogno di aiuto." Mi sono rivolta a uno psicoterapeuta e non al Centro di salute mentale - rivela - perché io vivo in un paese e il pensiero che il mio disagio psichico potesse essere noto a tutti mi suscitava vergogna"
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Arte ed altre emozioni
Arte ed altre emozioni
calendar_today 30/08/2017 09:00
Psicoradio Estate: La follia dell'arte Biografie, brani di diari, citazioni … per indagare la capacità – e la necessità – degli artisti di affondare negli abissi dell’inconscio, proprio e collettivo. Jackson Pollock: “ Tutti noi siamo influenzati da Freud, mi pare… La pittura è una scoperta del sé. Ogni buon artista dipinge ciò che è.(...) L'inconscio è un elemento molto importante dell'arte moderna; e penso che le pulsioni dell'inconscio abbiano grande significato per chi oggi guarda un quadro.
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Belle storie - Quattro storie a lieto fine di ex psicoredattori
Belle storie - Quattro storie a lieto fine di ex psicoredattori
calendar_today 23/08/2017 09:00
Marco e Cristina si sono conosciuti durante un viaggio in Francia. In quella vacanza, organizzata dal centro di salute mentale, Marco non ci voleva neanche andare. E invece gli ha cambiato l’esistenza, a dimostrazione di come la vita possa prendere pieghe inaspettate e regalare una felicità cui si era rinunciato. Poi c'è Rama, albanese del Kossovo, che dopo un periodo a Psicoradio sta facendo un tirocinio per imparare a fare il falegname, e se tutto andrà bene, potrebbe essere assunto. "Ho avuto periodi in cui sono stato molto male, e credevo che sarebbe andato tutto peggio -racconta - Psicoradio mi ha insegnato a stare insieme agli altri, a confrontarmi.” Il terzo protagonista è Andrea, edicolante sui generis che "fa concorrenza a se stesso": oltre a vendere libri li regala. L’iniziativa si intitola: "Odor di carta… e di marciapiede". “Volevo sfruttare la mia laurea in marketing – racconta Andrea - così ho deciso di regalare libri mettendoli dentro una cesta da fornaio, sul marciapiede davanti la mia edicola”. Un esempio di book-crossing. Infine ci sono Fabio e Cristina. Lui segue per passione giovani ciclisti da un punto di vista fisioterapico e scrive sul Faro, un giornalino che parla di salute mentale fatto da pazienti psichiatrici. Lei invece lavora tre giorni la settimana in una mensa scolastica e due in un laboratorio di restauro. I loro familiari fino ad un anno prima, non erano d’accordo sul matrimonio, lo consideravano prematuro, ma Fabio era sicuro della sua decisione, voleva sposare Cristina. Così sono convolati a nozze, ma per il momento hanno deciso di non diventare genitori.
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Ricordi verde acqua - Schegge d'eternitá fluttuano nei microfoni di Psicoradio
Ricordi verde acqua - Schegge d'eternitá fluttuano nei microfoni di Psicoradio
calendar_today 16/08/2017 09:00
Gli psicoredattori hanno deciso di fare un tuffo nel passato e aprire il loro diario dei ricordi legati al mare. "Quando penso al mare penso a mia madre. Lei si è trasferita in provincia di Rimini, lasciandomi solo - confessa Luca - Non mi ha detto il perché si sia trasferita e per questo sono abbastanza arrabbiato con lei. Ma il mare mi riporta alla mente anche i giochi e gli aperitivi con gli amici". "Io sono nata in Sicilia. Per me il mare sono due donne che inventano una nuova realtà rispetto a quella che stai vivendo: la Fata Morgana e la lupa - racconta Angela, una tutor della radio - Sono due fenomeni rari ma quando si verificano tutti i bambini sognano e gli adulti si spaventano". Un altro tutor, Alarico, torna bambino e ripensa a quella notte d'estate del 1982 quando l'Italia si aggiudicò la coppa del mondo battendo la Germania. "Ero al mare con i miei genitori e camminavo per strada fiero e felice, prendendomi gioco dei tedeschi". Vincenzo, Vanes, Claudio, Lorenzo, Morena e la tutor AnnaRosa ci aprono le porte su frammenti del loro passato al mare, accompagnando i ricordi con alcune canzoni scelte da loro. Lo psicodiario dei ricordi si chiude con Cristina Lasagni, direttrice della radio, che legge il diario di Dieter Baumann, nipote di Carl Gustav Jung, che svela il rapporto del celebre psicanalista con l'acqua. Per Jung l'acqua e' metafora dell'inconscio umano, con i suo abissi abitati da mostri, sirene e perle preziose. "Chi guarda nello specchio dell’acqua - scrive Jung - vede, per prima cosa, la propria immagine. Chi va verso se stesso rischia l’incontro con se stesso".
