Politica, storia e parole. Tre voci a Pubblica
Pubblica di mercoledì 01/07/2026
calendar_today 01/07/2026 11:00
La politica e i poteri del capitalismo delle big tech. Per Maria Rosaria Ferrarese, docente di sociologia del diritto all’università di Cagliari, si intrecciano fino a costituire una nuova entità. Chi è il massimo rappresentante di questo nuovo soggetto? Donald Trump, il presidente pro-tempore degli Stati Uniti. Ordine e disordine internazionali passano sempre di più attraverso l’intreccio tra la politica e il capitalismo. Ferrarese è stata ospite oggi di Pubblica con il suo nuovo libro «Il grande intreccio. Politica e poteri economici globali» (Il Mulino 2026). Ospite in trasmissione oggi anche Enzo Ciconte, storico delle mafie all’università di Pavia. Ciconte è autore di una «Storia dell’altra Italia» (Laterza 2026). «C’è un filo rosso nella storia unitaria italiana: questo filo – racconta Ciconte - tiene insieme l’uso sistematico di criminali, mafiosi, neofascisti, come strumenti di potere». La storia dell’altra Italia di Ciconte si conclude nel 1994. E gli ultimi 32 anni, che fine hanno fatto, professore? Il 1994 segna l’arrivo di Silvio Berlusconi a Palazzo Chigi. Quell’anno è una sorta di "fine della storia" alla Francis Fukujama!
Ultima segnalazione, Valentina Pazè, filosofa politica dell’università di Torino, con «Le parole della guerra» (Bollati Boringhieri 2026). «In tempi in cui la guerra sembra tornata ad essere un orizzonte “normale” della politica – scrive Pazè - il primo campo di battaglia non è il fronte, ma il linguaggio». Il lavoro di ricerca della filosofa dell’università di Torino è una indagine su come alcune parole - democrazia, difesa, genocidio, diritto, diserzione – possano trasformarsi in armi di manipolazione delle coscienze.