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Animali
Animali
calendar_today 09/08/2017 09:00
Psicoradio Estate - ANIMALI
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Nemico cibo - Dialogo aperto sui disturbi alimentari
Nemico cibo - Dialogo aperto sui disturbi alimentari
calendar_today 02/08/2017 09:00
In questa puntata conversiamo con la dott.ssa Mariangela Pierantozzi, psicanalista, psichiatra, tra le fondatrici di Officina Mentis, associazione psicanalitica di Bologna. Con lei abbiamo analizzato i principali disturbi (l’anoressia nervosa, la bulimia, la pica), i decorsi, e anche qualche ipotesi sul perché nascano i disturbi alimentari. L’anoressia ad esempio si manifesta soprattutto nell’età dello sviluppo, riguarda donne per il 95% e solo il 5% di uomini, ed è una malattia del benessere, diffusa nella società occidentale. La bulimia, che consiste nella continua assunzione di cibo, è di difficile diagnosi perché la persona non cambia di peso, dato che si induce il vomito. Dal punto di vista psicologico ci sono molte teorie sulla loro origine, una delle quali sostiene che l’anoressia abbia alla base un legame conflittuale con la madre. Nel caso delle pazienti viste dalla dottoressa Pierantozzi, invece, l’anoressia spesso riguardava il rifiuto di diventare grande, la negazione delle pulsioni sessuali, che infatti in età adolescenziale si manifestano con grande forza. Seguono le testimonianze di alcune persone che hanno vissuto sulla propria pelle i disturbi alimentari e quella di una mamma che racconta della figlia anoressica.
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Il vivifico veleno del punk - Intervista a Helena Velena, eclettica artista, profetessa transgender, scrittrice e teorica delle controculture
Il vivifico veleno del punk - Intervista a Helena Velena, eclettica artista, profetessa transgender, scrittrice e teorica delle controculture
calendar_today 25/07/2017 09:00
“Tutto esiste perché esiste il suo contrario. Tutto è anche il suo contrario. Quella che era la normalità è la nuova follia e quello che era rivoluzionario, adesso è conservatore.” Ai microfoni di Psicoradio scorre il veleno vivifico di Helena Velena, all’anagrafe Gianpaolo Giorgetti. Jumpy Velena muove i primi importanti passi a Radio Alice, una delle fondamentali esperienze del Settantasette bolognese. E’ stata un personaggio di spicco della scena punk bolognese dei Settanta, "madre" fondatrice del gruppo musicale RAF Punk e dell'etichetta discografica Attack Punk Records, con cui pubblicò all’epoca alcuni dei gruppi chiave della scena punk e hardcore italiana, primi fra tutti i CCCP Fedeli alla linea e i Disciplinatha. Nell'ambito della puntata di Psicoradio racconta come rimanere fedeli a se stessi senza per forza sclerotizzarsi ideologicamente. Nel corso dell'intervista Helena Velena affronta in modo politicamente scorretto molti temi di ampia portata sociale. E si prosegue sino al termine della puntata sulla scia del punk con le presentazioni musicali di Morena, Vanes e Alarico che ricordano il punk attraverso le note e le voci di artisti del calibro di Nina Hagen e Lene lovich, Clash, Germs...
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La ruvida lingua delle foglie di Papusza
La ruvida lingua delle foglie di Papusza
calendar_today 18/07/2017 09:00
Alisa è una giovane mediatrice culturale rom di nazionalità romena che vive a Bologna da una decina d’anni. La sua storia parla anche della storia dell'immigrazione romena in città. Alisa, arrivata adolescente, ha vissuto in un edificio occupato in condizioni molto difficili. E' arrivata anche a negare la sua identità per farsi accettare da tutti...Nella conversazione che Psicoradio ha fatto con lei, Alisa parla della sua integrazione, scardina pregiudizi e rovescia molti stereotipi come ad esempio quello classico secondo cui gli zingari rubano i bambini...Ad Alisa chiediamo anche di spiegarci perché ci sono bimbi che chiedono l'elemosina...Un'altra donna rom è la protagonista della seconda parte della puntata: Bronisława Wajs, soprannominata Papusza, che in lingua romanes significa bambola. Era una poetessa rom polacca vissuta nel secolo scorso; la sua comunità non accettava che lei scrivesse i suoi testi molto intensi. Nelle su e poesie racconta la forza e la bellezza della natura che la circondava. Papusza è morta folle e sola, dopo aver bruciato tutte le sue opere: solo pochissime si sono salvate e due di queste sono inserite nella puntata della settimana, accompagnate dall’evocativa musica tzigana di Lida Goulesco e dalle musiche nuziali dei rom del Kosovo.
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Psicoradio di martedì 11/07/2017
Psicoradio di martedì 11/07/2017
calendar_today 11/07/2017 09:00
Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
Radio Popolare
Voci nuove ai microfoni di Psicoradio
Voci nuove ai microfoni di Psicoradio
calendar_today 04/07/2017 09:00
Oggi sentite per la prima volta le voci dei redattori che da poco sono entrati a far parte dello psicoteam bolognese. Sono Vanes, Vincenzo, Isaac, Cesare e Claudio. Dopo aver raccontato un po' di loro, svelano quali sono gli argomenti che vorrebbero trattare in radio. "Vorrei parlare della discriminazione a cui sono soggetti i pazienti psichiatrici nei Centri per l'impiego - confessa Vincenzo- dove devono superare, a differenza delle altre persone con patologie fisiche, più valuta-zioni sulle proprie capacità". Isac invece vuole affrontare la differenza tra un disturbo psichico e una difficoltà temporanea - "Perché - sottolinea - a volte gli psichiatri tendono a patologizzare anche semplici momenti di difficoltà delle persone." La trasmissione si conclude con le domande che le new entry fanno ad una "vecchia" psico redattrice che svela -"Prima di entrare in radio pulivo i cessi. Vivevo in un contesto famigliare e lavorativo per cui mi sentivo uno scarafaggio. A Psicoradio devo la mia metamorfosi positiva: lo scarafaggio e' diventato un essere umano. Un essere umano libero. Ho affrontato tante difficoltà, perché lavorare in una radio come questa, dove i tuoi colleghi sono colleghi di lavoro e sofferenza e' tosto, ma ne e' valsa e continua a valerne la pena." Noi stiamo imparando a collaborare dietro i microfoni e ci auguriamo che presto anche voi Psicoascoltatori possiate imparare a conoscere a chiamare per nome i nuovi Psicoredattori.
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Intervista a Don Ettore Cannavera. Non c'è carcere buono
Intervista a Don Ettore Cannavera. Non c'è carcere buono
calendar_today 27/06/2017 09:00
Intervista a Don Ettore Cannavera, ex cappellano del carcere minorile, e fondatore de La Collina, una comunità che ospita ragazzi in alternativa al carcere. Psicoradio vi racconta una storia, una storia vera. E' la storia di don Ettore Cannavera, ventitré anni trascorsi come cappellano all'interno del carcere minorile di Quartuccio, in provincia di Cagliari, da cui si e' dimesso nel 2015 per sottolineare l'inadeguatezza del sistema penitenziario minorile italiano impostato solo sulla cu-stodia dei ragazzi e non su una visione realmente pedagogica e rieducativa. Don Ettore contempo-raneamente al suo impegno all'interno del carcere fonda, nel 1994, in provincia di Cagliari "La Col-lina", un luogo dove i giovani rei possono scontare la pena alternativa. "La recidiva del carcere è del 70/%, che scende al 4% tra gli ospiti della Comunità" - spiega il sacerdote- "La differenza è che mentre i luoghi di detenzione sono repressivi, "La Collina" ha come fine la riabilitazione e il reinse-rimento sociale. Qui i ragazzi possono esprimere se stessi nelle relazioni con gli operatori e il contatto con l'esterno".
Radio Popolare
per cambiare. Una tesi su Psicoradio
per cambiare. Una tesi su Psicoradio
calendar_today 20/06/2017 09:00
Giulia Bosi è una ex studentessa che si è laureata da poco con una tesi su Psicoradio, alla facoltà di Umanistica dell’Università di Milano. Al centro della tesi, che ha come relatore il professore e giornalista Danilo De Biasio, c’è il racconto di Psicoradio e il tentativo di capire se l’ascolto dei suoi programmi possa influenzare idee e preconcetti sulla salute mentale. Per scoprir-lo Giulia ha utilizzato il metodo del focus group, tipico della ricerca sociologica qualitativa. I risul-tati sono stati sorprendenti: per chi non conosce quasi nulla del mondo della salute mentale l’ascolto di anche solo una puntata influisce positivamente sulle emozioni e sensazioni che, anche incon-sciamente, si provano nei confronti di chi soffre di un disagio psichico. “Quando sono arrivata nella vostra redazione, racconta Giulia ai nostri microfoni, non sapevo cosa aspettarmi. Poi sono successe tante cose: per esempio, per due giorni ho parlato con una redattrice pensando che fosse una tutor. Questo secondo me è un po’ l’essenza e l’anima di Psicoradio: il progetto è un insieme di persone che lavorano per un obiettivo comune; ovviamente ognuno ha le sue peculiarità, il suo carattere, la sua personalità, ed anche i suoi disturbi, ma non esistono differenze di trattamento tra chi è un paziente e chi non lo è. Io mi sono sentita accolta da questa atmosfera che mi ha veramente coinvolta ed entusiasmata ”. LO PSICODIZIONARIO - “BULIMIA” Ecco di nuovo lo Psico-dizionario, che spiega le parole della salute mentale viste con precisione ma anche dal nostro punto di vista. E anche con le poesie di redattrici e redattori. E' la prima di due puntate, e questa settimana parliamo di “bulimia”, delle caratteristiche principali e di come riconoscerla. La bulimia condiziona largamente il modo di vivere delle persone affette da questa patologia, perchè altera la percezione di se stessi, del proprio corpo, interferendo con la vita di relazione e peggiorando la qualità della vita. Un sentimento spesso presente in chi soffre di bulimia la vergogna, la colpa. Bulicamente tossica di Morena Manzani - Che ne sapete dei miei profondi vuoti Dei miei inferni, le mie desolazioni Di una famiglia di scarafaggi e topi Di miseria e violente punizioni. (...) Ed il cibo diviene l’unico amore con cui voi nutrivate questo corpo Mi assopisce un attimo il dolore e per un attimo sparisce ogni ricordo Non ho tregua, ne pace. E’ una tortura Da sempre mi amo e mi tradisco..Mangio e vomito, mistica lordura e ogni volta rinasco e mi abortisco
Radio Popolare
Psicoradio - Il Flower Festival tra Diamanda Galas e Basaglia - In equilibrio sopra la follia
Psicoradio - Il Flower Festival tra Diamanda Galas e Basaglia - In equilibrio sopra la follia
calendar_today 06/06/2017 09:00
In occasione del concerto d’anteprima del Flowers Festival che Diamanda Galas terrà il 9 giugno a Collegno, in provincia di Torino, riascoltiamo un’intervista che quest’artista eclettica, scioccante e dalla luminosa oscurità, ha rilasciato anni fa ai nostri microfoni. La sua voce, ricono-scibile ed unica, racconta la sofferenza degli emarginati e la lotta costante per superare la malattia mentale. Diamanda spiega a Psicoradio come l’arte possa diventare un mezzo per liberare la diver-sità, uno strumento di guarigione. Il Flowers Festival si svolgerà dall’11 al 22 luglio 2017 a Colle-gno, presso il Cortile Lavanderia a Vapore, nel Parco della Certosa, dentro quello che un tempo era uno dei manicomi più grandi d’Italia. Giunto alla terza edizione, il festival presenta, oltre ad una rassegna di concerti, anche una sezione denominata “In equilibrio sopra la follia”. A questo proposi-to abbiamo intervistato il direttore artistico Fabrizio Gargarone che ha sottolineato come questa se-zione sia “parte di un percorso che ci porterà nel 2018 a celebrare il quarantennale della Legge Ba-saglia, ultimo esempio di lotta di liberazione in questo Paese”. Per continuare a riflettere su questi temi, due consigli di lettura: Sbatti il matto in prima pagina, del giornalista Pier Maria Furlan, saggio che testimonia il ruolo di primo piano dei giornali italiani nel sensibilizzare l’opinione pubblica sugli orrori nascosti dentro le mura degli ospedali psichiatrici e sulla necessità di una regola-mentazione che tenesse conto della dignità umana e Il manicomio dei bambini di Alberto Gaino: otto storie di minorenni "lasciati a marcire" dietro i muri di un manicomio.
Radio Popolare
Psicoradio - Basaglia si è fermato a Eboli? I disastri e le grandi differenze tra le Regioni italiane nella possibilità di cura della salute mentale
Psicoradio - Basaglia si è fermato a Eboli? I disastri e le grandi differenze tra le Regioni italiane nella possibilità di cura della salute mentale
calendar_today 30/05/2017 09:00
E' la denuncia dalla SIEP (Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica), che parla anche di psicofarmaci, contenzione, e delle paure di pazienti e familiari. Nella trasmissione le interviste al dottor Fabrizio Starace, presidente della Siep, e a Teresa di Fiandra, tecnico del Ministero della Salute. Una persona con un disturbo psichico potrà stare meglio o peggio, essere curata più o meno bene, anche a seconda del luogo in cui vive. Lo suggeriscono i dati presentati nella 14° riunione scientifica della SIEP (Società Italiana di Epidemiologia Psichiatrica) che si è tenuta a Bologna il 18 e 19 maggio. La Siep ha rielaborato i dati del Rapporto salute Mentale del Ministero, analizzando la situazione del personale dei Dipartimenti di salute mentale. La fotografia che emerge è davvero allarmante perché evidenzia enormi differenze di condizioni tra le Regioni, e descrive un Sud che spesso non raggiunge gli standard minimi di un servizio efficiente. I Dipartimenti di Salute Mentale della Val d'Aosta, per esempio, hanno a disposizione quasi 19 medici ogni 100.000 abitanti; in Umbria per lo stesso numero di abitanti i medici sono solo 5. E siccome la psichiatria è un lavoro che dovrebbe basarsi principalmente sulla relazione, è un campo in cui le persone non possono essere sostituiti dalle tecnologie. Quindi, se non ci sono psichiatri in numero sufficiente, sostanzialmente viene a mancare la possibilità di una cura adeguata. In nove regioni italiane i DSM non garantiscono uno psichiatra ogni 10.000 abitanti, e solo Emilia Romagna, Liguria e Sicilia riescono a soddisfare gli standard di personale. “Psichiatria, KO in mezza Italia” titolava un articolo del Sole 24ore degli inizi di marzo, a cura del dott. Fabrizio Starace, commentando i dati del Ministero. In questa mappa del personale della salute mentale che vede il Sud così sfavorito, la Sicilia costituisce una eccezione: essendo anch’essa una Regione Autonoma gode di una condizione economica speciale e si colloca tra le Regioni con più personale. Una situazione così disomogenea non riguarda solo, i medici ma tutto il personale psichiatrico: in Val d’Aosta le persone impegnate nei DSM sono 109,3 ogni 100.000 abitanti, 94,6 nella provincia autonoma di Bolzano, ma nel Molise sono percentualmente solo 20,6, e in Umbria 33,6. Tutte le altre regioni del Sud Italia hanno a disposizione circa la metà del personale ogni 100.000 abitanti che opera in Val d’Aosta. Regioni come la Campania o il Molise non riescono a garantire la presenza di uno psicologo ogni 50.000 abitanti. Un altro dato interessante è quello del carico di pazienti per ciascuna persona, il cosiddetto “impegno assistenziale teorico”. Viene calcolato dividendo il numero dei pazienti presenti in un DSM per il numero dei medici (ma si può fare per ogni funzione: psicologi, infermieri, ecc.) in servizio; fornisce un risultato necessariamente teorico e impreciso ma comunque indicativo delle tendenze. Risaltano di nuovo i dati di Umbria e Molise, dove rispettivamente uno psichiatra dovrebbe assistere 319 e 245 pazienti; il minimo è costituito dai 109 pazienti della Toscana, mentre il valore medio in Italia è di 157 pazienti ogni psichiatra. Anche per gli psicologi l’impegno (teorico) è molto variabile, e va dai 146 pazienti per ciascun psicologo della p.a.di Trento, ai 1.036 pazienti che ogni psicologo dovrebbe trattare nelle Marche, con il clamoroso record dei 1.470 pazienti a testa che toccherebbero ad ogni psicologo del Molise! E’ evidente che il termine “teorico” in questo caso sta a significare che ci sono migliaia di pazienti che non riusciranno mai a parlare con uno psicologo, e che vedranno i loro psichiatri solo molto molto raramente, per pochi minuti, il tempo di uno psicofarmaco somministrato in fretta, mentre una lunga coda di pazienti aspetta il suo turno. Psicoradio ha intervistato il dottor Fabrizio Starace, presidente della Siep, e a Teresa di Fiandra, tecnico del Ministero della Salute. PSICOFARMACI, STIGMA, CONTENZIONE, PAURE Oltre ai numeri del personale psichiatrico, il congresso Siep di Bologna ha affrontato molte altre questioni importanti per la vita quotidiana dei pazienti. Sul tema di “trattamenti non coercitivi” - che non leghino i pazienti - gli psichiatri Giovanni Rossi e Alessio Saponaro hanno presentato i risultati di 6 anni di monitoraggio negli SPDC dell’Emilia Romagna ( i luoghi in cui vengono curate le persone con disturbi psichici in situazione di crisi). La situazione varia molto: a Modena gli standard appaiono ancora elevati, mentre è stato sottolineato il caso di San Giovanni in Persiceto, in provincia di Bologna, dove non è mai stata legato nessun paziente. E mentre viene riaffermato l’obiettivo di giungere a “contenzione zero”, il monitoraggio mostra come in 6 anni (2011-2016) in Emilia-Romagna la contenzione è diminuita del 41%. “La contenzione è proibita e nessuno viene legato all’interno delle REMS, dove ci sono persone che hanno commesso reati anche molto gravi - sostiene Franco Corleone, (Commissario per il superamento degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari) che ha presentato una relazione dal titolo “Mai più OPG” - non si vede perché non sia possibile smetterla negli SPDC”. Lorenza Magliano, professore di psichiatria dell'Università della Campania, ha presentato una ricerca effettuata sui medici di base di Napoli che si interroga sulle numerose conseguenze dello stigma, dei pregiudizi nei confronti dei pazienti psichiatrici. La parola “schizofrenia” evoca scenari di pericolosità e fa paura anche a loro: molti medici infatti considerano pericolosi i loro pazienti, e solo il 27%degli intervistati dichiara che è possibile instaurare con loro relazioni di fiducia. Un aspetto conseguente è che i medici di base tendono a sottovalutare i problemi fisici dei pazienti psichiatrici, attribuendo i disturbi che i pazienti denunciano alla malattia psichica, e non prendendoli in considerazione. Di conseguenza, per i pazienti psichiatrici vengono richieste dai medici di base meno analisi “comuni” (colesterolo, glicemia, ecc.). ed i pazienti psichiatrici rischiano un 50% in più di disturbi non diagnosticati. Un progetto della Regione Emilia-Romagna presentato dalla dottoressa Antonella Piazza, e realizzato assieme ad alcune associazioni di familiari e utenti, si interroga sull’appropriatezza dell’uso di antipsicotici nei disturbi schizofrenici. Una parte della ricerca ha indagato il tema delle paure. I pazienti temono che una volta che viene prescritto loro uno psicofarmaco, non lo smetteranno mai; altri temono di diventarne dipendenti. Contemporaneamente, però, c’è anche chi denuncia la paura che gli psicofarmaci possano far perdere una parte importante di se stessi, della propria identità, di cui la sofferenza costituisce una parte rilevante, anche se problematica. “E’ vero. – conferma Morena, psicoredattrice - Io sento le voci da quando sono bambina, e durante la mia vita le voci mi hanno anche aiutato. All’inizio, quando mi hanno dato dosi massicce di psicofarmaci, forse perché non le sentissi più, ho avuto paura: di perdere una parte di me, di non essere più io. Di sentirmi più sola, più vulnerabile”. La ricerca ci dice che per i familiari dei pazienti, invece, i timori più presenti sono due: la paura di un decadimento cognitivo, di un intorpidimento della prontezza e dell’intelligenza, e quella del forte ingrassamento provocato dagli antipsicotici, con i conseguenti problemi di salute fisica. Queste paure, secondo la ricerca, sono aggravate dal fatto che i medici tendono a non ascoltare davvero quello che dicono pazienti e familiari quando esprimono un timore o si lamentano di un effetto secondario. A proposito dell’uso degli psicofarmaci, secondo la dottoressa Piazza sono gli stessi psichiatri a denunciare la mancanza di una formazione adeguata: nel corso degli studi viene loro insegnato a scegliere e dosare gli psicofarmaci, ma non a diminuirli o a toglierli. Possiamo pensare che questa lacuna nella formazione in psichiatria sia il lascito di una cultura che per troppo tempo ha considerato la malattia psichica una specie di condanna incurabile, e non ha creduto nella possibilità di un miglioramento, di una evoluzione né tantomeno di una recovery. Per fortuna, molte realtà stanno dimostrando con i fatti che queste concezioni del disturbo psichico sono antiche, sbagliate e ignoranti.
Radio Popolare
Chi è fuori è fuori: Riflessioni su un documentario
Chi è fuori è fuori: Riflessioni su un documentario
calendar_today 23/05/2017 09:00
La miseria, la disperazione, l’inattività, il vuoto morale e materiale della vita di ogni giorno in un istituto psichiatrico del passato. E’ questo il contenuto del documentario ”Chi è fuori è fuori“ realizzato nel 2003, nell’ex istituto psichiatrico di Budrio da Cristina Lasagni, direttrice di Psicoradio. Candido, Silvano e Marta hanno vissuto una gran parte della propria vita dentro gli istituti e grazie alla legge Basaglia sono tornati alla vita, hanno imparato un mestiere e hanno iniziato a vivere in autonomia in appartamenti. Con Cristina Lasagni sono tornati tra le mura dell’ultimo istituto, ormai abbandonato e in rovina, che li ha ospitati. Lì dentro hanno ricordato e raccontato la loro vita prima della riforma, rivedendosi in immagini di repertorio. Proprio partendo dalla visione di questo film la nostra redazione ha raccontato le proprie sensazioni di fronte alle immagini di una istituzione di provincia dove non accadeva niente di estremamente tragico, non c’erano torture, ma si viveva la terribile e logorante quotidianità di tutte le istituzioni totali, che svuotano e tolgono vita. Come sottolinea Luca, colpisce: “la nullafacenza di queste persone ricoverate in maniera eterna in manicomio, vederle tutte ammassate come animali pronti per il macello”.
Radio Popolare
Chi non ha non h - 39 anni fa la legge 180, contro .la psichiatria per i poveri e quella per i ricchi
Chi non ha non h - 39 anni fa la legge 180, contro .la psichiatria per i poveri e quella per i ricchi
calendar_today 16/05/2017 09:00
“Conosco almeno due tipi di psichiatria: la psichiatria dei poveri e quella per i ricchi. C’è un proverbio calabrese che dice chi non ha non è. E questa contraddizione – che esprime nella sua totalità le contraddizioni della nostra società - si mostra proprio nella maniera più chiara proprio negli ospedali psichiatrici. Effettivamente chi non à non è, perché quando una persona disturba, malato o meno che sia, va a finire o in manicomio o in carcere.” 39 anni fa, il 13 maggio 1978, è stata approvata la legge 180, la cosiddetta “Legge Basaglia”. Per la prima volta nel mondo il governo italiano dichiarò che nessun altro manicomio poteva essere costruito. Quelli in funzione dovevano venire progressivamente chiusi, e sostituiti da strutture in cui le persone venissero curate senza essere rinchiuse. Psicoradio ricorda la legge 180 e le persone che hanno lottato per cambiare la psichiatria con una serie di trasmissioni. Questa prima puntata racconta la prima volta che Franco Basaglia diventa direttore di un manicomio; quando, nel 1961, giovane psichiatra, ha l’incarico di dirigere l’ospedale psichiatrico di Gorizia. Ce ne parla Mario Colucci, psichiatra e psicoanalista, docente all’università di Trieste e autore del libro “Franco Basaglia” (2001). E sentiremo anche la voce di Franco Basaglia e della moglie Franca tratte dai pochi filmati che le hanno raccolte; ascolteremo poesie di Alda Merini e commenti di redattori e redattrici di Psicoradio. Ore perdute invano nei giardini del manicomio, su e giù per quelle barriere, inferocite dai fiori, persi tutti in un sogno di realtà che fuggiva […] Alda Merini
Radio Popolare
Crescere e cambiare Studenti e redattori a confronto
Crescere e cambiare Studenti e redattori a confronto
calendar_today 09/05/2017 09:00
“Un momento significativo di cambiamento per me è stato quando mia madre si è sposata e io non avendo un papà ho deciso che questa persona mi avrebbe adottato,” racconta Viola. “Quando mio fratello maggiore si è trasferito a Milano con la sua fidanzata, io l’ho vissuta molto male perché per me lui era un secondo padre”, dice Giorgia. Quattro studenti dell’ istituto Psico-pedagogico Laura Bassi sono stati in redazione per un stage formativo, e insieme ai redattori hanno discusso dei cambiamenti significativi nella propria vita e come li hanno affrontati. Ma a proposito di cambiamenti, come si vedono gli studenti tra 10 anni? Viola e Anna vogliono fare la psicologa e avere una famiglia, mentre Giorgia vuole essere una donna indipendente, in carriera e senza famiglia, infine Alberto vuole diventare tatuatore.
Radio Popolare
Ritrovarsi con la scrittura - Un'intervista a Alessandro Bergonzoni e Marinette Pendola sulla creatività
Ritrovarsi con la scrittura - Un'intervista a Alessandro Bergonzoni e Marinette Pendola sulla creatività
calendar_today 02/05/2017 09:00
Per fare un prato bastano Un trifoglio, un’ape Un trifoglio, un’ape E un sogno. Può bastare il sogno Se le api sono poche. Emily Dickinson - L'attore Alessandro Bergonzoni, racconta come le parole che traboccano dalla sua mente, prendono corpo e riescono ad esprimere le sue emozioni. Ma creativi si nasce o si diventa? Si può insegnare la creatività? Psicoradio lo domanda a Marinette Pendola, insegnante di scrittura creativa e scrittrice, che da poco ha pubblicato "L'erba di vento" ed. Arkadia.
Radio Popolare
Un calcio che fa bene - Crazy for Football
Un calcio che fa bene - Crazy for Football
calendar_today 18/04/2017 09:00
"Quando i calciatori professionisti - tra loro Francesco Totti, Del Piero, Paolo Rossi…- hanno visto i nostri calciatori hanno detto “ ma loro sono come noi… oggi ci rendiamo conto di quanto è importante per l’integrazione sociale lo sport che abbiamo svolto”..Significa semplicemente restituire il diritto allo sport alle persone a cui o viene negato per stigma. ..Ai microfoni di Psicoradio lo psichiatra Santo Rullo, presidente dell’Associazione italiana di Psichiatria Sociale, racconta il suo progetto “Matti per il calcio”, nato anche dalla sua personale passione per lo sport.
Radio Popolare
Psicoradio di martedì 11/04/2017
Psicoradio di martedì 11/04/2017
calendar_today 11/04/2017 09:00
Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
Radio Popolare
Psicoradio di martedì 04/04/2017
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calendar_today 04/04/2017 09:00
Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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Psicoradio di martedì 28/03/2017
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Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

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I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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Psicoradio di martedì 21/03/2017
Psicoradio di martedì 21/03/2017
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I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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Psicoradio di martedì 14/03/2017
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calendar_today 14/03/2017 09:00
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I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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Psicoradio di martedì 07/03/2017
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I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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Psicoradio di martedì 28/02/2017
Psicoradio di martedì 28/02/2017
calendar_today 28/02/2017 09:00
Psicoradio, la radio della mente

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un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
Radio Popolare
Psicoradio di martedì 21/02/2017
Psicoradio di martedì 21/02/2017
calendar_today 21/02/2017 09:00
Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
Radio Popolare
Psicoradio di martedì 14/02/2017
Psicoradio di martedì 14/02/2017
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Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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Psicoradio di martedì 07/02/2017
Psicoradio di martedì 07/02/2017
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Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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Psicoradio di martedì 31/01/2017
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Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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Psicoradio di martedì 24/01/2017
Psicoradio di martedì 24/01/2017
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Psicoradio, la radio della mente

Nasce nel 2006, frutto della collaborazione tra il Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda Usl di Bologna e l’associazione Arte e Salute Onlus.

Il progetto PSICORADIO è composto da due momenti intrecciati:

un corso di formazione per operatori radiofonici rivolto a utenti dei servizi psichiatrici del dipartimento di salute mentale di Bologna e provincia, tenuto da professionisti della comunicazione guidati dalla direttrice della testata, prof. Cristina Lasagni (Università della Svizzera italiana).

una testata radiofonica, Psicoradio, regolarmente registrata al tribunale di Bologna, che si occupa dei temi della salute mentale.

I programmi di Psicoradio privilegiano i territori della psiche nei suoi incroci con il sociale e la cultura. Tutti gli argomenti – dalla cronaca all’arte – sono guardati da un punto di vista prevalentemente psicologico. Nelle trasmissioni si incrociano vari registri: poetici, informativi, ironici, scientifici, narrativi, autobiografici, assieme alle voci di chi la sofferenza psichica la sta attraversando. l corso di formazione per operatori radiofonici, articolato in tre anni, è tenuto da professionisti della comunicazione, della cultura, dell’arte, della psichiatria. Nel corso si apprendono i saperi classici del “fare radio”: quelli tecnici (registrazione, montaggio, regia); quelli giornalistici (l’intervista, l’inchiesta, ecc); quelli che servono per ideare e costruire una trasmissione, un palinsesto; e ciò che riguarda la programmazione musicale. Oltre ai contenuti prettamente comunicativi il corso aggiunge ambiti “psi”: per esempio, la psichiatria e la psicologia, nelle loro storie ed evoluzioni, ma anche terreni meno conosciuti ma oggi importanti come quelli dell’etnopsichiatria.

Nei primi 5 anni di attività Psicoradio ha realizzato più di 220 trasmissioni nazionali, circa 20 trasmissioni per altre testate e 20 trasmissioni in diretta. Ha anche realizzato campagne di sensibilizzazione e comunicazione e convegni su temi cari alla redazione: nel 2008 la ricerca Follia scritta, sulle parole della salute mentale nella stampa nazionale, nel 2010 la campagna Basaglia piace solo in tv?, per la difesa della legge 180 e contro alcuni progetti di legge di modifica e nel 2011 Cronisti della mente, incontro delle radio che trattano la salute mentale.
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